Cosa stiamo sottovalutando nel making of dei cubetti di ghiaccio

Trasformare "un drink" in un "drink sostenibile", il primo passo del green beverage è trasparente.

Guardatelo bene, quel vassoietto di plastica bianca a scomparti regolare in dotazione al freezer. Perché non sarà più lo stesso. Il trattato universale su come fare i cubetti di ghiaccio impreziosisce definitivamente la più schematica delle sequenze: vaschetta sotto il rubinetto, livella, equilibrismo fino al congelatore, chiusura sportello, addio e ci rivediamo coi primi caldi. Operazioni che impariamo sin da bambini e che possono diventare un extra importante per arricchire quello che beviamo, fosse una semplice caraffa di acqua aromatizzata o l'infuso a freddo che rinfresca i pomeriggi dello smartworking in finestra. O massaggi viso rigeneranti, anche. Ogni azione può essere arricchita di vari passaggi per ottenere cubetti di ghiaccio colorati, creativi, aromatizzati (al limone e menta, al caffè, al cioccolato). E il cocktail in busta homemade, lo smoothie, il succo di frutta condiviso con i bimbi non saranno più gli stessi.

Due le strade da percorrere: lavorare la forma del cubetto o intervenire sul contenuto. A volte anche in contemporanea. Il principio della formazione del ghiaccio, semplificando molto, è sempre lo stesso: il raffreddamento dell'acqua fino al raggiungimento di uno stato solido e rinfrescante, motivo per cui amiamo i ghiaccioli oltre ogni previsione. La peculiarità dei liquidi è che si adattano a prendere qualunque forma in cui siano versati, da qui il design sempre più variegato degli stampini da ghiaccio, in grado di accontentare gusti, hobby e passioni. La praticità degli ultimi anni ha permesso di investire su un materiale molto più comodo da utilizzare quando si tratta di cubetti di ghiaccio tridimensionali o molto profondi, perché l'estrazione è facilitata dalla plasmabilità del contenitore. La grande danse fa ballare stampi ghiaccio in silicone a forma di ananas, il frutto più ciuffoso e riconoscibile (in scia exotic nei tiki cocktail a base di frutta esotica), ma la fantasia non ha rivali in merito, quindi sono arrivati animali come squali, pinguini, bassotti e fenicotteri, addirittura gli stampini gioiello très chic per illudersi di tritare tra i denti diamanti di ghiaccio. Di gran moda anche le sfere. Gli stampini da ghiaccio in plastica sopravvivono per quanto riguarda lo shaping più geometrico oltre al classico cube, sempre più dettagliato e perfettamente squadrato (in varie grandezze, perché il blocco di ghiaccio unico che si scioglie lentamente senza annacquare il drink è il plus di ogni bere miscelato), includendo rettangoli e semisfere.

Il capitolo contenuto è parecchio ricco, e prescinde dall'acqua in sé. O meglio, si possono fare cubetti di ghiaccio senza troppe pretese, e siamo d'accordo che siano la scelta più semplice e veloce. Ma il food design ha le sue regole di divertimento e se ci si vuole sbizzarrire, perché non condire il liquido che andrà ghiacciato? Si può fare a costo praticamente zero con tutti i fiori commestibili, foglie ed erbe, persino con la frutta fresca. Qualche esempio? Una violetta intrappolata nei cristalli diventerà il complemento fané del gin tonic defaticante per sentirsi un filino regina d'Inghilterra, le foglie di sedano che andrebbero sprecate malamente possono essere conservate in ghiaccio e lanciate nel Bloody Mary per un twist inatteso. Un cubetto farcito di fiori di sambuco (e mirtilli, ribes, fettine di fragola) può dare lento sapore ad un Hugo dell'ultimo minuto. Avanti poi con l'anguria frullata e congelata, che da sola promette di dissetare più dell'acqua. Extra trick: i cubetti di ghiaccio con acqua frizzante da aromatizzare a piacere. Via libera e visual effect garantito.

Congelare un liquido diverso dall'acqua per creare cubetti di ghiaccio colorati, diversi, da giocare come jolly rinfrescanti, si può. Nascono così i cubetti di ghiaccio al caffè, che si realizzano versando caffè fresco non bollente negli stampini poi passandoli in freezer. Possono essere realizzati anche con il decaffeinato e trasformarsi in meravigliosi aperitivi disciogliendoli in un bicchiere di latte di mandorla, che fa subito sapore di pomeriggi estivi post sabbiatura. Alternativa coccolosa? Cubetti di ghiaccio al cioccolato: sciogliere il fondente con poca acqua, montarlo leggermente e via in surgelatore a riposare nelle formine prescelte. Stesso principio e diverso versante della gamma dei sapori per i cubetti di ghiaccio al limone, vera soluzione antispreco quando avanzano troppi limoni (o arance, o mandarini) un po' avanti con la maturazione: spremerli tutti e porzionarli nelle vaschette del ghiaccio per scongelarli all'occorrenza (per una marinatura, per un dolce) o tritarli in uno smoothie evergreen. Il principio di ogni succo di frutta casalingo è conservarlo anche sotto forma di solido ghiacciato per poi scioglierlo quando serve: divertirsi con le forme e il contenuto dei cubetti di ghiaccio di una volta è lo zenit della creatività.

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