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I genitori hanno un figlio preferito (e una ricerca americana spiega qual è)

Un nuovo rivoluzionario studio sfata i luoghi comuni e illustra le possibili conseguenze.

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Secondo uno studio iniziato nel 1989 dalla sociologa Katherine Conger dell’Università della California, pubblicato nel 2005 sul Journal of Family Psychology e rimaneggiato nel corso per dieci anni per verificarne la validità, il 70% dei padri e il 74% delle madri hanno confessato di riservare un trattamento diverso a uno dei figli, senza specificare (ovviamente) quale. Era emerso, dalla confessione dei figli, che il preferito dai genitori era il primogenito. «La nostra ipotesi di lavoro iniziale era proprio quella opposta, cioè che i ragazzi più grandi potessero sentirsi più colpiti da un trattamento preferenziale riservato ai piccoli di casa, proprio a causa della maggiore età», ha affermato incredula la Conger. Ora un altro colpo di scena!

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Secondo uno studio condotto presso la University of New York a Oneonta, sebbene nessuna mamma e nessun papà siano disposti a riconoscerlo, i genitori tenderebbero a favorire il figlio del proprio sesso, quanto meno a spendere di più per lui. Lo studio si basa su una serie di esperimenti sia di scenario sia sul campo su diversi campioni di genitori di paesi e culture diverse con figli di entrambi i sessi.

In un esperimento, ai genitori veniva data la possibilità di scegliere a chi dei propri figli regalare una fornitura completa per la scuola ed è emerso che i papà tendevano quasi sempre a scegliere il figlio maschio, le mamme quasi sempre la femmina. In un'altra prova ai genitori è stato dato un biglietto della lotteria chiedendo di infilarlo in uno zainetto. Il 75% delle mamme ha messo il biglietto nello zaino delle figlie e l’87% dei papà ha fatto lo stesso con i maschi.

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Il risultato è stato poi confermato da altri esperimenti. Per esempio con buoni del tesoro messi a disposizione dei genitori: il padre è sempre più incline a favorire il figlio maschio, la madre la femmina. Gli scienziati hanno spiegato che questo comportamento si allinea con l’innata natura umana di sostenere le persone con cui ci identifichiamo. Due domande sorgono spontanee: se le stesse preferenze si dovessero ripetere anche fuori dall'ambiente familiare le femmine potrebbero essere svantaggiate in contesti in cui le figure di potere sono quasi sempre di sesso maschile come in molti ambiti lavorativi? Di contro i maschi potrebbero essere svantaggiati in contesti in cui le figure di potere sono quasi sempre di sesso femminile come nell'ambiente scolastico?

photo: GettyImages.com

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