#WineResort, tappa tra i vini campani più esclusivi

Tour tra i vigneti e resort di lusso più belli della Campania: dal Falanghina al Fiano d’Avellino calici cinque stelle (deluxe).

image
Courtesy Giuseppe Calabrese / Radici Mastroberardino

Calici, buon cibo, relax e territori magici da scoprire: l’enoturismo cresce di anno in anno. Si viaggia per cantine e vigneti, per assistere alla vendemmia o per incontrare i vignaioli e portarsi a casa una nuova bottiglia dei vini italiani più buoni. In Campania, come ogni regione d’Italia ciascuna con le sue particolarità, sono tante le aziende che investono nell’accoglienza turistica inaugurando wine resort, suite di charme e ristoranti tra le botti. Qui la cultura del vino s’intreccia da sempre con la qualità, l’amore per la tradizione ed il rispetto dell’ambiente, punti di partenza di un percorso legato saldamente alle radici verso una conoscenza della bontà della terra. Una chicca è il wine tour, un vero e proprio safari in jeep tra le vigne per assaporare da vicino il miglior vino campano: dai grandi vini bianchi (Fiano d’Avellino, Greco di Tufo, Falangina, Aglianico) all’uva, dalla spremitura all’imbottigliamento. Ecco i nostri indirizzi da mettere in agenda, grandi classici e novità.

Una delle prime realtà a coniugare ospitalità, ristorazione e produzione vinicola è stata Villa Matilde in provincia di Caserta che ha inaugurato la Torre Falerno, dal nome dello storico vino che l’azienda ha riportato in vita. Una suite per due, distribuita su tre livelli, ricavata da una vera e propria torre: al piano terra c’è un’area soggiorno con tavolo, al primo piano c’è un’ampia camera da letto munita di tutti i comfort e al secondo piano un bagno con vasca idromassaggio, cabina doccia emozionale e bagno turco.

Courtesy photo Radici Mastroberardino

In Irpinia, terra di famosi vini campani c’è Radici, il Resort di Mastroberardino, che si chiama proprio come il celebre Taurasi dell’azienda. Le 12 camere (standard, superior, suite), dislocate in due strutture, si affacciano direttamente sui filari, sui vigneti e sulle colline offrendo in qualunque momento vedute mozzafiato. In cucina lo chef porta in tavola piatti del territorio che ben si sposano con i vini della casa. Viaggiare per cantine significa anche vivere esperienze uniche come ad esempio partecipare alla vendemmia e alla pigiatura delle uve, fare trekking tra i vigneti campani e prendere parte a degustazioni guidate direttamente dai wine makers.

Spostandoci nel Sannio, c’è la tenuta della Pampa Relais. Immersa nella vegetazione tipica mediterranea, la raffinata struttura è un bio-country relais che accontenta gli amanti della natura organizzando attività come trekking, equitazione, mountain bike, tennis. Nella tenuta si coltivano uve di Piedirosso e Aglianico da cui nascono gli ottimi vini di casa vestiti da etichette d’artista. La cantina del relais è un vero e proprio salotto destinato alla degustazione e alla meditazione: sigari, vino e arte ne fanno un luogo speciale. Si soggiorna in 10 stanze tutte personalizzate nel decor. È disponibile una fantastica spa che, con i suoi percorsi di benessere, estetica e natura è nella top #10 dei migliori centri tra Caserta e Benevento. La cucina è affidata allo chef Antonio Palmieri.

Courtesy photo Radici Mastroberardino

Continuando per le suggestive Strade del vino, a Dugenta, immersa in oltre 100 ettari di vigneti, è possibile scorgere la Tenuta Torre Gaia. Un’azienda di spicco nel panorama enogastronomico regionale, che con il suo Resort e la suggestiva “Bottaia” aperta ai visitatori, incanta enoturisti da tutto il mondo. Le 12 camere del Resort, di cui 2 suite disposte nella parte più alta dotate di terrazzi con panorami meravigliosi, si inseriscono in un rilassante contesto fatto di atmosfere affascinanti con vista sul Monte Taburno. Il ristorante “Donna Giulia” offre agli ospiti la possibilità di assaggiare le specialità di prodotti tipici stagionali frutto delle colture realizzate nella stessa Tenuta.

Visitando la cantina Feudi di San Gregorio, la cantina dall’architettura unica di Sorbo Serpico, ritroviamo un ambiente naturale in cui i vigneti coesistono in armonia con una ricca vegetazione. Emblema della riscoperta enologica del Sud, l’intento dell’azienda è di diventare un luogo d’incontro e di riunione. Offre ai suoi ospiti diversi tipi di visita della cantina, seguita da degustazione guidata del miglior vino campano, con la possibilità di abbinare un brunch a buffet oppure una completa esperienza gastronomica di quattro portate al ristorante stellato Marennà - espressione massima della cultura dell'accoglienza di Feudi di San Gregorio - con i vini dell’azienda in abbinamento ai piatti dello chef Paolo Barrale, allievo del celebre genio culinario Heinz Beck.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Food