Esattamente cosa c'è nel ketchup che fa male (e poi perché)?

Solo pomodoro e aceto? Non esattamente: viaggio tra gli ingredienti nascosti della salsa da patatine di cui sarebbe (molto) meglio non abusare.

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Cibi innocenti che attentate alla nostra salute e alla nostra linea, manifestatevi ORA. E se non lo fate da soli vi scoveremo noi, e sarà peggio per voi. No, non è vero, sarà peggio per noi perché sentir dire che il ketchup fa male, per dirne uno, può essere già un colpo al cuore (e al palato). E ora come mai ci facciamo venire questo dubbio proprio sul ketchup? Forse perché avremmo dovuto cominciare a formularlo già da tempo? Di ketchup salutare se n’è parlato pure, ma per un motivo molto basic. Il ketchup infatti contiene succo di pomodoro, tanto pomodoro, e il pomodoro è pieno di licopene, che è un potente antiossidante e protettore del sistema cardiocircolatorio. Per cui l’equazione semplice semplice che se ne può trarre è che il ketchup fa bene al cuore. Troppo semplice: tutti gli altri ingredienti?

Photo Oscar Nord per Unsplash

Se avete pensato che il ketchup nella dieta si possa consumare perché cosa-sarà-mai-una-spruzzata-sull’hamburger, non è del tutto esatto. Delish ha dedicato un articolo intero alle insidie della salsa rossa da pub, e ha (impietosamente) svelato che in un cucchiaio di ketchup c’è più zucchero che in un biscotto al cioccolato. Ahi. Il ketchup infatti è dolcificato con sciroppo di mais (quando sentiamo dell’agrodolce, da qualche parte il “dolce” deve venire), che contiene alte quantità di fruttosio, 3,7 gr per cucchiaio, così tanto da imporre il suo sapore su ogni cosa su cui viene versato. Normalmente, di ketchup ne versiamo un po’ di più di un cucchiaio, e se state seguendo la keto diet, tutta grassi e zero zuccheri, è bene sapere che se dalle patatine che state mangiando vi aspettate effetti metabolici particolari, questi non si manifesteranno di certo aggiungendoci il ketchup.

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Esistono anche dei tipi di ketchup dove non c’è lo sciroppo di mais, ma la saccarina. La saccarina era un dolcificante dietetico molto popolare negli anni 70, anche se ha un retrogusto metallico. Poi qualcuno si accorse che faceva molto male ai topi di laboratorio, ma poiché gli stessi effetti non si manifestavano negli esseri umani è rimasta nel limbo con una reputazione che non è stata mai del tutto accertata e ripulita, tanto nel frattempo era stata sostituita da altri dolcificanti. Ma è rientrata nella nostra alimentazione fra gli ingredienti che non leggiamo mai sulle etichette. Altri motivi per diffidare del ketchup? La provenienza del pomodoro. Molte aziende usano il concentrato o semi-concentrato, della cui origine è difficile risalire più di tanto. Per cui capita che venga prodotto con pomodori coltivati in aree del mondo in cui non valgono le misure di cautela per la salute che invece sono obbligatorie nell’Unione Europea. Occhio, infine, anche agli additivi. Uno di questi, che è facile trovare nel ketchup, è il benzoato di sodio noto anche come E211, che serve a inibire la produzione di muffa. È anche il componente che fa fischiare i fuochi d’artificio, ma nonostante questo dettaglio che sa di piccolo chimico, è stato dichiarato “non pericoloso” dalla Food and Drug Administration americana. A meno che non si combini con l’acido ascorbico (sì, la vitamina C) col quale dà vita a una miscela sospetta di essere cancerogena. Insomma, dobbiamo ricorrere al ketchup fatto in casa? Ma no: il consiglio one size fits all è leggere sempre, sempre, sempre le etichette di ciò che compriamo. Fidarsi delle marche con reputazioni accertate. Essere consapevoli che se il nostro brand preferito di ketchup è pieno di zucchero, ci dobbiamo rinunciare mentre siamo a dieta. E no, non dobbiamo dire addio per tutta la vita a una bella spruzzata di ketchup sulle patatine. Proprio no.

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