Il rabarbaro è l'alimento più nocivo degli anni Zero (e lo stiamo ignorando)

L'allarme lanciato negli Usa sulla pianta amara più popolare del mondo ha un fondamento o è puro allarmismo? L'abbiamo chiesto alla nutrizionista (e la risposta è "nì").

Overhead view of panna cotta desserts with rhubarb on saucers
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È una pianta tenace, il rabarbaro, da cui c’è molto da imparare in fatto di resilienza. Rimane indifferente alle intemperie, al vento e al gelo, è una metafora vegetale su come andrebbero affrontate le avversità della vita. La medicina cinese ha iniziato a farne uso nel 2700 a.C. e da allora, il rabarbaro è stata lodato e riconosciuto soprattutto perché favorisce la digestione. In Italia lo Zucca, l’amaro milanese a base di rabarbaro è un’icona dei digestivi alcolici. Poi si è scoperto che il rabarbaro di proprietà ne ha tante altre, pare che aiuti l’attività neuronale e che prevenga l’Alzheimer, che stimoli la crescita delle ossa, migliori la condizione della pelle, ottimizzi il metabolismo - quindi aiuti anche drasticamente a dimagrire - migliori la circolazione e protegga contro vari problemi cardiovascolari. Non solo per questo, ma anche perché ha un buon sapore, negli Stati Uniti se ne fa un gran consumo ed è l’ingrediente principale di torte (quelle al rabarbaro e mandorle o rabarbaro e yogurt sono BUONISSIME) di crostate, di gelati, di marmellate mitologiche e di una quantità di altri dessert epocali su cui si può sbizzarrire la fantasia. Come si fa a non provare simpatia per il rabarbaro?

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Insomma, il rabarbaro fa bene. Eppure, recentemente è stato inserito in alcuni articoli americani tra gli alimenti di largo consumo che possono essere pericolosi per la salute. Un po' come è accaduto con il parmigiano, con conseguente levata di scudi. Perché? In parole povere, i consumatori vengono messi in guardia sulle sostanze contenute nelle sue foglie, in particolare l’acido ossalico che favorirebbe la formazione di calcoli renali, e che se assunto in grandi quantità può essere tossico. Sotto una pioggia di bufale e allarmismi continui, sarà vero? “Il rabarbaro è ricco di sostanze minerali e oligoelementi quali potassio, magnesio, fosfato e ferro”, ci spiega la biologa nutrizionista Elisabetta Macorsini. “tuttavia, contiene anche parecchio acido ossalico, soprattutto nelle foglie. Tale sostanza, se assunta in dosi importanti, può effettivamente scatenare reazioni tossiche. Di solito del rabarbaro si utilizzano le coste e i piccioli fogliari carnosi come ingrediente culinario, mentre l'utilizzo delle foglie è improbabile. Ad ogni modo, per scongiurare questo rischio è preferibile consumare il rabarbaro sempre insieme ad alimenti ricchi di calcio, come lo yogurt: così facendo, si contrasta l’assorbimento del calcio del latticino, che è però in grado di legare il pericoloso acido ossalico”. Ma vale la pena rischiare di assumere – anche se in dosi minime – questa sostanza?

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Le proprietà del rabarbaro sono così importanti che il gioco vale la candela? “In generale la medicina naturale considera il rabarbaro un ottimo rimedio per migliorare le funzioni digestive e intestinali, se la sua assunzione viene ben dosata”, specifica la dottoressa Macorsini, “In fitoterapia ed erboristeria il rizoma del rabarbaro viene considerato molto utile per regolare la digestione, con particolare riferimento alla secrezione dei succhi gastrici e della bile. Questo ortaggio, comunque, dovrebbe essere evitato da chi è soggetto alla formazione di calcoli renali”. Quindi, magari non sarà così pericoloso come indicano gli articoli americani da cui siamo partiti, ma il rabarbaro controindicazioni ne ha? “in un certo senso, sì. Il rizoma di rabarbaro viene utilizzato per le sue proprietà lassative ma non si deve eccedere con le dosi, altrimenti può diventare una purga molto potente. Meglio chiedere consiglio al terapeuta di fiducia per conoscere le dosi esatte di rabarbaro da assumere per ottenere un effetto lassativo corretto”. Allora, il forte effetto lassativo del rabarbaro è la sola controindicazione legata al suo uso eccessivo che dobbiamo davvero temere? “No, l'assunzione di rabarbaro è controindicata anche in gravidanza e allattamento, nei bambini al di sotto dei due anni e nei pazienti che soffrono di problemi gastro-intestinali come le coliti”, conclude la dottoressa. Insomma, nessun allarme, nessun segreto oscuro venuto alla luce grazie a nuove ricerche, solo un minimo di consapevolezza in più. Il rabarbaro resta un ottimo amico della nostra salute, della nostra linea, e anche del palato.

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