Il Museo del Novecento, il salotto di una Milano non scontata

In un viaggio nella Capitale della moda bisogna sempre trovare un momento per fare tappa in un luogo che riempie gli occhi e l'anima di arte, come questo.

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Vittorio Zunino CelottoGetty Images

Attenzione a non dare mai per scontata Milano. Chi pensa che sia solo la capitale della moda, che una volta fatto shopping a Via Montenapoleone e Via della Spiga, che visto il Duomo e i Navigli di Alda Merini (ma anche il Castello Sforzesco e il Cenacolo di Leonardo) hai visto tutto, sbaglia. C’è molto altro da vedere e di grande valore culturale, e una tappa imperdibile fra le tante è il Museo del Novecento. Situato all’interno del Palazzo dell’Arengario, in piazza del Duomo, ospita una collezione di oltre 400 mila opere di arte italiana e straniera del XX secolo. Anche se è molto difficile stilare una lista delle più importanti, vediamo insieme 10 fra le opere d’arte che possiamo vedere nel Museo del Novecento di Milano.

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Giuseppe Pellizza da Volpedo - Il Quarto Stato (1898-1902): La grande tela (famosissima) è il risultato finale di un processo creativo durato dieci anni, terminato dopo la sua prima esposizione alla Quadriennale di Torino nel 1902. Acquisito dal Comune di Milano nel 1922 con una sottoscrizione pubblica, il capolavoro rappresenta il passaggio dal Divisionismo di fine ’800 alla modernità.

Giorgio de Chirico - Autunno (1935) o Ritratto di Isabella Far al tramonto: La seconda moglie del pittore è rappresentata in un abito di seta cinese a fantasie floreali, seduta davanti ad un cielo al tramonto pervaso da nuvole rossastre.

Vasilij Kandinskij - Composizione (1916): dipinto ad acquerello e matita su carta. L'acquerello è firmato e datato con un monogramma in basso a destra "K 16". Una combinazione di segni geometrici, che devono comunicare all'osservatore una “necessità interiore” dell'artista, non esprimibile con parole o soggetti materiali.

Paul Klee - Wald Bau (1919): un immaginario infantile per costruire la sua composizione astratta di tipo geometrico. Tecnica mista su gesso.

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Pablo Picasso - Femme Nue (1907): L’opera riprende la figura in piedi sulla destra del grande dipinto di Picasso Le Demoiselles d'Avignon, una delle opere più complesse e cariche di significato della storia dell'arte del Novecento.

Amedeo Modigliani - Ritratto di Paul Guillaume (1916): Uno dei quattro ritratti dedicati da Modigliani a colui che fu trai suoi più sinceri sostenitori e collezionisti a Parigi. Gallerista e mercante, a sua volta pittore, Guillaume.

Renato Guttuso - Uomo che dorme, 1938: Sul finire degli anni '30 Guttuso porta a termine il primo quadro di dichiarato impegno politico-civile dedicato al poeta spagnolo Federico García Lorca, ucciso dai franchisti due anni prima. Uomo che dorme è una delle tre versioni dello stesso soggetto.

Piero Manzoni - Merda d’artista (1909-1910): una serie di barattoli simili a quelli della carne in scatola firmati e contrassegnati, appunto come ‘merda d’artista’. Con questa opera così provocatoria Piero Manzoni voleva svelare i meccanismi e le contraddizioni del sistema dell’arte contemporanea.

Umberto Boccioni - La Signora Virginia (1905): dal robusto plasticismo e che rimanda nella figura all'immaginario della donna, madre e casalinga, testimonia l'esito degli studi sulla luce in chiave naturalistica e chiaroscurale di Boccioni.

Piero Marussig - Donne al caffè (1924): un chiaroscuro efficace nel modellare il viso delle due donne. Anche gli oggetti sparsi sul tavolino e gli arredi sono realizzati attraverso la fusione di pennellate e superfici levigate. Lo stile di Marussing si avvicina alla plasticità del primo Rinascimento.

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