Lo champagne rosé di Veuve Clicquot compie 200 anni: ciiin!

Se oggi sorseggiamo flûte (su flûte, su flûte...) di champagne rosé è merito di una donna (ovvio). E questa è la sua storia <3

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Questa non è (solo) la storia dello champagne più rivoluzionario (e delizioso) di sempre, questa è la storia di una donna, del suo orgoglio, del suo patrimonio fatto filari e delle sue flûte preziosissime. Questa è la storia di Madame Clicquot, l’erede della famiglia Veuve Clicquot Ponsardin, musa e maestra dello champagne rosé. E che, esattamente 200 anni fa, “infranse” le norme della produzione dello champagne classico, per “confezionare” lo Champagne Veuve Clicquot Rosé. “I nostri vini devono essere accattivanti sia per il palato che per l’occhio”, prima ancora di qualsiasi intercessione di marketing nel food&beverage contemporaneo, Madame Clicquot scriveva e riscriveva la storia dei brindisi “in rosa”.

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Così, per celebrare quell’ispirazione cruciale datata 1818, Veuve Clicquot ha deciso di festeggiare il bicentenario del primo champagne rosé tra i profumi floreali del Jardin d’Acclimatation di Parigi. Un garden party, omaggio alla rivisitazione del rosé da parte di Veuve Clicquot, che ha richiamato quasi 600 ospiti per una deliziosa soirée, nello stile audace e giocoso della Maison. Gli ospiti hanno degustato calici di Veuve Clicquot Rosé, ça va sans dire, e hanno sorseggiato anche una delle creazioni "in rosa" più recenti della Maison: Veuve Clicquot Rich Rosé, il primo Champagne da degustare “on the rocks” e creato espressamente per la mixologia. À la santé!

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