"L'anguria è un frutto innocente" è un concetto da ritoccare

Bilancio sentimentale con il frutto più succulento dell'estate, che forse non è proprio così amichevole come pensavamo...

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Mangiarne tanta, il più possibile, perché l’estate è breve e a novembre già ripenseremo con grande rimpianto a quella fettina rifiutata di anguria o cocomero, come geolocalizzazione comanda, e ci chiederemo: “perché l’ho fatto?”. Perché non si è mai abbastanza sazi per respingere una fetta di anguria fresca, è come se nel corpo umano ci fosse un secondo stomaco di riserva dove ospitarne almeno un po', quando siamo pieni. Che poi, l’anguria è davvero il cibo perfetto: fa bene - lo sanno tutti che fa bene -, l'anguria a dieta è perfetta, è diuretica, stimola l’intestino… stop. Fermiamoci qui.

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Andiamoci piano perché fino a oggi la storia dell’umanità ha riservato un po’ troppo ottimismo a questa falsa bacca, o peponide, se preferite, basta che non la chiamiamo più “frutta”, prodotto supremo della famiglia delle cucurbitacee, per cui quando al mercato ne compriamo una che non sa di nulla, in fondo a dire “sa di cetriolo” non la stiamo offendendo così tanto. Magari in quel caso ci possiamo fare una maschera per il viso. Ma quali sono le controindicazioni che abbiamo sempre voluto/dovuto ignorare per non trovarci a ripetere, per l’ennesima volta “mai una gioia!”?

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“L’anguria è leggera, ne posso mangiare mezzo chilo, diciamo tutti”, comincia a spiegare la biologa nutrizionista Giulia Vincenzo, autrice insieme al professore Giacinto A. Miggiano del libro Dieta tra bufale e scienza: “poi ci lamentiamo perché abbiamo la pancia gonfia; okay, l’anguria è un ottimo alimento estivo, se la natura ce la manda d’estate è perché ci serve: è ricca di sali minerali, acqua e vitamine. Però non è così innocente come sembra. Intanto, ha la sua quota calorica, chiaramente ridotta rispetto a una banana o a un fico, però non indifferente, soprattutto perché con la scusa che è leggera e piena d’acqua ne mangiamo più del necessario. Finiamo per alzare l’apporto calorico con la quantità. Il mio suggerimento è di mangiarne al massimo due cubetti, a fine pasto. Non di eliminarla, perché comunque pulisce l’intestino, idrata. Quando è il momento buono? A merenda, ad esempio, da sola".

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"Un altro trucco per consumarla in modo ridotto ma soddisfacente", prosegue la dottoressa, "è quello di frullarla e congelarla nei contenitori per ghiaccioli. È il modo migliore perché ti sembra di mangiare molto, quando invece un ghiacciolo pesa al massimo 80 - 100 grammi”. Ma c’è un’ultima indicazione che la dottoressa Vincenzo ci tiene a darci: “Non bisogna dimenticare di dire che l’anguria ha anche delle controindicazioni per alcuni soggetti, quelli con sensibilità intestinali varie, compreso il colon irritabile. La fibra dell’anguria è di un tipo che fermenta tanto, per cui alcune persone la devono evitare”. Okay, quasi mai una gioia.

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