"Ho scoperto quanto sale al giorno stavo assumendo. Senza saperlo riconoscere in questi cibi"

Sport regolare e attenzione agli insospettabili: dolci inclusi. Come scoprire i sali nascosti nella food-routine. E perché possono essere gravi tanto quanto lo zucchero.

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Photo by Rose Elena on Unsplash

Il sale della vita, o una vita senza sale? Giochi di parole, modi di dire ma insospettabile presenza costante del sale nelle nostre vite. Anche quando è ben oltre il simbolico QB. Quanto sale al giorno si può assumere? Il nostro consumo giornaliero di sodio deve essere inferiore ai 5 mg per un adulto, e con tutte le piccole insidie che ci attendono in frigo è difficile mantenere questa quota. L'abbinamento sale pressione sanguigna è un classico specie se tendiamo alla pressione alta. Ma c'è un'altra insidia che come lo zucchero insegna, non si fa notare. Il sale si nascondo in alimenti insospettabili. Eccome. Ma se la salute è a posto, a farci evitare il sale è la ritenzione idrica. Di cui uno dei suoi effetti collaterali più sgradevoli è la cellulite: La ritenzione idrica che provoca inestetismi su glutei, gambe e pancia spesso è causata da scarsa idratazione, ma anche da eccesso di sale”, spiega Elisabetta Orsi, nutrizionista e naturopata che collabora con Aquasalis Gmbh azienda svizzera che ha formulato il “sale senza sale”, la prima soluzione salina iposodica naturale con il 75% in meno di sodio. Per contenere la cellulite non basta però eliminare il sale da cucina dalla dispensa. Bisogna anche fare attenzione al sale nascosto, che abbonda nei prodotti confezionati industrialmente “ma anche negli alimenti naturalmente ricchi di sodio, come le uova di gallina, la salsa di soia o il salmone affumicato”, spiega la dottoressa Orsi, che è stata anche consulente ufficiale della Nazionale di Calcio Italiana per i Mondiali 2014.

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Okay ma come si evita il sale nascosto negli alimenti? Intanto, consiglia la nutrizionista Orsi, consultando sempre le etichette di ciò che compriamo. Bisogna fare attenzione alle sigle E250-E251, nitrato e nitrito di sodio, oppure alle SIGLE DA E620 A E625, alla presenza di acido glutammico e glutammato monosodico. Nel mirino dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ci sono soprattutto gli alimenti trasformati (quelli che in America chiamano "processed"), che hanno la maggiore probabilità di contenere elevate concentrazioni di sodio anche quando riportano la dicitura “light” (anzi, a volte un po’ più di sale compensa il sapore perso eliminando i grassi). Quali sono i prodotti a rischio di sodio nascosto? Scontato dire salumi e formaggi, scatolame, patatine, snack, sughi pronti, surgelati, cracker, pane e biscotti. Ma ci sono delle sorprese.

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La prima è che in media, 20 grammi di biscotti contengono 0,1 gr. di sale. Una brioche da 40 gr ne contiene 0,4 gr. Quattro cucchiai di cereali per la prima colazione 0,3 gr. di sale. Una merendina da 35 gr ne contiene 0,3 gr. Le bevande vegetali – quelle che non possiamo più chiamare latte di soia o latte di riso - sono ricche di zuccheri semplici molto energetici, hanno pochi grassi e zero colesterolo. Tuttavia, la maggior parte di queste contiene da 0,02 a 0,1 mg di sodio. Le bevande gasate industriali? Curioso pensarlo, ma una lattina di cola da 330 ml contiene 50 mg di sodio. E molti succhi di frutta addirittura 1mg di sodio per 100 ml. Chi fa sport, poi, si ristora con gli integratori di sali minerali, ma spesso sono tutt’altro che dietetici, o healthy (a meno che non si fanno in casa). Contengono infatti zucchero, coloranti, conservanti, e molto sodio. È necessario, anche in questo caso, leggere bene le etichette e se si pratica un’attività sportiva regolare, scegliere un'integratore che non vanifichi i nostri sforzi per un pizzico di sale. L’estratto della frutta fresca, o il frutto intero, restano sempre la scelta migliore, dopo lo sport. Se ce li ha dati la natura, un motivo ci sarà.

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