Perché il primo caffè al mondo è nato a Venezia (ed è ancora il luogo migliore dove bere un espresso)

Sulle tracce di un'epoca bizantina, tra le tazzine più antiche di sempre, misteri e aromi che hanno reso la Serenissima luogo d'elezione.

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Che intorno a un caffè nascano e si celebrino le storie d'amore più belle, è un cliché graditissimo ma che Venezia sia stata la prima città in Europa ad aprire una bottega del caffè è forse una curiosità ben meno conosciuta. Una tazzina di espresso racchiude il secolare legame tra la Serenissima e Bisanzio (nome greco di Costantinopoli, oggi Istanbul). Motivo per cui Nespresso rende omaggio alle due città tramite le limited edition Cafè Istanbul e Caffè Venezia e ci accompagna tra le calli della città lagunare svelando le tracce di questa antica corrispondenza che ha lasciato in eredità il rituale quotidiano più amato dagli italiani. Un itinerario di Venezia romantico, misterioso, antico: la guida di un weekend futuro?

Dapprima suddita del Sacro Romano Impero d’Oriente ed in seguito sua fedele alleata, Venezia ha da sempre voluto rispecchiare lo splendore di Costantinopoli che vantava di essere la più bella capitale del mondo medievale. Per imitarne l’avvenenza, i veneziani costruirono le loro dimore in stile mediorientale per moltissimo tempo. È sul Canal Grande che si affacciano i più antichi palazzi bizantini che sfoggiano marmi e pietre importati via mare da Levante. Spesso i materiali furono prelevati anche dalle rovine di edifici costieri trovati dai navigatori al loro rientro da Bisanzio. Come riconoscerli? Sebbene ricostruite nei corsi dei secoli, le originarie residenze dei ricchi commercianti conservano l’antica struttura (Fòndaco), con porticati al pian terreno che servivano da magazzini per le merci.

I mattoni a vista, gli archi a tutto sesto, i bassorilievi e i motivi decorativi semplici come foglie di alberi sono altri elementi caratterizzanti lo stile bizantino. Splendidi esempi rimasti a oggi sono il Palazzo Donà della Madonnetta, la Ca’ Loredan, il Municipio della città, la Ca’ Farsetti che fu l’accademia del Canova e soprattutto l’antico palazzo del Canale Grande: Ca’ da Mosto. La bellezza della ricerca sta anche nell’individuare, tra le mura di dimore meno antiche, incastonate come gemme preziose, delle piccole tracce di questo passato esotico.

In pieno mood estetico/emotivo della Bisanzio antica non si può non notare il porticato bizantino assorbito dalla facciata del palazzo antistante l’attracco di San Silvestro o il pozzo di marmo rosa di Verona in Campiello del Remer. Ed ancora, l’arco di marmo bianco raffigurante pavoni, animali selvatici e fiori che introduce alla Corte del Milion; la nobile residenza di Marco Polo, emblema dello spirito viaggiatore. L’omaggio più sofisticato dei veneziani a Costantinopoli è la splendida Basilica di San Marco (828 d.C.). Nata per impressionare i viaggiatori, i pellegrini e i diplomatici di ogni parte del mondo, la chiesa rimane il cuore d’oro massiccio di una Venezia che ci ricorda, attraverso questo dialogo perfetto di minerali, mosaici e stucchi il suo secolare ruolo di Porta e voce d’Oriente.

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Le galee veneziane non solo recapitavano da Bisanzio prezioso materiale edile, ma anche spezie (Venezia ne ebbe il monopolio per secoli), seta e profumi il cui uso venne largamente sponsorizzato nel XI secolo dall’imperatrice bizantina Teodora Ducas moglie del doge Domenico Selvo (La bella sovrana porto’ in laguna l’usanza orientale di lavarsi con bagni profumati e l’utilizzo della forchetta a tavola!). Dalle navi veneziane giunse inoltre il regalo più aromatico che i Turchi potessero farci: il caffè. Le documentazioni storiche riferiscono che l’ambasciatore a Costantinopoli Gianfrancesco Morosini fu il primo a menzionare la bevanda nella sua “relazione della Porta Ottomana” del 1585. Il diplomatico raccontò come gli Ottomani avessero la stravagante usanza di bere, in strada e nei luoghi pubblici, delle tazze di acqua nera, prodotta da un seme chiamato “Khave”, che aveva effetti eccitanti e ritardava il sonno. Non sorprende dunque che per questo motivo si diffuse la leggenda che il khave fosse la bevanda del diavolo. Ma fu proprio Papa Clemente VIII, assiduo bevitore e grande amatore del suo aroma, a sfatare questo ingiusto mito popolare esaltandone invece le sue caratteristiche medicinali. Fu così che nel 1653 la bevanda, ribattezzata dai veneziani caffè, si diffuse velocemente nelle farmacie della Serenissima ma il suo prezzo proibitivo permise solo alle persone più ricche di poterla acquistare. La sua nomea comunque si diffuse così rapidamente che il Senato emise un’ordinanza perché venissero importante maggiori quantità.

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Un evento segnò per sempre la vita sociale e culturale di Venezia: alla fine del XVII secolo nacquero le prime botteghe del caffè dove si poteva acquistare la preziosa bevanda scura a prezzi modici. Le botteghe divennero i primi luoghi d’incontro di persone di ceti sociali diversi e dalle molteplici provenienze: intellettuali, politici, commercianti, artisti, viaggiatori e gente comune. Il 29 dicembre 1720, Valentino Floriano Francesconi aprì il primo Caffè al mondo in Piazza San Marco. Lo intitolò “Alla Venezia trionfante”. Il nome ebbe poca fortuna; in pochi anni divenne per tutti i cittadini il Floriàn, dalla “venetizzazione” del nome del proprietario.

Per la sua centralità e la sua raffinatezza, il Floriàn, ha attirato sin dall’inizio personaggi famosi da ogni luogo come Casanova, Goldoni, Foscolo, Byron, Goethe, Rousseau, Coco Chanel..Veri e propri crocevia culturali, i caffè ridiedero un nuovo splendore a Venezia che aveva ormai perso il ruolo di leader commerciale dopo la scoperta del Nuovo Mondo. Si diffusero in seguito in tutto l’Occidente portando la bevanda ad essere quel momento di piacere che oggi tutti conosciamo.

Per rivivere e scoprire nelle proprie case la magia di questi luoghi, Nespresso lancia due limited edition per degustare due caffè antichi, Cafè Istanbul e Caffè Venezia. Dal carattere deciso e robusto, Cafè Istanbul è la miscela per gli amanti del caffè nero e speziato dello Yemen. Per chi preferisce la miscela Arabica, dal profilo più delicato, il Caffè Venezia lo sedurrà per le sue note floreali ed esotiche.“Attraverso questa esclusiva collezione, Nespresso permette di intraprendere un viaggio indietro nel tempo attraverso i sapori e le fragranze di due incredibili città, ricche di storia e fascino” dichiara Massimiliano Marchesi, Coffee Ambassador Nespresso. Cafè Istanbul e Caffè Venezia sono disponibili per un periodo limitato presso tutte le Boutique Nespresso.



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