Sulle colline toscane nasce il vino dedicato alla camelia di Chanel e al gioiello più prezioso del cinema

#GiochiPreziosi // Un rosato di puro sangiovese incontra il collier unico creato dalla maison di Coco, ispirato al fiore bianco prediletto della stilista francese.

Kai Schwabe / Artwork: Federica RomagnoliGetty Images

In uno stabile trecentesco a Capraia e Limite, quindi tra Empoli e Firenze, esiste un luogo ameno ricco di profumi e di storia. Si tratta del giardino immenso di Villa Bibbiani, già mozzafiato quando il marchese Cosimo Ridolfi, agronomo e politico, lo realizza nel lontano Ottocento. A spiccare in questo “parco romantico”, come usa definirlo lo stesso Ridolfi a suo tempo, oltre ai cedri del Libano, una sequoia gigante, un abete del Caucaso e una Hovenia dulcis originaria della Cina, che per la cronaca costituisce uno dei primi esemplari introdotti in Italia, sono le camelie. Fiori in grado di sopravvivere bene tutto l’anno, anche se è durante l’inverno che danno il meglio. È al loro fascino, carnoso e al contempo discreto grazie anche a un profumo appena accennato e a dei petali di diverse dimensioni, donanti un grazioso gioco di proporzioni, che all’interno della tenuta viene dedicato un vino rosé e la sua etichetta, il Flora. Il terreno di 400 ettari di pura toscanità infatti ospita anche un vigneto di tutto rispetto, dal quale nascono fini profumati, importanti. Autoctoni. E la bottiglia dedicata alla camelia è esemplare.

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Mentre il marchese Ridolfi è impegnato nell’acquisizione e restaurazione dell’azienda vinicola e olivicola - del resto olio e vino sono un’abbinata perfetta -, in Russia Lev Tolstòj scrive uno dei romanzi che più di tutti segnano la storia dell’epoca vittoriana: Anna Karenina. L’opera vede la luce nel 1877 e narra le vicende di una storia d’amore adulterina. Ma non solo. Ogni parola, ogni capitolo (otto in totale), è lo specchio della società borghese di quel periodo da molte sfaccettature, compresa quella del costume. Opulenza, abbondanza, ricchi banchetti e sfoggio di monili da mille e una notte. Così vive una parte di Russia dell’epoca. Un po’ come l’immaginario vede Hollywood e i suoi attori. Nel 2012 esce in tutto il mondo la trasposizione cinematografica del volume di Tolstòj con protagonista l’eterea Keira Knightley, assieme a Jude Law e Aaron Taylor-Johnson. A vestire e adornare con gioielli assolutamente haute l’attrice è la maison a cui da anni è legata, Chanel. Perle, oro, pietre preziose. Ingredienti imprescindibili per distinguersi tra la folla russa festosa e pettegola. Così come lo sono le uve 100% sangiovese con cui viene vendemmiato il Flora. La Karenina cinematografica emerge come una splendida venere in nero in una scena del film indossando una delle collane di diamanti più costose della storia. All’occhio salta subito il motivo camelia, il prediletto della casa di moda, tanto che è presente su abiti borse e persino cerchietti per capelli, che adorna il girocollo sinuoso dell’attrice britannica. Il valore? Circa 1,4 milioni di dollari. I maestri gioiellieri della maison di mademoiselle Coco non hanno badato a investire in fatto di lusso e artigianalità, consegnando al grande schermo un capolavoro scintillante. E in un pranzo sotto il sole, magari durante le prime calde giornate primaverili, brilla in tutta la sua armonia di note e sapori anche il vino rosé dedicato alla camelia ridolfiana di Villa Bibbiani.

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Sulle colline del Monte Albano, dai vigneti Villa Bibbiani, Treggiaia e Pulignano, vengono scelte le uve di sangiovese più fresche e sabbiose, in modo che il risultato finale sia profumato ed elegante. Le uve sono raccolte a mano e poi vengono introdotte in serbatoi d’acciaio a gravità e lasciati a contatto con le bucce per circa sei ore, a freddo, per esaltarne le componenti aromatiche. Nel frattempo a Parigi, chez Chanel Haute Joaillerie, un orafo è alle prese con la base della collana di diamanti a motivo camelia indossata da Knightley in Anna Karenina. La possiede tra le mani mentre, lentamente e con totale dedizione, incastona uno a uno i diamanti, nel corpo del fiore. Come se fossero dei grappoli. Un procedimento lento, meticoloso, dove il tempo non è scandito dalle ore ma dai giorni. Nel caso dei vini anche mesi. Per il Flora la maturazione e l’affinamento è di sei mesi circa, in botti d’acciaio e su fecce fini. Degustiamolo: il colore rosato è una camera delle meraviglie che al naso celebra ancora di più la camelia alla quale si accostano note di piccoli frutti rossi e leggeri sentori agrumati. Al palato è fresco vibrante e con un finale profondo, sensuale e persistente. Coco e la signora Karenina lo avrebbero certamente apprezzato. Ritraiamole assieme, uniamo la realtà all’immaginazione, e vediamole mentre sorseggiano il rosato di Villa Bibbiani, vestite di tutto punto e ingioiellate di preziosi unici, Anna, ovviamente, con la sua collana di camelie in diamanti di Chanel, in un assolato déjeuner sur l'herbe magari mentre sono in vacanza, proprio sul Monte Albano, proprio a Villa Bibbiani. Chiacchierano. Parlano di vita, arte e bellezza. Qualcuno le accompagna. Magari l’amore compianto Boy di Gabrielle oppure l’artefice della giovane russa Tolstòj. E già che ci siamo aggiungiamo al ritratto il marchese Ridolifi il quale, con una forbice dal taglio lungo e sinuoso, recide un grappolo d’uva e delle camelie per omaggiare due tra i fiori più brillanti della storia.

DEA / V. GIANNELLAGetty Images

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