La crisi del matrimonio tra Kraft e Heinz, spiegata bene

La multinazionale di alcuni dei marchi più popolari anche sulle nostre tavole attraversa una fase molto delicata. Alla base la strategia di crescita e alcune pratiche economico-finanziarie...

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Sono (stati) due colossi del peccato di gola, della tavola casalinga con chiave fast-food. Ma ora due marchi culinari che hanno tracciato anche la storia contemporanea americana (passata poi per tutti i paesi del mondo) potrebbe perdere lo smalto: la crisi di Kraft e Heinz potrebbe far sparire la maionese e il ketchup più diffusi al mondo? Premessa: fondata nel 1903 la Kraft Food nasce a Chicago, da sir James L.Kraft, poi acquistata nel 1988 da Philip Morris e nel 2015 la Berkshire Hataway di Warren Buffet la porta alla fusione con la Heinz, altra azienda storica, fondata nel 1869 da Henry John Heinz in Pennsylvania con una storia da romanzo americano (basti pensare che con lei il ketchup diventa neologismo culinario). Quindi che succede oggi tra Kraft e Heinz?

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Molto tempo prima di essere stata investita dalla fisiologica crisi di tutte le coppie, la clamorosa unione tra Kraft Foods e Heinz sembra essere proiettata verso una fase di problemi molto seri. La multinazionale, sotto il cui ombrello - tra salsine e biscotti - giacciono molti marchi alimentari della grande distribuzione organizzata, tra cui la maionese più venduta al mondo, ha presentato agli analisti risultati e previsioni economico-finanziarie che non sono state per nulla apprezzate. Risultato: il titolo ha perso il 28 per cento del suo valore di Borsa. A pesare sarebbero, innanzitutto, le strategie manageriali, troppo poco lungimiranti nel prevedere i cambiamenti nei gusti del consumatore e quindi deboli nel proporre un'offerta di prodotti innovativi mirati a intercettarli.

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Da qui la svalutazione di alcuni marchi, senza contare l'apertura di un'inchiesta della Securities and Exchange Commission (SEC), cioè l'equivalente americano della Consob, su tutta una serie di pratiche contabili del Gruppo. Ma sembra esserci anche dell'altro. C'è, infatti, un'altra corrente di pensiero secondo cui alla base di tutto ci sarebbe la malagestione da parte del fondo di investimenti brasiliano che sovrintende alla società già in altre occasioni accusato di aver pensato solo ai tagli, spremendo il più possibile le potenzialità delle sue controllate nel medio periodo senza occuparsi più di tanto del futuro. E dire che quando nel 2015 la fusione tra i due colossi prese definitivamente forma con il benestare di Warren Buffett, l'icona della finanza Usa e mondiale che già possedeva una bella fetta di azioni Heinz, i soliti analisti l'accolsero con grande favore.

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