Carbonara remix? Meglio tradizione o innovazione?

Pranzi informali, cene eleganti e in mezzo un aperitivo con le novità della mixology: Roma capitale, quanto ti amiamo.

image
Getty Images

Roma capitale gastronomica, Roma imperiale e informale, Roma in bilico tra la caccia alle cacio e pepe più fedeli alla tradizione e le vette altissime dei suoi ristoranti di pesce. Roma che scappa dalla città e si rifugia sulle colline o al mare ma non riesce a fuggire dalla sua specialità numero uno: il gusto. Dove mangiare bene a Roma è un imperativo, dove mangiare bene a Roma per le festività (come i santi patroni Pietro e Paolo il 29 giugno, che già la stagione è dolcemente assestata sull’estate) è il faro che guida i curiosoni gourmet, pronti a ricredersi sulla dittatura della carbonara a tutti i costi. Perché in fondo la tradizione la si apprezza molto di più una volta usciti dal raccordo anulare delle proprie papille gustative. Fosse anche solo per un weekend.

Dove mangiare tipico a Roma: l’osteria autentica

Cacio e pepe delicatissima, fiori di zucca fritti con una variazione meravigliosa di taleggio al posto della classica mozzarella, polpette di bollito superbe, una selezione di salumi e formaggi da far impallidire chiunque e naturalmente tutti i classici della tradizione declinati in variazioni intelligenti, azzardate al punto giusto. L’Osteria Fratelli Mori ha guadagnato duemila punti golosità dopo il restyling accorto della vecchia trattoria, aperta da papà Ambrogio nel 2004. Al timone ora ci sono i figli, i fratelli Francesco e Alessandro, con mamma Giuliana che inforna ancora superbe crostate di ricotta e visciole, forse uno dei dolci più classici e buoni di tutta la cucina romana tipica (ci perdoni il maritozzo). I fratelli Mori sono due osti contemporanei, supervisionano la sala con un servizio informale ma attento, aperto a battute e familiarità: chi ama rilassarsi a tavola o deve portare una famiglia allargata a pranzo fuori, dai Mori trova la sua quadra perfetta. Dopo il viaggio abbondantemente gastronomico tra antipasti, primi e secondi, da provare assolutamente la Ricotta di Ambrogio, un dessert di ricotta di bufala, scorza di arancia candita e pistacchio caramellato. Ci ringrazierete.

Osteria Fratelli Mori

Via dei Conciatori 10 (Roma Ostiense)

Courtesy Fratelli Mori

Dove mangiare a Roma Trastevere (con cocktail buonissimi)

La vita a Trastevere comincia alle 18 e direttamente con un signorilissimo cocktail da urlo. Da sorseggiare (sono talmente buoni che si asciugano in un attimo) sotto le fresche frasche di un glicine che spunta accanto alla porta di ingresso di Santo Trastevere, uno di quei posti cool di Roma che stanno ridisegnando l’antropologia del quartiere più celebre della capitale (nel bene e nel male). Ex bistrot noto, Santo fa il salto e diventa ristorante che si impone nella gastronomia della zona con un menu divertente e innovativo. Si apre però col bere bene, dettato dalle creazioni favolose di Ilaria Sbal, mixologist inventiva e attenta ai gusti di chi le si para davanti. Tra frutta, verdura essiccata e bilanciatissimi apporti alcolici, i cocktail di madame Sbal valgono davvero la visita e avviano alla cena con discrezione. Si procede scivolando verso i piatti di Edoardo Meuti, in grado di bilanciare elegantemente le versioni dei classici (amatriciana con polpo, assolutamente da provare per i carnivori) con proposte sempre inventive e freschissime. Variazioni vegetariane comprese, come i ravioli di parmigiana (ripieni di melanzane fritte e condite con pomodoro dolce) che sono qualcosa da ricordare, buonissima scelta di pesce fresco e accostamenti mai banali di ottime materie prime Un posto dedicato a chi si alza troppo tardi e preferisce decisamente vivere la sera meravigliosa di Roma. Magari in doppia coppia o con amici fidati.

Santo Trastevere

Via Paglia 16 (Roma Trastevere)

Dove mangiare bene a Roma centro, il ristorante che punta in altoI concept romani della ristorazione stanno cambiando tutti, è innegabile. La riprova è Ristorante Giulia, che prende il nome dall’omonima (e bellissima) nel quadrilatero con la più alta concentrazione di ristoranti stellati in Italia come rilevato da Repubblica. E il Ristorante Giulia, con una formula di apertura che va dal mattino presto fino alla notte, si inserisce in un tessuto food sempre più rivoluzionato. Possibilità di pausa bistrot a pranzo e brunch domenicale, tarde colazioni per i più pigri con selezioni salate e dolci, nulla di turistico e molto di sapore antico con un tocco moderno. Un posto tra il vintage e l’industrial, con elementi di colori forti e vetrate enormi che aprono letteralmente sui sanpietrini inconfondibili della strada. Non manca una terrazza panoramica da mozzare il fiato, con soli dieci coperti, perfetta se si ricerca un’intimità da grande bellezza percepita (ma reale). In cucina danza felice la mano ferma di chef Pierluigi Gallo, tra Abruzzo e Campania, formatosi dallo stellato Niko Romito e con idee che emergono sicure dal menu alla carta di Ristorante Giulia. Il simbolo dello chef è il Riso riserva con gallinella, ricotta e peperone, che ne descrive e inscrive le capacità di misurarsi con materie prime, sapori, contrasti ed eleganza delicata. Chi non ama il peperone perché troppo pesante da digerire si ricrederà al primo boccone, chi storce il naso di fronte al risotto pappone amerà la croccantezza insita della cottura. Ma valgono un assaggio anche gli gnocchi ripieni di spuntature, i deliziosi bottoncini pasta&patate con telline e salicornia (rivisitazione in chiave futuristica della tradizione mediterranea dello chef), la selezione di antipasti dove spicca la deliziosa tracina con cannellini e fondo bruno e le amuse bouche di benvenuto dello chef, che passano da marshmellow agrodolci a mini macaron salati al vapore. Finirete col leccarvi le dita con i dolci e concedervi un after dinner definitivo nell’aria meravigliosa del nuovo ristorante del centro di Roma.

Ristorante Giulia

Ingresso da Lungotevere dei Tebaldi 114 (Roma Centro)

Matthieu Joannon/Unsplash
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Food