No, il latte di riso non è così candido per tutti

Per molti è la preferita fra le bevande vegetali perché ispira leggerezza e purezza, eppure può riservare qualche piccola sorpresa sgradevole (che bisogna sapere).

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Photo by Mehrshad Rajabi on Unsplash

Non chiamatelo latte di riso: da ormai un paio di anni la Corte Europea ha stabilito che la parola "latte" non si può accostare né al riso, né alla soia, né ad altri ingredienti vegetali, e il solo latte è quello prodotto dai mammiferi, e basta. Da allora il latte di riso viene definito “bevanda vegetale a base di riso” ma questo dettaglio lessicale, per lo più ignorato da tutti che continuano a chiamarlo come gli pare, non ha scoraggiato neanche un po’ i numerosi fans di questa alternativa al latte vaccino. Probabilmente perché i benefici del latte di riso non li mette mai in dubbio nessuno, insomma, è un prodotto con un’ottima reputazione. Intanto, è perfetto per gli intolleranti al lattosio. Poi, è adorato dai vegani perché nessun animale viene coinvolto nella sua produzione. Infine, sostituendolo al latte come ingrediente di alcune ricette le rende decisamente più delicate, meno grasse, anche se con più carboidrati (infatti la purea di patate, ad esempio, può risultare un po' dolciastra).

Quella verso il latte di riso è una fiducia incondizionata che forse parte dal ricordo del riso in bianco come comfort food numero uno durante i mal di pancia infantili. L’interesse riguardo il latte di riso di calorie e valori nutrizionali non è infatti così impellente come per molti altri alimenti. Però è bene sapere che oltre a essere privo di grassi è in compenso scarso di proteine, che invece si possono trovare nel latte di soia (ops: bevanda vegetale a base di soia). In genere, però, il latte di riso in commercio viene addizionato di calcio vegetale, ottimo per mantenere in salute le ossa. Una cosa di cui forse ci siamo accorti tutti, invece è che (parliamo senza imbarazzi) il latte di riso contro la diarrea ha la sua efficacia. Spesso durante una malattia intestinale non si riesce a mangiare nulla e ci si debilita facilmente. Il latte di riso non peggiora la situazione, viene assimilato bene e nutrendo aiuta l’organismo a mantenersi forte per guarire prima. "Per quanto riguarda la colite, se evitiamo i casi estremi tipo colite ulcerosa, il latte di riso si può assumere nella fase acuta della patologia finché non si riequilibra la flora intestinale, se invece se ne fa un uso quotidiano e prolungato è bene scegliere un prodotto bio e bilanciare i nutrienti durante l’arco della giornata è della colazione per evitare un eccesso di zuccheri", specifica la biologa nutrizionista Veronica Corsetti. Per stare tranquilli si può preparare anche in casa, spiega la dottoressa: "bisogna portare a bollore acqua e riso e farlo cuocere almeno 40 minuti, a seconda del riso utilizzato, dopodiché con un frullatore si frulla tutto e in caso poi si passa con un colino o con un panno e si può aromatizzare con cannella o vaniglia per evitare zuccheri aggiunti".

Photo Monika Grabkowska/Unsplash

Ma quante calorie ha il latte di riso? Non molte (buona notizia) circa 47 per 100 grammi. Più o meno come il latte intero, per cui non si perde peso sostituendo l’uno con l’altro. Ma attenzione perché "queste bevande vegetali vengono spesso stabilizzate con oli vegetali come olio di girasole, che ne impoveriscono le qualità", spiega ancora la dottoressa Corsetti. Occhio agli ingredienti. Latte di riso e colesterolo invece sono due concetti agli antipodi: non contenendo grassi, il primo è perfetto per chi sta cercando di abbassare il livello di colesterolo. Parlando di cose ancora più serie, il latte di riso controindicazioni ne ha? Ad esempio, latte di riso e diabete vanno d’accordo? Secondo i nutrizionisti, purtroppo no. Il latte di riso, come abbiamo detto, contiene molti carboidrati e quindi ha un indice glicemico molto altro, per cui non è consigliato a chi soffre di diabete. Per i diabetici è infatti più consigliato il latte di soia, con indice glicemico basso. Continuando a fare paragoni con il latte vaccino (o di capra, a seconda dei gusti) una domanda che può sorgere in chi non ha mai provato a berlo (sì, c’è chi è molto diffidente con gli alimenti di nuova generazione, anche se poi questo non lo è più da tempo) è se il latte di riso effetti collaterali ne può portare, magari a chi non è abituato a berlo. Sicuramente non quelli che si manifestano in persone con saltuarie tolleranze al latte (ovvero: le famigerate coliti improvvise che ci tengono compagnia nei momenti più sbagliati). Però questa bevanda può riservare brutte sorprese in chi è portato a soffrire di candidosi. Gli alimenti ricchi di zuccheri, infatti, possono farle insorgere o peggiorare la situazione quando questi disturbi si stanno manifestando già, magari per un abbassamento delle difese immunitarie. Insomma, il latte di riso fa bene o fa male? Se mettiamo sui due piatti della bilancia i pro e i contro, sicuramente il latte di riso è un alimento sano, ecologicamente più corretto (fino a prova contraria) e cruelty free. Ma come per ogni singola cosa che ingeriamo – persino l’acqua – bisogna sempre assumerlo valutando se fa al caso nostro.

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