Perché dovremmo concedere più prestigio culinario alle bacche di ginepro

Per molti il ginepro in cucina è un perfetto sconosciuto, ma ci sono mille buoni motivi per adottare il suo aroma che sa di magia antica.

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La regina Elisabetta ne adora il profumo e non c'è giorno in cui si faccia mancare il suo cocktail preferito ottenuto con vino Dubonnet e il gin, il liquore aromatizzato con le bacche di ginepro, un aroma sempre più popolare in cucina che ora viene anche prodotto con le bacche del giardino di Buckingham Palace. Come quasi tutte le spezie, anche il ginepro ha le sue proprietà benefiche, oltre a regalare un buon profumo a tutto ciò a cui viene aggiunto. Le bacche di ginepro a cosa servono? La domanda è lecita perché non vengono utilizzate quanto le altre spezie. Invece, quando si osano, regalano un gusto particolare agli stufati, alle preparazioni marinate, ai ripieni di carne ma anche, semplicemente, nei piatti a base di maiale, di coniglio, di cervo, manzo e anatra. Poi ci sono utilizzi meno comuni, ad esempio solo pochi buongustai le aggiungono ad alcuni dolci, come le torte di frutta. Il ginepro è una spezia tutta da scoprire e adottare. O da riscoprire, perché queste piccole bacche vengono utilizzate in cucina e per scopi medicinali sin dai tempi antichi.

Le bacche di ginepro cosa sono esattamente? Sono la produzione, detta anche “coccole” dell’albero sempreverde Juniperus Communis, ammantato di sacralità perché può vivere per oltre cento anni. Le coccole contengono i semi della pianta e hanno in genere un bel colore bluastro, anche se esiste la varietà bianca. Come già detto, vengono usate da tempi remoti, anche se le accompagna ancora la leggenda secondo cui sarebbero velenose. Se fosse vero, non esisterebbero tanti liquori con cui vengono ottenute: non solo il gin, ma anche il génépy valdostano. Inoltre, con il ginepro ci si possono fare delle tisane e ottenere un olio essenziale. Quali sono le proprietà delle bacche di ginepro? Intanto, sono una buona fonte di vitamina C, i cui benefici sulle difese immunitarie, sulla salute del sistema vascolare, e sulla sintesi del collagene sono noti. Inoltre, contengono cumarine, un composto aromatico con proprietà farmacologiche, e gli antiossidanti flavonoidi. Gli oli volatili nelle bacche di ginepro contengono inoltre sostanze come il monoterpene, che comprende il limonene, la canfora e il beta-pinene, tutto ciò che gli conferisce l’odore aspro e aromatico. È stato dimostrato che i monoterpeni sono antinfiammatori, antiossidanti e antibatterici. Per cui, meglio non farli mancare nella dieta. Bacche di ginepro, come conservarle? Nella dispensa se fresca e asciutta e in un barattolo preferibilmente di vetro, le bacche secche si conservano un anno, Dopo quella scadenza possiamo però aggiungerle a un pot pourri, invece di gettarle via. Per utilizzarle ogni volta che vogliamo, soprattutto nelle ricette, si possono schiacciare o lasciate intere. La differenza è solo che schiacciate sprigionano maggiormente il profumo e influenzano anche il sapore, che così può essere più forte. Tutte da sperimentare.

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