"Le melanzane fanno male": okay e adesso questa da dove spunta?

Perché non ci siamo mai sprecati a indagare sulle proprietà della regina viola? Perché c'è chi dice facciano male?

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Alex Loup per Unsplash

Senso di colpa vai via. Vai via, ti prego, davanti a quell’immenso tegame di melanzane alla parmigiana che fuma nuvolette di tentazioni, a quella scodella enorme colma di pasta alla Norma, a quel vassoio traboccante di melanzane fritte. Le melanzane non ammettono mezze misure: o si amano, o si odiano. E a odiarle sono veramente pochi, pochini. Addirittura c'è chi millanta: "le melanzane fanno male allo stomaco, chiusa la questione". Noi, invece, siamo così rassegnati all’idea di essere nati per soffrire che le assaporiamo senza nemmeno chiederci se hanno qualche proprietà benefica. Sul serio: vi siete mai posti la domanda? Perché la risposta inaspettata è: SÌ. La melanzana proprietà ne ha. E molte più di tanti altri vegetali considerati extra healthy. Anzi, probabilmente ne sappiamo molto poco. Intanto, è un frutto, un grosso frutto violaceo originario del Medio Oriente e delle zone mediterranee che ha cominciato a diffondersi nel resto del mondo circa 800 anni fa.

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Di tipi di melanzane ne esistono un gran varietà, ma tutti apprezzatissimi, tanto che in India la melanzana viene chiamata “regina degli ortaggi”. Già in passato si era intuito che facessero molto bene, probabilmente notando che se venivano inserite regolarmente nella dieta di chi soffriva di debilitazioni misteriose, ritornava in forma. I benefici delle melanzane, infatti, derivano principalmente dall’altissimo contenuto in vitamine e minerali. Un vero ricostituente. Le melanzane contengono vitamina C, vitamina K, vitamina B6, tiamina, niacina, magnesio, fosforo, rame, fibra, acido folico, potassio e manganese. Ma il loro consumo abbassa nell’organismo il tasso di colesterolo perché non contengono nessun tipo di grassi saturi. Non a caso i vegani e i fruttariani la considerano "la bistecca" vegetale.

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Okay, direte, ma la melanzana cruda non si può mangiare, nemmeno in un'insalatina. Invece il suo bassissimo valore calorico, 25 calorie per 100 gr, resta intatto se le consumiamo grigliate, al forno, sulla brace. Anche la parmigiana, se preparata con la melanzana grigliata invece che fritta, non ci rimette in sapore, ma diventa drasticamente meno calorica. Quasi un piatto dietetico, o sicuramente un peccato di gola fra i meno drastici. La melanzana contiene moltissima fibra e questa, si sa, è già di per sé una proprietà antitumorale perché le fibre tengono pulito l’intestino da scorie e tossine. Ma le melanzane, come suggerisce il colore, sono anche grandi fonti di antiossidanti. Contengono, infatti, nasunina e acido clorogenico, due antiossidanti organici poco conosciuti ma che hanno dimostrato di combattere i radicali liberi e di avere qualità antivirali e antibatteriche.

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La salute delle ossa è importante nelle donne, che soffrono dopo la menopausa di osteoporosi. Consumare melanzane, invece, aiuta a prevenire l’impoverimento osseo e aumenta la densità minerale dello scheletro. Le melanzane contengono, infine, quantità significative di ferro e calcio, e tanto potassio, che aiuta ad assimilare il calcio. Tutti i minerali che aiutano a combattere disturbi come l’emicrania cronica, la spossatezza, la perdita di memoria. Possibile che le melanzane controindicazioni non ne abbiano, manco una? Una sì, ce l’hanno: contengono molta solanina, soprattutto nella buccia, che è una sostanza reputata tossica. Infatti, pare che il nome significhi “mela insana”. Ma a noi poco importa. Per eliminare la solanina basta infatti cuocere sempre le melanzane prima di consumarle. E sinceramente, chi ha intenzione di mangiare melanzane in crudité per cena?

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