Mangiare la frutta dopo i pasti è davvero un atto così imperdonabile?

Il dubbio ci perseguita da troppo: è ora di decidere quando è il momento migliore del giorno per gustare mele, pere & co.

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Mangiare la frutta dopo i pasti è una questione annosa quasi quanto quella se sia giusto o no bere acqua durante i pasti. Un vero e proprio tormentone col suo picco di dubbi negli anni 80 con il boom del fitness e dell’alimentazione giusta, che si trascina ancora oggi, e con il minimo della chiarezza possibile. A quel tempo si è cominciato a suggerire di mangiare mele & co. a digiuno, o comunque molto lontano dai pasti. La questione che viene sollevata più spesso riguarda in genere la pancia gonfia. La maggior parte delle persone che avanzano dubbi sul consumo della frutta a fine pasto dicono che quando gli capita di farlo poi si sentono scoppiare, che digeriscono male. Curiosamente, se la frutta è contenuta in un’insalata, o viene spezzettata nello yogurt, non sembra dare problemi di digestione. Ma qual è, allora, il succo della questione?

Photo Cailin Grant-Jansen/Unsplash

Secondo le scuole di pensiero americane ipersalutiste il momento clou per gustare un frutto è la mattina appena alzati, dopo aver bevuto un bicchiere d’acqua. Non bisogna mangiare altro per almeno 30 minuti. Questo, secondo i nutrizionisti d’Oltreoceano, permetterebbe di assorbire meglio i nutrienti. Ai diabetici è consigliato di mangiarla almeno due ore dopo i pasti e almeno mezz’ora prima del successivo. Ma tutti quelli senza particolari problemi, che vivono comunque nel dubbio, cosa devono fare? “La frutta dopo i pasti la sconsiglio perché tende a fermentare, e mangiandola così vengono maggiormente assimilati gli zuccheri”, spiega la biologa nutrizionista Veronica Corsetti. “La sconsiglio soprattutto se si soffre di problemi intestinali. È bene mangiarla allo spuntino a due ore di distanza dai pasti, meglio se associata ad una fonte di proteine come la frutta secca. Effettivamente, è bene anche mangiarla a colazione, ad esempio associata alle uova e alla frutta secca o ad esempio una macedonia con cocco cannella e frutta secca”. E questo risolve anche il mistero del perché la frutta spezzettata in un'insalata o nello yogurt si digerisce senza gonfiore: nella prima è grazie al maggiore apporto di fibre, nel secondo caso sono le proteine del latte ad aiutare. In conclusione, anche chi non risente dei problemi di gonfiore della frutta dopo il pasto, causata dalla fermentazione degli zuccheri, farebbe comunque meglio a mangiarla lontano dai pasti per trarne il massimo dei benefici. E anche l’ultimo dei gastrodubbi finisce così.

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