Il latte di capra è un super food o un super fake?

Un nutrizionista ci spiega l'abc (e d come detox) sul perché questo non sia il latte dei miracoli.

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Utilizzatissimo e molto apprezzato per secoli, il latte di capra oggi sta tornando in auge. Ma quali sono le sue istruzioni per l'uso? Dovrebbe essere sostituito o alternato al latte vaccino, al latte di mandorle o ad altre bevande vegetali? "A differenza delle voci che negli ultimi anni si sono diffuse sulla sua pericolosità per la salute, il latte animale, come testimoniano gli studi della Fao, è una preziosa fonte di calcio, magnesio, selenio, riboflavina (vitamina B2), vitamina B12 e acido pantotenico (vitamina B5). Nello specifico il contenuto di proteine e lattosio del latte di capra è molto simile a quello vaccino, per questo motivo NON è adatto a chi è intollerante o allergico al latte di mucca", spiega la dottoressa Elisabetta Macorsini, biologa nutrizionista esperta in igiene degli alimenti e diet coach a Milano.

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L'unico punto a favore del latte caprino è la sua migliore digeribilità perché "le sue catene proteiche sono più corte di quelle vaccine. Okay ma il latte di capra ha meno calorie del latte vaccino? Il latte di capra ne ha di più rispetto (100 ml 76 calorie) a quelle contenute nel latte vaccino (100 ml 63 calorie), ma i suoi grassi sono migliori e ha un contenuto minore di colesterolo", prosegue la nutrizionista.

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Semaforo verde, quindi, a questo tipo di latte animale e ai prodotti da lui derivati, come formaggi e burro, perfetti da alternare o sostituire a quelli vaccini. "E perché non concedersi ogni tanto del latte d'asina, il latte che si avvicina di più per contenuto in proteine al latte umano? La cosa fondamentale è seguire le linee guida ovvero da una a massimo tre porzioni al giorno da 125 ml tra latte e yogurt", conclude Macorsini.

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