È nato il latte di banana ed era quello che aspettavamo da migliaia di colazioni

No, non è latte & banana, non è latte aromatizzato alla banana: queste è la bevanda vegetale che ci farà impazzire poco a poco. Di passione.

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Reggiamoci forte e non sveniamo dall’emozione gustativa: è nato il latte di banana. No, non latte e banana. Non il latte all’aroma di banana. Nemmeno lo smoothie di banana. Proprio una bevanda vegetale a base di banane, come quella alla soia o al riso. Non ci sono limiti alla fantasia di chi, crescendo sempre di più di numero i fan del veg, cerca di accontentarli con prodotti alternativi. Se ne sentiva il bisogno? Pare proprio di sì. Bisogna infatti tenere conto che il latte di noci non è adatto a chi è allergico, quello di soia a alcuno irrita l’intestino, per altri quello di riso per molti è troppo dolciastro e comunque pieno di carboidrati e quello di mandorla è divino ma un filo calorico. Tutti gli altri sono così di nicchia da avere prezzi che non per tutti permettono il consumo regolare. Insomma, è normale che si sperimentino alternative. A produrlo è una ditta americana che si chiama Mooala, specializzata in bevande organic, anche se l’idea non è nuovissima e ne ha ripreso la formula lanciata nel 2013. Al tempo non fece un gran successo perché forse i tempi non erano maturi (è proprio il caso di dirlo), la richiesta non era ancora massiccia come oggi e i vegan non si erano ancora stufati del latte di avena e di tutte le altre bevande vegetali.

Il Banana Milk prima formula si otteneva semplicemente da purea di banane e acqua. a oggi le dosi sono cambiate rispetto al prototipo e il sapore della versione 2019 è decisamente migliore, infatti sul sito ufficiale moola.com si parla adesso di sei ingredienti. Il latte di banana ha proprietà? Pare proprio di sì: è ricco di potassio (occhio alla pressione bassa d’estate, quando il potassio serve come il pane), vitamina B6 e pectina, è nutriente e dissetante, apporta solo 60 calorie per bottiglietta da un quarto di litro e si presta anche a diversi mix. Già nel 2016 EchoWatch suggeriva di aggiungere un pizzico di sale e uno di cannella per arricchirlo, e immaginiamo che appena si accorgeranno della sua esistenza star del cocktail come Toby Cecchini, l’inventore del Cosmpolitan (e ora del Japonaise, il drink che sa di yogurt), qualcuno di loro cercherà di abbinarlo all’alcol. Nel frattempo, si può assaggiare come alternativa a tutto ciò che abbiamo bevuto finora o mixarlo (pare che stia molto bene con quello d’avena) con la certezza che non gonfia, non dà allergia, non ha un cattivo sapore. In fin dei conti, che mondo sarebbe senza le banane?

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