Come eliminare l'odore del fritto dalla cucina con pochi trucchi (a cui non avevamo pensato)

Niente è più buono della frittura, niente è più fastidioso della puzza che lascia in casa, sui vestiti e nei capelli, ma da cui ora ci difenderemo per sempre.

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Jonas Jacobsson su Unsplash

Ce lo siamo chiesto tutti, almeno una (due, dieci, cento?) volte nella vita senza trovare la soluzione: come eliminare l’odore del fritto in cucina? È una verità universalmente riconosciuta che nella lista dei fenomeni che non vogliamo si manifestino mai in nostra presenza - e delle nostre narici - ce n’è uno su cui siamo tutti d'accordo: la casa impregnata dello stesso odore di un ristorante McDonald’s non ci piace. Ci perdoni chi lavora nel covo della patatina fritta più celebre del mondo, ma la casa che puzza di fritto fa a gara con altro evento che rovina la giornata, ovvero i capelli che puzzano di fritto. Insomma, sempre una faccenda di fritto è. Non è semplicemente assurdo che uno dei cibi più golosi, meravigliosi, desiderabili dell’universo debba costare come contrappasso un tale effetto collaterale? Eppure, eppure… forse non è poi un destino così ineluttabile. Tutti abbiamo i nostri metodi-esorcismo per rinfrescare la casa infestata dal puzzo, ma non sempre funzionano rapidamente. Ecco invece quelli consigliati da arredatori, cuochi, tappezzieri e ogni categoria possibile interessata al debellare il problema in modo rapido e indolore.

Photo Christoffer Engström/Unsplash

#1 Aprire le finestre. Ma dai? Risponderete. Ok, ma le finestre, voi quando le aprite? Perché farlo dopo aver cucinato è il big mistake (huge!) del secolo. Le finestre si aprono PRIMA di cominciare a cucinare. E, repetita iuvant, ricordate di chiudere tutte le porte interne di casa, prima di quella della cucina. Effetto “effluvi no pasaran”.

#2 Far sparire alla velocità della luce quelle padelle sporche, il sacco della spazzatura con la carta assorbente unta, e ogni accessorio usato per svolgere lo sporco (ma saporito) lavoro. Non bisogna cedere alla tentazione del “lo faccio dopo” stremate dall’operazione di frittura che è impegnativo quanto far saltare una tigre in un cerchio infuocato.

#3 La pozione magica: mettete sul fuoco un pentolino pieno d’acqua. Aggiungete un cucchiaio di aceto e, a scelta: mezzo limone; o un rametto di rosmarino; una manciata di foglie d’alloro; o qualche stecca di cannella. Lasciare bollire per un po’. Funziona più di una candela mangiafumo.

Sheri Silver su Unsplash

#4 Per tutta la notte seguente alla frittura selvaggia lascia sul tavolo della cucina una ciotola piena (a scelta) di: bicarbonato di sodio, o caffè macinato, o aceto puro. Il bicarbonato assorbe (infatti è ottimo anche nel frigo) mentre il profumo degli altri due (oddio, quello dell’aceto non è tanto un profumo, ma sempre meglio del fritto, eliminano tutti i residui di cattivo odore che non sono spariti con i metodi precedenti.

#5 Infine, il sistema più bello di tutti: lasciare per ultima la cottura dei dolci. L’ideale sono quelli pieni di cannella, arancia, chiodi di garofano (infatti a Natale le cose si facilitano) e lasciare che inondino la casa di quel profumo meraviglioso di dolcetto in forno (quello che si sente pure nella fabbriche di merendine e che gli operai, poverini, non sentono più).

Happy frying!

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