Perché il tè al limone è solo pura acidità?

Innocuo e confortante d'inverno, rinfrescante d'estate, o insospettabile nemico della nostra salute da sempre (da cui allontanarci al più presto?).

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Il tè al limone fa male, malissimo, bisogna eliminarlo dalla lista delle cose da preparare per una colazione sana ed eliminarlo dalla merenda delle cinque. Più o meno è questo il messaggio che serpeggia in rete, quando qualche sito di informazione medica come Stylecraze hanno lanciato la bomba con articoli ribattuti un po’ ovunque in cui ci informano che il tè al limone rovina lo stomaco, favorisce l’osteoporosi, e provoca un sacco di altri problemi. Siamo seri? L’innocuo tè al limone? E quali sarebbero esattamente tutti questi pericolosi effetti collaterali della bevanda calda preferita dalla Regina Elisabetta, e da un sacco di altri estimatori al mondo? Il primo, il più semplice, riguarderebbe i denti. Chi consuma regolarmente il tè al limone soffre maggiormente di sensibilità dentale perché l’acidità corrode lo smalto. Ma gli altri sono molto più seri.

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Chi soffre di bruciori di stomaco, ad esempio, può dimenticarsi il tè al limone, altrimenti rischierà di trovarsi a gestire il reflusso gastroesofageo o in casi estremi, l’ulcera. Addirittura? “Il tè al limone può effettivamente peggiorare la situazione in chi ha già problemi gastrici”, conferma la nutrizionista Elisabetta Macorsini, “ma per lo stesso motivo questi soggetti non possono bere nemmeno, ad esempio, un succo di pompelmo, di arancia, di mandarino”. E per lo stesso motivo, ossia l’acidità, il tè al limone può favorire la comparsa di afte nella bocca. Per cui è sconsigliato a chi ne soffre abitualmente o temporaneamente, ad esempio chi sta indossando un apparecchio ortodontico da adulto.

Il the al limone è sconsigliato anche alle donne incinte. Qui non c’entra l’acidità, ma la caffeina. Bere troppo tè come bevanda da termos in borsetta potrebbe addirittura provocare le contrazioni e un aborto spontaneo. Così come durante l’allattamento, d’estate, è meglio che le mamme non sorseggino tè freddo al limone perché finisce direttamente nel latte, e non è facile convincere un bebè pieno di caffeina a fare la nanna. Inoltre, il tè al limone è molto diuretico, se bevuto in quantità importanti. L’idea potrà piacere a chi pensa di sbarazzarsi della cellulite bevendo. In realtà ciò che è diuretico disidrata anche la pelle e tutto il resto del corpo, che significa anche più rughe, oltre a causare possibili problemi di insonnia per alzarsi e correre in bagno anche due o tre volte a notte. Nessuna conferma concreta, invece, sui danni ai reni che il the potrebbe provocare, tranne per il fatto che la caffeina, in generale, non fa bene a chi ha già dei problemi localizzati in questo organo.

E per quanto riguarda l’osteoporosi, infine? Secondo Stylecraze, il tè al limone espelle silenziosamente grandi quantità di calcio dal corpo attraverso l'urina, favorendo l'osteoporosi in età avanzata. Sarà vero? “Bisogna dire che l’osteoporosi viene provocato da tanti fattori”, osserva anche qui la dottoressa Macorsini. “Per tutte le donne, l’età stessa è un problema che impoverisce le ossa, ma ci sono anche altre aggravanti, ad esempio essere di costituzione minuta, come gli asiatici, ma anche la tendenza familiare. È importante lavorare d’anticipo con una dieta ricca di calcio, con poche proteine, e non eccedere in caffeina, alcol, fumo. Il tè contiene caffeina, per cui il suo consumo eccessivo riduce l’assorbimento intestinale del calcio”. Insomma, nessun addio al tè al limone: solo un consumo consapevole e moderato, come se fosse un superalcolico. Una tazza al giorno? Okay, è la dose ideale.

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