Hanno "inventato" la mela che non scade mai (ma non è un po' creepy?)

Dopo 23 anni di esperimenti, negli Stati Uniti è stato messo a punto il frutto che non marcisce per un anno (e che salverà metà mondo?)

Full Frame Shot Of Apples
Eftekhar Amil / EyeEmGetty Images

Una super mela che non scade per un anno può essere considerata superfood? Il concetto si sta un po’ logorando, e in effetti in questo caso la risposta è: no. Eppure, della Cosmic Crisp Apple si sta facendo un gran parlare dapprima solo negli Stati Uniti, dove è nata, adesso ovunque. Dopo circa un ventennio di studi e tre di attesa che le prima piante crescessero, nello Stato di Washington è finalmente stata trovata la quadratura del cerchio, anzi della sfera, ed è stato annunciato che già prima di Natale sarà nei supermercati americani questa varietà di mela che è stata studiata con l’obbiettivo di creare, appunto, un frutto super dolce e super croccante che, in una nazione dove l’obesità e il diabete sono in aumento, potesse sostituire un dolce pieno di grassi e zuccheri, garantendone però la stessa soddisfazione nel mangiarla.

Secondo il Guardian, la mela Cosmic Crisp Apple è stata sviluppata in un programma specifico della Washington State University a partire dal 1997. Un’operazione costata 10 milioni di dollari, una somma che fa riflettere inevitabilmente su come in una parte del mondo si debba investire denaro per rimediare ai danni della ricchezza, mentre in altri la mancanza dello stesso denaro causi estrema povertà. Questa mela è perfetta anche come ingrediente delle caratteristiche apple pie americane, le torte di mele (o da noi, anche gli strudel), perché quasi non necessita dell’aggiunta di saccarosio, il normale zucchero bianco. Inoltre, annerisce molto lentamente quando viene tagliata, e, come detto, può conservarsi intatta a lungo, anche per un anno se tenuta in frigo. La prima cosa che viene in mente è che in un’epoca in cui si sta cercando disperatamente di rendere tutto compostabile, soprattutto la plastica, è curioso produrre un frutto che invece impiegherà molto tempo a biodegradarsi.

Ma i vantaggi sono molto più alti, rispetto a questo dubbio. Intanto il frutto, le cui prime piantine sono state distribuite a un gruppo di coltivatori selezionati nel 2017, resta commestibile fino al disfacimento. Non diventa spazzatura che ingrossa le discariche. Ma quello che più conta è che ci sarà meno spreco. Della frutta che viaggia dai campi fino alle nostre tavole, molta si guasta e viene gettata. L’unico modo che si era trovato finora per evitare che questo accadesse era quello di irrorarla con conservanti che non sono sani e che non permettono di mangiarne la buccia. Invece questo tipo di mela è sanissimo, non è Ogm bensì ottenuta dall’ibridazione incrociata di due varietà, la Enterprise e la Honeycrisp, come spiega la dottoressa Kate Evans che è stata a capo del progetto Pome Fruit Breeding Program. Ultimo, e non trascurabile, vantaggio: una mela che si ostina non voler marcire è perfetta per gli aiuti umanitari e da inviare nelle zone dei disastri. Qualcosa di fresco insieme alle inevitabili scatolette che offriamo tutti durante le raccolte fuori dai supermercati. Poi, sull'invidia riguardo a un'umile mela che non diventa mai rugosa, ci faremo un'elaborazione più avanti (se urge).

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