Cioè a New York apre il primo museo della pizza (ma in Italia no?)

Inaugura a ottobre una retrospettiva temporanea dedicata alla pizza nella città più italiana d’America.

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Photo by Michał Kubalczyk on Unsplash

Pizza lovers, cominciate a setacciare i volantini. Ma non del pizza delivery, dei viaggi, perché New York vi aspetta il prossimo ottobre con la celebrazione della massima ossessione golosa di ogni foodie che si rispetti. “Vivrei di pizza” e ci vivrei anche dentro: il primo museo pop up dedicato interamente alla regina Margherita e sue variazioni (anche quella con l’ananas, sorvoliamo l’Atlantico e anche un altro paio di oceani va là) aprirà dal 13 al 28 ottobre in una non meglio (ancora) precisata zona di New York, per opera (sacra) di Nameless Network. Obiettivo: santificare la pizza in tutte le sue forme. Rotonde, morbide e squisitamente sexy, in un tempo brevissimo. Le foto pubblicate sui social e per l’annuncio ufficiale del museo della pizza non lasciano molto spazio all’immaginazione: cibo & sesso all’ennesima, patinata e combinata potenza. Un po’ David LaChapelle meets Pizza Hut. Nulla di nuovo sotto il sole di New York, ma l’hype sta già lievitando OPS e i foostagrammers sono lì che cercano “volo New York a/r” come compulsivi. Tralasciando le altre destinazioni da museo della pizza come Philadelphia, o quel museo (della pizza) a cielo aperto che è Napoli (ma pure Roma con la pizza a taglio). Possibile dover andare a New York per visitare un museo che celebra l’italianissima pizza? Dalle anticipazioni su Eater, decisamente possibile. E se dio vuol, possibilissimo.

L’esperienza nel pizza museum sarà di total immersion. Nell’impasto OPS delle novità del museo temporaneo, per 35 dollari si potrà passeggiare lungo la pizza art gallery, meditare sulla e con la pizza, visitare una pizza beach (una spiaggia di pizza? Veramente?!) e naturalmente mangiare una fetta di pizza gentilmente offerta dal museo. Non si sa ancora a chi sarà affidata la preparazione della pizza per tutti gli appassionati che piomberanno a frotte nella location segreta del #MoPi, o se sarà direttamente appaltata a qualche pizzeria nelle vicinanze. Legge del social market: meno sveli, più crei aspettative. E più ci saranno risposte social (e non solo) a quello che si preannuncia come uno degli eventi newyorkesi dell’anno. Pizza obsession oltre misura. La promessa è quella di celebrare la pizza nell'arte e la sua arte visiva il più possibile. Ci sarà anche spazio per un po’ di sana beneficenza ai più bisognosi: un parte del prezzo del biglietto verrà destinata dal museo per fornire un pasto ad una famiglia di bisognosi. Ma anche qui non si hanno dettagli ulteriori all’infuori delle prime dichiarazioni ufficiali. Mentre si lustrano gli hashtag e si scorrono le foto a colori vividi (giallo oro e rosso pomodoro, a simulare la perfezione della pizza) delle anticipazioni sul pizza museo su Instagram, da questa parte dell’Atlantico stringiamo le nostre dop e il lievito madre al cuore. Sperando che l’Italia si offra un degno spazio museale permanente ad una delle sue più grandi eccellenze, declinate in meraviglia pura da Nord a Sud. E senza l’ansia da social.

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