Come capire se le uova sono ancora buone (sì quelle lì, nel fondo del frigo)?

Il rimedio infallibile della nonne (e delle loro nonne) per capire se un uovo è andato a male è sempre questo e non sbaglierà MAI.

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È lì, sembra guardarti. È quella vaschetta di uova da cui hai rimosso la fascetta di cartone con la data di scadenza, che non è stata stampata anche sul guscio, e ti stai chiedendo per l’ennesima volta nella tua vita come capire se le uova sono ancora buone. Un dilemma pari al rimpianto di non saper fare una puntura, quando serve, o di non riconoscere i funghi commestibili nei boschi. Non ricordi proprio da quanti giorni (settimane?) stanno lì. Va bene. La scelta è fra buttarle via e l’azzardo a tue spese, perché buttare il cibo non è una bella cosa ed è anche poco ecologico. È la volta buona per colmare il gap e imparare una volta per tutte come capire se un uovo è andato a male senza bisogno di rischiare un’intossicazione alimentare.

Photo Jonathan Pielmayer per Unsplash

Cosa serve (complicatissima attrezzatura): un’insalatiera piena di acqua fredda. Le uova da esaminare. Punto. L’acqua deve essere alta almeno il doppio dell’uovo. Si prende l’uovo e lo si mette nell’acqua delicatamente (perché se cade sul fondo in fretta e si rompe, beh, ok…). E si sta a guardare come si comporta. Se va a fondo, come detto, alleluia. Vuol dire che l’abbiamo comprato ieri e ce ne siamo dimenticati. È fresco fresco.

Se rimane a metà, o spunta appena dall’acqua: mangiare subito, ma ben cotto. Se galleggia come un palloncino al mare: buttare. Perché accade questo? Perché il guscio dell’uovo è come la nostra pelle, non è impermeabile al cento per cento, per cui lascia entrare l’aria quando evapora la parte liquida, formando una piccola camera d’aria interna. Più è grande la bolla d’aria, più l’uovo diventa leggero, e più è leggero, meno è fresco. Qualcuno consiglia anche di guardarlo controluce per vedere in trasparenza la grandezza della bolla, senza bisogno di ricorrere all’acqua. Ma se non abbiamo la minima idea di quale sia la giusta dimensione della camera d’aria al suo interno, beh, insomma: come facciamo a capirlo? Meglio affidarsi alla scodella piena d’acqua: veloce (molto più che imparare a riconoscere funghi o fare punture), semplice e infallibile. E soprattutto, indimenticabile (da oggi in poi).

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