Com'è nata la tradizione dei confetti matrimoniali?

Nel Medioevo il loro ingresso ufficiale, simbologie numeriche importanti e infinite varianti (per un indissolubile amore).

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I confetti nuziali, immancabili protagonisti di ogni matrimonio, saranno una tradizione recente oppure una rivisitazione di usanze passate, con radici che si perdono nei tempi? Ciò che rende speciale un matrimonio sono tutte quelle piccole accortezze che possono intrattenere gli ospiti e che permetteranno loro di vivere, insieme agli sposi, un’esperienza memorabile. E quindi, cosa meglio di un goloso buffet, riccamente decorato, interamente dedicato ai confetti per far vivere agli invitati al matrimonio un’esperienza degna di essere ricordata??!

Un golosissimo angolo dolciario allestito a dovere che, con i suoi colori e con le forme scelte, compiaccia la vista e che, grazie allo scoppio di differenti sapori, delizi il palato, sarà senz’altro un’immancabile soluzione da adottare per riscaldare l’atmosfera. Stiamo, chiaramente, parlando della confettata: una tavola ricolma di confetti di ogni tipo e di ogni gusto che, oltre a deliziare il palato con gli aromi più disparati, racchiude in sé tutta una magica simbologia, tramandata da generazione in generazione per secoli.

Alla versione più tradizionale dei confetti, che vede questi golosissimi bon bon come delle dolcissime praline, caratterizzate dal tipico guscio di zucchero indurito, che riveste - nella loro veste più classica - una preziosa mandorla d’Avola, si sono, nei tempi, affiancate tantissime varianti, declinate nei gusti più insoliti - che spaziano dal confetto ripieno di cioccolato (talvolta bianco, talvolta fondente) al confetto aromatizzato al pistacchio fino alle declinazioni fruttate e quant’altro - che infondono uno scoppio di gusti e sapori davvero inebriante. Sarebbe difficile stilare una lista di tutti i possibili gusti, in quanto ne esistono di molte varietà. Ciò che, piuttosto, è un riferimento numerico utile consiste nel prevedere all’incirca 7 - 8 gusti differenti nell’allestimento in una confettata che si rispetti.

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Le origini dei confetti. Le prime testimonianze legate all’esistenza di queste squisite prelibatezze risalgono all’Antica Roma, quando le usanze del tempo volevano che gli invitati alla festa omaggiassero il festeggiato portando all’evento delle piccole caramelle dure in segno di buon auspicio e come pronostico di ricchezza.

Un’altra antica tradizione, sempre legata ai confetti, consisteva nel lanciarli addosso agli sposi, al termine della cerimonia, alla loro uscita dalla chiesa, come augurio di fertilità. In questo caso, chiaramente, non si trattava dei confetti tradizionali, come li conosciamo noi oggi, bensì di una versione più morbida e leggera, dove il cuore del confetto non era ripieno di mandorla, ma racchiudeva un piccolo seme di coriandolo (e da qui il termine inglese dove“confetti” indica quei piccoli pezzetti di carta che noi chiamiamo - appunto - coriandoli).

Dovremo, invece, attendere gli anni del Medioevo per incontrare il tradizionale confetto, come lo conosciamo noi oggi: esso, infatti, vede le sue origini nel lontano ‘400, con l’avvento delle prime importazioni di zucchero dall’India. Come si può notare, per secoli i confetti, impegnati come elemento propiziatorio per scandire i momenti importanti della vita, furono i protagonisti indiscussi di matrimoni e cerimonie, tuttavia la confettata classica, intesa come tavola imbandita di dolci squisitezze è, in ogni caso, un’usanza recente, tipica dei giorni nostri.

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Il preludio della confettata odierna, piuttosto, vede le sue origini in una vecchia tradizione in base alla quale erano gli sposi stessi che, al termine del banchetto nuziale, sarebbero dovuti girare trai tavoli con un vassoio d’argento, distribuendo manualmente i confetti ai loro ospiti, per augurare loro salute, felicità e ricchezza. Ed è proprio dalla pancia di questa usanza che nasce un’altra tradizione (tipica anche dei matrimoni nostrani): stiamo parlando della bomboniera nuziale, ripiena di deliziosi confetti racchiusi, sempre in numero dispari (1, 3 o 5), in un fazzolettino di tulle, omaggiata agli ospiti, in segno di riconoscenza e gratitudine per i doni ricevuti e per aver condiviso insieme alla coppia di sposi (o ai festeggiati, in caso di altro genere di cerimonia –come battesimi, comunioni e cresime -) un momento così importante.

Perché i confetti vanno consegnati in numero dispari?Altra usanza, ben radicata nella nostra cultura, è, infine, quella di consegnare i confetti sempre in numero dispari. Quest’usanza risale ad un’antica superstizione per cui i numeri dispari venivano considerati portatori di una carica positiva. Inoltre, a seconda del numero di confetti consegnati, l’omaggio assumerà valenza differente. A seconda della valenza simbolica che vogliamo assegnare al nostro omaggio goloso, consegneremo 1, 3 o 5 confetti (molto raramente 7) in funzione del valore simbolico che vi intendiamo conferire:

5 confetti rappresentano un augurio di salute, fertilità, lunga vita, felicità e ricchezza;

3 confetti simboleggiano la coppia di sposi ed il primo figlio (sono, quindi, intesi come simbolo di fertilità e augurio di indissolubilità del matrimonio);

1 solo confetto rappresenta, secondo alcune tradizioni, l’indissolubilità della coppia di sposi che, in seguito al matrimonio, diventa un tutt’uno oppure, secondo altre usanze, si riferisce all’unicità dell’evento.

Scoperte tutte queste tradizioni è facile comprendere quanto i confetti giochino un ruolo cruciale in un momento, per definizione, intriso di valenza simbolica e dalla forte impronta spirituale come il matrimonio, praticamente da sempre.

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