Il prosciutto cotto è l'apostrofo rosa tra le parole "ho fame"

Carta d'identità del salume più semplice di sempre che sta bene con tutto ma che riserva qualche sorpresa inaspettata.

Panini Sandwiches
boblinGetty Images

Pensate ad un bel panino croccante, un formaggio cremoso, un po’ di pomodoro, una foglia di lattuga e poi lui uno dei principi indiscussi della salumeria: il prosciutto cotto. Buono, buonissimo, da leccarsi i baffi e da deliziare le papille gustative. Ma in termini di benessere, cosa vuol dire mangiare un etto di prosciutto cotto? Le calorie del prosciutto cotto ci devono preoccupare? E quali sono i valori nutrizionali del prosciutto cotto, se ne ha? Proviamo a esplorare benefici e controindicazioni di questo salume rosé, e come poterlo inserire nella dieta senza problemi.

Storicamente si hanno testimonianze del consumo di prosciutto cotto già nell’antica Roma. Il prosciutto cotto è la coscia disossata del maiale che subito dopo la macellazione viene sezionata, sgrassata, disossata, cotta a vapore con aromi e quindi confezionata. Per la conservazione vengono utilizzati dei conservanti che possono essere di tipo naturale (come il sale della salamoia), oppure additivi. Il Ministero della Salute ha classificato il prosciutto cotto in tre categorie: prosciutto cotto di alta qualità, prosciutto cotto scelto e prosciutto cotto. Un sottoprodotto del maiale, che non va assolutamente confuso, e soprattutto venduto come prosciutto cotto, è la spalla cotta che deriva da una parte meno nobile e più vicina allo scarto del maiale.

Poi ci sono le varietà che troviamo sul mercato, si va dal prosciutto cotto Praga che prende il nome dalla città ceca dove è nata questo tipo di affumicatura del prodotto; prosciutto cotto alle erbe ottenuto con erbe miscelate con il sale e le spezie in fase di bollitura; e poi il prosciutto per le intolleranze: senza glutine, senza lattosio, senza polifosfati. Nella classificazione del Ministero, ovviamente, si va per gradi: dal prosciutto meno pregiato e più ricco di conservanti e additivi, a quelli in cui la presenza di queste sostanze è molto ridotta. Per quanto riguarda il valore nutrizionale, le calorie del prosciutto cotto variano fra le 130 a 150 per 100 g. Ma anche qui i valori nutrizionali sono suscettibili di modifiche se si considerano le tre categorie: si va dalle 119 kcal del prosciutto cotto semplice alle possibili oltre 200 del cotto alta qualità. Il contenuto proteico oscilla fra 18 e 21 grammi per 100 grammi. Una porzione di prosciutto apporta anche una discreta quantità di sali minerali: potassio, calcio e fosforo e mantiene anche una discreta quota di vitamine B. Il prosciutto cotto è anche ricco di ferro: in 100 grammi sono presenti circa 1.7 mg di ferro, circa il 10% del fabbisogno giornaliero di ferro.

Il prosciutto cotto è uno dei salumi più consumati dagli italiani. Molto apprezzato anche dai bambini per il gusto delicato, perché non è quasi mai secco né troppo salato (come può essere il prosciutto crudo). Ha un costo contenuto e meno grassi della mortadella e del salame, per questo più digeribile e più sano. Il prosciutto cotto è ideale in una dieta proteica, anche in sostituzione di una fettina di carne, ovviamente se non accompagnato da troppo pane, da troppo formaggio o da salsine. E per quanto riguarda le controindicazioni del prosciutto cotto? Per il contenuto di sale e grassi è consigliato il consumo limitato a chi ha problemi di ipertensione arteriosa. E come per tutti gli alimenti, quando si soffre di qualsiasi problema di salute è bene consultare (e ascoltare) il parere di un nutrizionista o un dietologo.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Food