Esiste una dieta di Natale e non dobbiamo dire addio al Panettone (aaaanzi)

Guardare gli altri che mangiano mentre noi rosicchiamo una carota cruda vicino l'albero? NOPE. La nutrizionista ci spiega che con pochi accorgimenti, tutto andrà benone/cenone.

image
Unsplash.com

Il Natale è quel periodo dell’anno che costringe tutti a dibattersi in due sentimenti diversi di amore e paura. Amore per la tradizione, i regali, le riunioni familiari. Paura perché ci chiediamo ogni anno come fare per non ingrassare a Natale. Perché sappiamo già (sì, lo sappiamo) che mangeremo come pellicani su un peschereccio in porto, slacceremo i bottoni dei jeans, faremo zero movimento con le gambe ben piazzate sotto un tavolo mentre sopra al tavolo ci sono tombola/carte/mercante in fiera e cestini pieni di leccornie da sbocconcellare. Un destino ineluttabile? Forse che l’unico sistema sia quello di prenotare un intervento odontoiatrico a lunga convalescenza a ridosso delle feste? Forse no. Stando attenti, senza fare troppi sacrifici, c’è un modo per non diventare in pochi giorni la versione di se stessi allo specchio distorto del Luna Park. Almeno, questa è la speranza che ci infonde amorevolmente la biologa nutrizionista Giulia Vincenzo, che ha tracciato un percorso salvavita neanche molto complicato, con cui tenere a bada il maxi introito di grassi e zuccheri. Prendere nota subito, ora per i prossimi Natali.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito

Photo Monika Grabkowska/Unsplash


#1
“Cominciamo col dire che tutte le leccornie di Natale sono ipercaloriche, non si scappa”, dice la nutrizionista Vincenzo senza troppi giri di parole, “ma qualcuna lo è più delle altre. Ad esempio, nell’eterna battaglia pandoro vs panettone, di sicuro il pandoro perde la gara per una manciata di calorie: per 10 grammi l’uno, sono 400 - e più - per il pandoro e 370 per il panettone. Ma a questo ci pensiamo dopo. Intanto è importante non arrivare mai affamatissimi ai cenoni e pranzi”. Ehm… in effetti, quante volte siamo arrivati al cenone di Natale digiuni, per non cominciare a incamerare calorie già da prima? “Invece saltare i pasti è un errore”, bacchetta la nutrizionista, “conviene addirittura fare una piccola merenda, perché con il discorso ‘’salto il pasto così recupero dopo’ si ottiene solo di arrivare a una tavola imbandita di cose buonissime davanti alla quale alla golosità si sommerà la fame, col risultato di mangiare di più e più velocemente, digerendo anche male. E combinando un disastro”.

#2
Evitare il bis, “ed evitare di spizzicare piccole porzioni fra varie portate che sono a tavola, perché in questo modo non riusciamo a percepire quanto stiamo mangiando veramente”, ammonisce la dottoressa. “Meglio farsi un bel piatto con tutto ciò che ci piace e limitarsi a quello, senza poi fare i bis. Avere tutto nel piatto, inoltre, permette anche una gratificazione psicologica maggiore”, saziandosi anche con gli occhi, quindi.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Photo Brooke Lark/Unsplash

#3 Inserire verdure e insalate nel menù. “Magari non solo quella ripassata in padella…”, si raccomanda la dottoressa. “Consumare la verdura aiuta a saziarsi prima e rallenta l’assorbimento di quel che si mangia”. Certo, con davanti tante leccornie è dura…

#4 La frutta secca. Fa benissimo, per carità, ma alza la quota calorie in modo drastico. “50 g di frutta secca forniscono 350 kcal in media: meglio dosarla bene come merenda, piuttosto che spizzicarla a fine pasto, soprattutto se si chiacchiera durante la tombola, quando a un certo punto abbassi gli occhi e ti trovi davanti un cumulo di gusci vuoti senza avere più la capacità di comprendere quanti grammi di noce hai mangiato, e che spesso corrisponde a 300 calorie che ci possiamo giocare invece con un bel piatto di pasta da un etto. Tenete conto che 100g di fichi o albicocche secche sono 300 calorie di zuccheri puri, frutta candita tipo scorza d’arancia con cioccolato, 400 kcal, marron glacés 100g per 300 kcal”. Help.

Photo Toa Heftiba/Unsplash
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito

#5 La penitenza del giorno dopo? Naaaa. “Non c’è bisogno di recuperare dopo, con frullati detox ipocalorici e altri accorgimenti, perché il corpo fa la media settimanale del bilancio di calorie, si può quindi mangiare normalmente perché non c’è un gran vantaggio a fare sacrifici dopo”.

#6
Occhio alle calorie liquide: “qualche bicchiere di vino aggiunge qualche centinaio di calorie che non saziano e che il fegato si troverà a smaltire”, ci ricorda la nutrizionista. “Consiglio di limitare l’assunzione di alcolici ai brindisi e di non finire mai il bicchiere fino in fondo, per evitare che qualcuno – soprattutto nei ristoranti, ma anche il commensale con le guanciotte rosse che cerca complici di bevuta – ce lo riempia di nuovo. Si evitano tra le 80 e 100 kcal a flûte per i vini spumante champagne e passito, ad esempio”.

Photo Food Photographer Jennifer Pallian/Unsplash

#7 Bere acqua abbondante durante i pasti e la giornata “per detossificare, ridurre la ritenzione idrica, per saziarsi prima e rimanere idratati nonostante l’alcol e per diluire i sali e condimenti e facilitarne la digestione”.

Il giorno dopo, non è finita: “Non fate assolutamente la colazione con il panettone avanzato nei giorni a seguire! Cercate di limitare l'assunzione di questo genere di dolci fino a Pasqua, regalate i panettoni avanzat, così da far sparire ogni tentazione. Bevete tanta acqua nei giorni a seguire per fare un bel detox e alleggerire il fegato che ha lavorato duramente con i turni extra, sotto le feste”, conclude la dottoressa Giulia Vincenzo. “Poi, muoversi un po’ di più: camminare di più, aggiungere una lezione di palestra a settimana, così si bruciano anche un po’ delle calorie accumulate durante le feste. Non sono regole pesanti, sono piccolezze che, tutte insieme, fanno il buon risultato considerato anche – i miei pazienti ridono quando glielo dico – che non si ingrassa da Natale a Capodanno, ma da Capodanno a Natale”.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Food