Sul cardamomo siamo tutti d'accordo o gli stiamo dando troppe responsabilità?

Ci sarà un buon motivo se è una delle spezie più antiche, apprezzate e preziose della storia dell'umanità...

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Photo Natural Chef Carolyn Nicholas/Unsplash

Col cardamomo si ragiona in rupie. Rupie che aumentano sempre di più, sul (colorato) mercato di questa spezia, perché a crescere è la sua esportazione dai paesi come l’India, che ne producono in gran quantità. Una vera star, ormai. Eppure, non sempre il cardamomo è stato così popolare in cucina. C’è stato un tempo in cui le donne egizie lo usavano per purificare l’aria afosa delle loro stanze (magari prima o dopo incontri amorosi) ed è citato nei racconti delle Mille e una notte come pianta afrodisiaca. Poi arrivò la consapevolezza: il cardamomo è sano se aggiunto alla nostra alimentazione e può aiutare a risolvere una lunga serie di problemi di salute, e a migliorare il nostro benessere generale. Scopriamo con una miniguida formato Bignami quali sono gli effetti del cardamomo nel nostro corpo e come usarlo bene in cucina.

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Cardamomo, da dove viene? Il cardamomo - il cui nome in botanica è Elettaria Cardamomum - è una spezia davvero molto preziosa e costosa, il cui utilizzo è molto diffuso in oriente. In quella zona del mondo, infatti, i semi neri di cardamomo - custoditi all’interno di frutti verdi - venivano utilizzati per curare malattie e disturbi fisici, oltre che per insaporire le pietanze. Infatti, oltre ad avere un forte potere aromatico, il cardamomo è in grado di apportare effetti benefici al nostro organismo.

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Cardamomo digestivo? Sì, tra le proprietà principali del cardamomo c’è quella di aiutare la digestione e alleviare il mal di stomaco, aiutando anche a regolarizzare le funzioni intestinali. I semi del cardamomo si possono masticare, magari a fine pasto come nei ristoranti indiani (dove vengono serviti insieme ad altre piccole spezie confettate). Oppure si può usare in infuso anche durante i crampi allo stomaco. La tisana è di sicuro uno dei modi più efficaci con cui usare il cardamomo. Basta un cucchiaino di semi in tazza di acqua, lasciare bollire per 5-6 minuti e far riposare a fiamma spenta finché è piacevolmente tiepida, prima di filtrare e bere.

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Cardamomo, alitosi vai via? Sì, certo. Il cardamomo è particolarmente utile per lenire il mal di denti e le infiammazioni gengivali. E grazie al suo aroma particolarmente forte lo si può masticare per rinfrescare la bocca e combattere l’alitosi. Mescolare qualche seme di cardamomo agli alimenti che causano la produzione di gas intestinali - come i legumi - può aiutare a ridurre la pancia gonfia (se vi pare poco…). Fare dei gargarismi con un infuso al cardamomo, inoltre, può aiutare a contrastare il mal di gola e il raffreddore perché è in grado di liberare le vie respiratorie e dare sollievo al cavo orale infiammato.

Cardamomo dimagrante? In un certo senso, sì. Non bisogna sottovalutare l’effetto benefico del cardamomo quando si sta seguendo una dieta dimagrante. Tra le caratteristiche di questa spezia, infatti, c‘è anche la capacità di accelerare il metabolismo e, dunque, di aiutare l’organismo a bruciare i grassi più rapidamente. Ma il cardamomo controindicazioni ne ha? Qualcosina sì. Ad esempio, è sconsigliato a chi soffre di calcolosi o colecisti perché potrebbe aumentare il rischio di dolori addominali e coliche, così come è meglio non assumerlo se si soffre di ulcere, gastrite e reflusso. È sconsigliato, inoltre, durante la gravidanza e l’allattamento. Infine, se si assumono farmaci anticoagulanti, come l’aspirina, è bene sospenderne il consumo, non si sa mai. Anche se quando il cardamomo si prova, è così difficile separarsene…

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