L'acqua è l'essenza dell'idratazione. La celebre battuta di Zoolander andrebbe aggiornata in questo 2020 di tendenze food: l'acqua è l'essenza dell'ossessione. Gli anni e anni di calcoli su quanti bicchieri di acqua bere al giorno, la misteriosa formula irrinunciabile per arrivare a consumare 2 litri/die, addirittura quale acqua scegliere sono stati fomentati dall'ansia del benessere e dalla convinzione che l'idratazione sia la cura di tutti i mali. Hai mal di testa? Un paio di bicchieri e il problema passa da solo (in realtà c'entra, ma fino ad un certo punto). Vuoi avere una pelle splendida? Galloni di minerale così da fornire l'idratazione dentro e fuori. Il movimento pro-water potrebbe essere riassunto con un termine onnicomprensivo: idrofissati. Siamo diventati ansiosi quando si tratta di acqua, tanto che statisticamente "bere più acqua tutti i giorni" è stato uno dei più citati nei tradizionali buoni propositi per l'anno nuovo.

L'acqua è diventata il segreto-non-segreto di bellezza della società del benessere. Ne siamo ossessionati, la consideriamo un elisir mitico e poderoso, dalle infinite proprietà. A partire dalle bottigliette in plastica (prima) strette sottobraccio dalle celebs in uscita dalla palestra, fino alle odierne borracce ecosostenibili per la freschezza 24h, quanta acqua bere in un giorno è diventato il Sacro Graal del wellness. I numeri si sprecano, le dosi pure, le ricette segrete con acqua tiepida e aggiunte anche, ma una verità univoca non c'è. Eppure la convinzione che bere tanta acqua fa bene continua imperterrita nel suo lavoro di distorsione della realtà. Ci sono persone che arrivano a pensare di non bere abbastanza durante il giorno, riporta il NYT. Ma quanto è abbastanza, in realtà? Spoiler: dipende dalla persona, dalle sue abitudini, dallo stile di vita, da eventuali patologie più o meno serie di cui si soffre. Come per ogni elemento che ingeriamo, non esiste la quantità di liquido universalmente perfetta per tutti a tutte le ore del giorno. A parte due gocce di Chanel N°5, ça va sans dire.

Dagli anni 70 a oggi, ricostruisce Mic, l'acqua è diventata il simbolo centrale del benessere (anche per alcune follie luxury) e il rimedio assolut(istic)o ad ogni male. Stanchezza, problemi digestivi, acne, tutto scorre grazie all'acqua giusta. E tanti saluti ad Eraclito, che dal fiume aveva attinto l'idea della sua filosofia del divenire. Tornando all'ossessione da acqua, in un certo senso una logica sulla funzione cleaning da parte dell'acqua c'è, qualche nozione di fisiologia ci ha inculcato che i reni lavorano per eliminare le tossine prodotte/inserite. Un filino semplicistico, ma a grandi linee è così. Solo che credere che con più acqua dovrebbe aumentare la loro attività e di conseguenza la loro potenza detox è in realtà una stortura di una quella stessa logica: "Non fraintendiamoci: bere acqua serve e su questo siamo tutti d’accordo" puntualizza la nutrizionista Sara Olivieri. "Ma come tutte le cose, andrebbe fatto con equilibrio. Da quando nasciamo a quando cresciamo, la nostra percentuale di composizione in acqua diminuisce e invecchiare significa asciugarsi. I neonati sono fatti del 75% di acqua, mano mano che cresciamo restiamo sul 60-70%, poi invecchiando diminuiamo" prosegue la dottoressa. "L’acqua la prendiamo sì dall’acqua, ma anche dal cibo: tutti gli alimenti, esclusione fatta per farine e secchi, sono fatti almeno del 50% di acqua e il grosso che ingeriamo arriva proprio da qui. Ma quanto l'acqua che dobbiamo bere faccia da “irrigatore” e ripulisca il corpo, è vero fino ad un certo punto" puntualizza Olivieri.

"Dell’acqua che introduciamo molta la utilizziamo, altra la teniamo dentro, un'altra parte la filtriamo ed eliminiamo. Se bevi più acqua fai più pipì, ma non è vero che elimini di più tutto il resto. Molto dipende anche dal nostro stile di vita: un atleta o chiunque faccia sforzi superiori ne dovrà ingerire di più, chi abbia patologie a carico di certi organi dovrà regolarsi verso il meno, a grandi linee" prosegue la dottoressa Olivieri. Questo per chiarire che il corpo umano non segue il principio dei vasi comunicanti -altrimenti avremmo trovato la cura definitiva per l'odiosa ritenzione idrica-, e che esiste un sistema complesso di ingresso dell'acqua nelle singole cellule perché restino idratate nel modo giusto (tecnicamente si parla di acqua intracellulare e acqua extracellulare). Resta un concetto limpido: "L’acqua non è curativa, non può ripulire in nessun caso. E il problema del bere troppa acqua è il sovraccarico dei reni, che rischiano di lavorare troppo quando non serve. Un buon livello di idratazione di certo aiuta, sia per una dieta equilibrata sia per una performance sportiva. Per dire, uno dei primi sintomi del fatto che siamo leggermente disidratati rispetto al nostro solito è il mal di testa: il cervello è composto al 80% di acqua, mantenere questo equilibrio può essere utile. Spesso si dice a chi ha mal di testa di bere 3 bicchieri di acqua prima di prendere un analgesico: magari funziona perché era solo leggera disidratazione, e nella peggiore delle ipotesi si va a fare pipì..." conclude la dottoressa Olivieri.

Sbufalato che con la reusable costantemente incollata alle labbra non si eliminano le infiammazioni o si guarisce dalla gastrite, l'ultimo dogma che riguarda l'idroreligione è che bere tanto fa bene alla pelle. È diventato di moda con Gwyneth Paltrow (e con chi sennò), che sosteneva di bere almeno 2 litri di acqua per mantenere la sua carnagione così perfetta, eburnea, luminosa. In realtà molto era dovuto alla genetica, altrettanto l'alimentazione, poi massaggi, cure estetiche e quanto altro possa concedersi una star del suo calibro. Ma questo Gwynnie non ce lo aveva svelato, anzi. Eppure non era tutto merito dell'acqua bevuta come abbiamo creduto a lungo, né tantomeno di creme miracolose che danno da bere da fuori al nostro strato protettivo. Bisogna stroncare l'ultimo grande principio filosofico che ha alimentato decenni di convinzioni sulla bellezza e la salute della cute: la pelle beve. "Nel veicolare il concetto di idratazione a livello cosmetico si è parlato sempre di idratazione esterna, anche se nessuno ha mai detto davvero che la pelle beve, o mangia, o respira, che pure è sbagliato. Vero è che la pelle non assorbe l’acqua dall’esterno, se lo facesse forse esploderesti" ironizza Marica Signorello, tecnico commerciale e sales manager in ambito cosmetico. "Che l’idratazione sia legata all’acqua siamo tutti d’accordo, ma è difficile spiegare che l’idratazione per la pelle è impedire che l'acqua nella pelle evapori".

Il principio di funzionamento delle migliori creme idratanti è quindi leggermente diverso da come siamo convinti che sia: "Le creme creano una sorta di barriera occlusiva, un meccanismo di idratazione che la ricopre con un film ed evita l’evaporazione dell’acqua dagli strati più profondi. Una pelle più idratata ha sì più acqua, ma non viene trasmessa dall’esterno: semplicemente non è svanita" prosegue Signorello. "Quando abbiamo la pelle secca, è perché nello strato corneo (il più esterno della cute, ndr) si creano delle piccole fratture che facilitano l’uscita dell’acqua. In inverno succede per gli sbalzi di temperatura. La pelle non è integra, ha delle crepe più o meno profonde e non riesce a trattenere l’evaporazione dell’acqua dagli strati più profondi. Per questo per idratarla utilizziamo le creme e sulle labbra mettiamo il burrocacao. Questo è addirittura un prodotto completamente anidro, vale a dire una formula che non contiene affatto acqua al suo interno, ma solo grassi naturali o sintetici con potere idratante maggiore perché anche emollienti. Il film evita la fuoriuscita di acqua, ma nella lista degli ingredienti l’acqua non c’è" chiarisce Signorello.

Ogni credenza e convinzione sulle virtù idratanti dell'acqua per la pelle evapora di fronte alla realtà: le uniche creme idratanti importanti cui non dobbiamo mai rinunciare sono le protezioni solari, che risparmiano a lungo andare anche l'annosa questione delle rughe. Ma sempre perché svolgono il loro lavoro in un modo inverso rispetto a quanto crediamo. "La vera crema antirughe sono i solari, perché evitano che gli UVA creino questa serie di danni da fotosensibilità e mantengono l’idratazione che fa vedere meno le rughe. Un esempio viene dalle spugne: nella busta sono solitamente umide, quando si seccano appaiono dei solchi evidenti mentre da bagnate si notano meno. Per la pelle è uguale: una pelle idratata è il primo antirughe. Tanto vengono lo stesso: l’unica vera cura per le rughe è il chirurgo, oppure la rassegnazione"chiosa divertita la dottoressa Signorello.

Cosa ce ne facciamo, quindi, dei due litri d'acqua al giorno che ci siamo imposti di bere? Facciamolo senza stare a pensarci troppo, o ossessionarci quando ne ingeriamo un bicchiere in meno sentendoci in colpa. La salute, la pelle, lo stomaco non ne risentiranno se capita ogni tanto. L'unico vero dogma da seguire è non autoconvincersi che l'acqua sia una medicina per tutto.