Le esperienze immersive nei territori sostenibili sono i viaggi del futuro (parola di Berlucchi)

Alla Milano Wine Week si è parlato di viaggi enogastrononici, cura del territorio e innovazione.

Directly above view of champagne flutes
Jamie GrillGetty Images

La nostra vita è attraversata da territori sostenibili reali o mentali. Ora tutti in modo trasversale - nonni, nipoti, genitori e figli - sappiamo quanto sia importante il rispetto dell'ambiente e della qualità della nostra vita e anche nei nostri viaggi. Con questo incipit si è aperta la masterclass Berlucchi e i Territori Sostenibili che si è tenuta il 7 ottobre a Palazzo Bovara a Milano durante la Milano Wine Week.

"Come oggi la sostenibilità impatta sul turismo enogastronomico e sul turismo in generale?", si chiede Francesco Morace, sociologo e Presidente di Future Concept Lab e risponde. "Negli ultimi anni il piacere di conoscere qualcosa di nuovo e di diverso è più legato al genius loci, al talento del luogo. Vogliamo conoscere i territori che andiamo a visitare, la loro cultura anche gastronomica, come vivono i suoi abitanti, quali sono i suoi rituali, i suoi prodotti e i loro processi. Abbiamo bisogno di fare esperienze sul posto e di capire le diversità. 30 anni fa, invece, il turista cercava perlopiù evasione e alleggerimento dalla vita quotidiana senza approfondire/affrontare tematiche quali l'autenticità e la sostenibilità".

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Una tematica, quella della sostenibilità, molto cara ad Academia Berlucchi, progetto voluto da Guido Berlucchi e della famiglia Ziliani che si pone come un'agorà dove esperti in ambiti diversi uniti da una comune visione si confrontano per condividere e generare idee e proposte su tematiche legate all'innovazione e alla cura del territorio in particolare quello della Franciacorta, di cui la cantina Guido Berlucchi è pioniera e leader da quasi 60 anni. "Ora non solo abbiamo voglia di conoscere realtà e territori diversi, ma desideriamo farlo in qualsiasi stagione a differenza di qualche decennio fa quando il turismo era un fenomeno legato principalmente al mese di agosto. Siamo di fronte a un fenomeno globale che mette in moto una circolarità virtuosa e fa leva sul business, creando nuove professioni come quella dell'accompagnatore di viaggi enogastromici", prosegue Morace. "Vogliamo ottimizzare/valorizzare il tempo che abbiamo a disposizione cercando di fare esperienze reali, ma allo stesso tempo grazie alla tecnologia possiamo conoscere e fare conoscere nuovi territori all'interno di piccole comunità che hanno interessi comuni ovvero amici reali o digitali".

La sostenibilità, come spiega il sociologo e Presidente di Future Concept Lab, non è una moda, ma un paradigma che tra 20 anni farà parte di noi senza doverne (più) parlare esattamente come accadde alla fine dell'Ottocento con la rivoluzione igienica. "Ma quello che possiamo fare, in quanto italiani e quindi amanti ed esperti nel mondo della bellezza e del design, è (ri)scoprire il nostro dna, valorizzare quello che di bello abbiamo già e impegnarci a dare alla sostenibilità un'estetica più piacevole che è il modo più efficace per attrarre anche le nuove generazioni. E cercare di farlo mantenendo le nostre peculiarità confrontandoci sempre con un mondo fuori, con un mondo che magari non le capisce. E vivere esperienze reali che è quello di cui abbiamo sempre più bisogno in un momento in cui parallelamente ci stiamo sempre più digitalizzando", continua Morace.

"Ed è proprio da questi valori che abbiamo voluto dare vita ad Academia Berlucchi. Noi da autentici bresciani amiamo fare tanto e parlare poco quindi questo progetto ci aiuta a fare sapere quello che stiamo facendo e a farlo emergere", sottolinea Cristina Ziliani a capo della cantina Berlucchi. "Noi, per esempio, abbiamo 115 ettari di vino e ne controlliamo altri 400 e ormai due terzi delle nostre vigne che forniscono l'uva per le nostre bottiglie sono certificati bio. Sul fronte turistico abbiamo deciso poi di introdurre l'apertura della nostra cantina sette giorni su sette. Abbiamo talmente tanto da offrire che diamo per scontato che non si debba fare fatica e che i turisti arrivino comunque. In pochi anni da 10mila visitatori in cantina siamo arrivati a 20mila. Abbiamo capito l'importanza di aprire le porte agli altri per fare conoscere i nostri prodotti e i nostri processi!".

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