Carlo Cracco apre a Portofino un ristorante scatola del tempo (e sapori di domani)

Uno storico place to be del Tigullio rivive una nuova primavera.

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In un terrazzo raccontato da Hemingway o in un’estate nostalgica di Montale: scegliete il vostro universo temporale/letterario e ordinate da bere. Questo è il clima che si respira nella nuova avventura di Carlo Cracco, lì arroccato, letteralmente, sulla punta più alta del lifestyle italiano, a Portofino. La nuova residenza dello chef inaugura nel primo weekend di luglio ed è frutto di ambizione, memoria e scelte di territorio. Affidato allo studio Peregalli Cracco Portofino, nuovo indirizzo culinario del Tigullio, è un salto ambizioso non da poco: costruire nella roccia - mantenuta e auto-citata nella grotta bancone bar che accoglie all’ingresso - dialogare con i pescatori locali che portano pesce fresco (tra cui il gambero di Santa Margherita), formare nuove generazioni di chef nella grande cucina che ospita lo chef della Valle Camonica, Mattia Pecis, 25 anni e passo svelto.

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Per i molti milanesi che oziano il weekend nella vicina Santa (Margherita ndr) Cracco Portofino ricorderà Cracco in Galleria, specie nella formula colazione da consumare in terrazza, mentre per le cene e i pranzi l’offerta del menu spazia dal gourmet più classico alle scelte più pop e rapide. Se l’ambientazione ricorda un romanzo d’autore grazie alla cura con cui Laura Sartori Rimini e Roberto Peregalli hanno lavorato sul soffitto di cannucciato (provenienza Giappone) o sui tavoli smaccatamente nautici, la proposta culinaria premia la storia di Cracco e la snocciola alle generazioni future (e budget in divenire) tanto quanto sorprende gli armatori che arrivano in uno dei porti più intimi al mondo (ps. assicurata la discrezione grazie ai vetri oscurati) che potranno anche richiedere la presenza di uno chef privato a bordo.

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La celebre piazzetta di Portofino si arricchisce sì di un nuovo arrivato ma al tempo stesso riaccende le luci dello storico locale Pitosforo che sorgeva qui negli anni Cinquanta: mentre all’opening Carlo Cracco compone la sua insalata russa caramellata, questo angolo di blu e natura profumatissima si rianima come se il ristorante fosse sempre esistito. Difficile calarsi in panni così iconici come quelli di Portofino in così poco tempo: una sfida che il neonato ristorante è pronto a vincere anche con servizi ad hoc per il luogo come la cambusa by Cracco, le colazioni recapitate sugli yacht (ma diciamolo: anche fieri gozzi locali) per godere del tratto d’autore dal mattino a cena. Arrivederci con l’ultimo drink-ricetta con un bar e una cantina dei vini generosa (in primis con il territorio) che chiudono a mezzanotte.

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