Mettere il dado in frigorifero forse non è un'idea brillante

Al super lo troviamo in un banco che non è refrigerato, eppure a casa lo mettiamo al fresco senza pensarci: quale pulsione ci spinge a farlo?

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Photo Gaelle Marcel per Unsplash

I dadi si conservano in frigo? È una di quelle domande stravaganti ma non troppo (della serie perché la carta argentata ha un lato opaco e uno lucido?) ma alla quale non tutti sanno dare una risposta immediata. Infatti, quando mettiamo in ordine la spesa, per non saper né leggere né scrivere finiamo per infilarceli subito dentro con tutto il resto. E anche del resto, c’è parecchia roba di cui dovremmo chiederci se il frigo è davvero al posto giusto. Un quesito che fa coppia con l'eterno dilemma: il dado fa male? (Che noia). Okay, basta domande, ora diamoci delle risposte arrivandoci con il ragionamento. Di cosa è fatto un dado da brodo? Dipende se è vegetale o di carne, e oggi c’è pure quello di miso. La base più comune è il grasso e gli esaltatori di sapidità, come il glutammato monosodico. In quelli vegetali, il grasso è in genere olio di oliva, in quelli di carne è quello dell’estratto di carne che viene aggiunto. Il resto sono aromi disidratati, i cosiddetti “odori del fruttivendolo” come il sedano, la cipolla, il prezzemolo, carota. Come sappiamo bene, il grasso può irrancidire ma non se è mescolato al sale, di cui il dado abbonda. Infatti, visto che comunque compriamo i dadi in un reparto che non è quello frigo, anche in casa possiamo tenerli fuori. L’unica condizione è di non conservarli in zone calde della casa perché i supermercati, anche nei reparti non-frigo, hanno comunque una temperatura media più bassa delle nostre case (pare sia anche una strategia che spinge e spendere di più), e un dado vicino al termosifone può sciogliersi e colare. Ma perché, anche comprandoli in reparti dove non ci sono frigoriferi finiamo per metterli istintivamente al fresco?

Scusa #1 Perché non ci abbiamo riflettuto e pensiamo DAVVERO che si guastino. Perdono.

Scusa #2 Perché non facciamo noi la spesa: la fa la mamma/il fidanzato/il marito/la colf e no, non sappiamo da dove vengano (dagli alberi?).

Scusa #3 Per dimenticarli. Sono così carini quando li ritroviamo in fondo al frigo dopo mesi, insieme al limone che è diventato verde. Loro, invece, dignitosissimi.

Scusa #4 Per ricordarli. Perché se li mettiamo in dispensa verranno sospinti progressivamente indietro dai biscotti senza zucchero, le marmellate senza zucchero in offerta, le gallette senza glutine, il sale iposodico...

Scusa #5 Perché nel frigo ci teniamo già le uova, il pane, il miele che non c'entrano nulla. Perché non perseverare nell’errore fino in fondo?

Scusa #6 Perché ha un odore forte. Anche i concentrati di essenze con cui fanno lo Chanel n.5 non sono il massimo prima di essere diluiti, figuriamoci un dado. E figuriamoci cosa può fare in una dispensa.

Scusa #7 Perché ci piace vivere pericolosamente e metterlo in frigo è il modo più rapido per far sparire dalla scatoletta di cartone la data di scadenza (ps. bel tentativo, ma il dado ha una scadenza lunghiiiiissima ed è uno dei pochi alimenti a essere ancora buono anche DOPO la scadenza).

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