Una mela al giorno toglie il medico di torno è un falso mito, punto

Ricordate le mele che mangiavate da bambini? Dimenticatele: negli ultimi anni a furia di innesti e selezioni qualcosa è cambiato e ora per mangiarle occorre un manuale d'istruzioni...

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Photo Annie Spratt/Unsplash

Hai fame? Mangia una bella mela. È il tormentone che si sente ripetere chi è a dieta, come se non bastasse tenere in mano quei fogli fotocopiati del dietologo, a volte copia della copia che si comincia a leggere anche male, e che sono una delle cose più tristi dell’esistenza umana nel benessere industriale. Con quella lista di cose poco condite ricamate di grammi ed etti, e alla fine manco uno cioccolatino per premio. E da bambini? Mangia una bella mela per merenda. La mela è lo snack più sano, altro che merendina piena di grassi e zuccheri che rovinano i denti, anzi, la mela i denti li pulisce. E quando sei malato? A letto al caldo, una minestrina e mangia una mela. Il massimo del pop? “Una mela al giorno toglie il medico di torno”. Okay, tutto molto bello. Ma allora perché siamo in così tanti a sentirci male dopo aver mangiato una mela? Un motivo c’è. Anzi: più di uno.

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Avete mai visto una mela selvatica? Piccola, bruttina, bucherellata. Ma profumatissima, buonissima, asprigna, se la mordiamo stando attenti ai vermi (ehm… una volta erano loro la nostra fonte di proteine…) scoprirete che le mele del supermercato non sanno esattamente di “mele”. Quelle che mangiamo noi, alcune davvero molto buone, sono il frutto di secoli di innesti e selezioni, per cui le mele di oggi stanno a quelle di ieri come un Pincher nano sta a un lupo del Pleistocene. Le mele che conosciamo oggi sono più grandi, più belle, più colorate. Ma quello che non tutti sanno, o di cui non si accorgono, è che per debellare l’asprezza stanno diventando sempre più dolci attraverso altre selezioni. Va a finire che oggi una mela è costituita da un 15% di zucchero, a volte più di una merendina, ed è il 50% in più rispetto a una mela degli anni 80 e 90. Risultato: un'overdose di fruttosio, che è un vero e proprio false friend. Infatti, non solo il fruttosio “regala” a un sacco di consumatori problemi di fermentazione gastrointestinale (sommati a quello delle fibre che contiene, soprattutto nella buccia), c’è anche una ricerca del 2016 realizzata dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, pubblicata su Journal of Hepatology, ha dimostrato che un consumo eccessivo di fruttosio aumenta la produzione di acidi urici e produce danni al fegato simili a quelli dell’alcol. Eh?

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Mica è finita qui. Questa eccesso di fruttosio nelle mele produce anche un altro effetto indesiderato. Che si manifesta sui denti. Sicuramente ci viene spontaneo correre a lavare i denti appena mangiamo un pasticcino, ma quando mangiamo una mela lo facciamo con meno fretta. E gli zuccheri fanno il loro lavoro, innescando gli acidi che corrodono i nostri denti piano piano, aiutati dagli acidi naturali della frutta. Lavare subito i denti in realtà non va nemmeno bene. L’ideale sarebbe sciacquare la bocca con acqua dopo aver mangiato una mela, e poi attendere 45 minuti prima di lavarli, in modo che la saliva abbia la possibilità di ristabilire l’ambiente ideale e rimediare a qualche danno col calcio che contiene naturalmente. Si potrebbe aggiungere che i semi di mela, che magari qualche volta abbiamo provato a masticare pensando chissà a quali proprietà benefiche per l’organismo potrebbero avere, contengono invece una sostanza che a contatto con la saliva sviluppa un veleno della famiglia dei cianuri, che si trova anche nei noccioli di pesca e albicocca (ma non ci è mai venuto in mente di sgranocchiarli, quelli). Questo è sempre stato così in natura, i semi si sono sempre difesi dagli animali per poter svolgere il loro compito: rimanere interi per generare altre piante. Per tutto il resto, è davvero necessario continuare a intervenire per rendere sempre più dolce un frutto che era già tantobuono di suo?

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