Massimo Bottura è il miglior chef del mondo (di nuovo)

Il numero 1 della World’s 50 Best 2018 è andato allo chef dell’Osteria Francescana di Modena. Altri 4 italiani in classifica.

Massimo Bottura ritratto per Lavazza
Courtesy Lavazza

Re del mondo food, di nuovo in vetta dopo un anno di medaglia d’argento. Massimo Bottura miglior chef, l’Osteria Francescana miglior ristorante al mondo secondo la classifica World’s 50 Best 2018, stilata e annunciata il 19 giugno in diretta da Bilbao. Con una rivincita che ha un sapore umami furente per gli italiani, visto che la scorsa edizione aveva incoronato (non senza polemiche) l’Eleven Madison Park di New York. E la discesa di Massimo Bottura in classifica aveva lasciato una scia di amaro in bocca difficile da digerire. Tutto ribaltato: il ristorante newyorkese è scivolato oltre il podio, in quarta posizione, e l’impegno di Massimo Bottura e dei suoi piatti simbolo è tornato al primo posto. Con viva e vibrante soddisfazione, sia detto, e pure un pizzico di campanilismo che non guasta mai. Secondo classificato El Celler De Can Roca dei fratelli Roca (Joan, Josep e Jordi), grande classico della ristorazione spagnola, già numero uno in passato. Terzo gradino del podio per l’interessantissima proposta culinaria del Mirazur di Mentone, terra di confine tra Francia e Italia, guidato dallo chef argentino Mauro Colagreco. Nel corso della serata non sono mancati gli omaggi a chi non c’è più, un terzetto che fa male solo a nominarlo: Gualtiero Marchesi, Paul Bocuse e naturalmente Anthony Bourdain. Lacrime. Di tristezza e di gioia.

Gioia per Massimo Bottura numero uno al mondo, punto. Massimo Bottura, solidissimo uomo del made in Italy, nonché Brand Ambassador Lavazza dal 2013 (in apertura ritratto per il Calendario Lavazza 2018). Massimo Bottura si riprende quello che gli spettava e non ce ne vogliano gli altri colleghi internazionali, ma ancora una volta si è dimostrato oltre tutto e tutti. Il migliore è lui, si deve anche al gigantesco lavoro di concetto e di filosofia del cibo che sta portando avanti con tutti i suoi progetti. Uno chef che accoglie, apre le braccia, sperimenta e studia, sostenuto da un gruppo di collaboratori accuratamente selezionati. In bilico tra il ricordo, la memoria e una proiezione del futuro, Massimo Bottura chef in smoking che può dire “Let’s keep rock and roll” con il suo sorriso birichino, gli occhi luccicanti dietro gli occhiali, l’emozione che lo spinge tra le braccia della moglie Lara Gilmore per riassumere l’amore in un gesto, l’impegno di una coppia d’oro trasfigurato in un bacio da adolescenti felici. “Quando siete in questa stanza ricordatevi che siamo tutti vincitori; siamo tutti parte di questo mondo meraviglioso e abbiamo l'opportunità di condividere con il team e gli ospiti tutta la passione e l'umiltà che ci sono dietro il nostro lavoro” ha detto nel suo discorso di ringraziamento Massimo Bottura.

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Italia che trionfa, ancora, per la qualità delle sue cucine. Italia premiata con altri quattro chef e ristoranti nella World’s 50 Best Restaurant 2018. Grandi applausi per Enrico Crippa del Piazza Duomo di Alba (solidamente 16esimo), grandi conquiste di posti per Massimiliano Alajmo de Le Calandre di Rubano (23esimo, + 6 posizioni) e Niko Romito del Casadonna Reale di Castel Di Sangro (36esimo, + 7 rispetto alla classifica dell’anno scorso). Una soddisfazione tricolore per 4 chef stellati italiani accuratamente dislocati in classifica. Ma un nuovo appunto torna, dopo le discussioni attorno al premio dedicato alla Miglior chef donna vinto quest’anno da Clare Smyth che non appare nemmeno nella classifica generale dei primi 50. Dove sono le donne chef? Perché #tuttimaschi nei riconoscimenti assoluti, mentre le chef donne vengono relegate ad un premio a parte? Nonostante le ampie questioni che hanno un po’ scardinato il mondo foodie internazionale ponendo al centro la questione del sessismo delle cucine, di cui fu portavoce proprio Anthony Bourdain (che ci manca tantissimo), di chef donne ne sono entrate cinque in tutto in classifica: Pia León, Elena Arzak, Ana Ros, Daniela Soto-Innes e Pim Techamuanvivit. Nel 2017 erano state 3. Le grandi chef donne non si possono accontentare (più) sempre di così poco.

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