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I 10 errori più comuni che commettono i genitori (e che rovinano i figli)

Dall'avere sempre fretta al non leggere loro le favole passando per li fare distinzione di genere.

Troppe punizioni? Troppa fretta? Un ambiente non idoneo? Alla nascita di un figlio non vengono consegnate le istruzioni per l'uso, quindi genitori si diventa. È normale commettere errori. Esistono, però, i consigli degli esperti che aiutano a capire gli sbagli e a diventare guide migliori. Eccone 10.

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1. Non arredare una casa secondo il metodo Montessori. I bambini dovrebbero vivere sempre in un ambiente accogliente, ma soprattutto "su misura". Quali sono i requisiti necessari perché una casa sia il più abitabile possibile per uno o più bambini? L'ambiente domestico sarà dinamico perché cambierà con il passare degli anni e dei loro bisogni,e arredato in modo tale da dare loro gli strumenti per incoraggiarli a diventare sempre più indipendenti, responsabili e auto-motivati.

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2. Non leggere loro fiabe e racconti. Perché è così importante raccontare le fiabe ai bambini? È giusto saltare delle parti della storia? Perché le fiabe classiche sono più "importanti" delle favole? Secondo la dottoressa Maria Teresa Sagna, psicologa Psicoterapeuta di Torino, le fiabe tranquillizzano, divertono e incantano i bambini.

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3. Non aiutarli a superare la paura del buio. Questa paura fa parte della maturazione emotiva e dura fino all'età di 12 anni circa. Un bambino prima di questa età non ha la maturità emotiva di un adulto, ma una capacità immaginativa e una sensibilità tattile molto più sviluppate rispetto a un adulto. La prima cosa da fare è rassicurarlo, mai ridicolizzarlo, spiegandogli in modo empatico che tutti da piccoli abbiamo avuto paura del buio e che la paura è un'emozione esattamente come la gioia e la tristezza.

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4. Non far fare loro il test del QI. Essere plusdotati, cioè avere un alto potenziale cognitivo, a volte significa annoiarsi più degli altri e perdere facilmente la concentrazione. Sapere di avere un QI più alto della media è importante per capire determinate caratteristiche, positive e/o negative, e soprattutto saperle gestire e giustificare, e accompagnare i bambini verso le loro predisposizioni.

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5. Fare distinzione di genere. Si parla tanto di uguaglianza tra i sessi e poi si crolla davanti a una legittima e naturale richiesta infantile! per esempio se un bambino di tre anni desidera oltre a Captain America e al camion dei pompieri, anche una bambola, è giusto regalargliela. Ma cosa c'è di così strano? Non esistono forse i papà, i fratelli maggiori, gli zii, i nonni, i pediatri? Prendersi cura di un piccolo è la cosa più naturale e ancestrale che esista! Nessun gioco è per femmine o per maschi.

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6. Non vaccinarli. Non vaccinandoli, si mette a rischio l'intera comunità, soprattutto gli immuno-depressi e chi ha manifestato una grave reazione allergica a una precedente dose del vaccino o a uno dei suoi componenti, individui ai quali quindi la vaccinazione è controindicata. «Ora non vediamo più i danni di molte malattie infettive proprio perché la coperture vaccinali di massa le hanno eliminate», spiega Chiara Segré, biologa e dottore di ricerca in oncologia molecolare presso la Fondazione Veronesi.

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7. Non sapere tutto, o quasi, sul bullismo. Le segnalazioni di episodi di bullismo e cyberbullismo riguardano il 10% delle richieste di aiuto rivolte a Telefono Azzurro. Secondo un’indagine Doxa il web in generale non viene percepito come un posto sicuro, ma come terreno fertile di hate speech, ogni discorso che incita la violenza o azioni mirate ad aumentare il pregiudizio contro categorie di persone (orientamento sessuale 23%, la razza 20% e le caratteristiche fisiche 16%).

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8. Punirli. «Non ha nulla a che fare con l’educazione. Le punizioni sono elementi estranei ai processi educativi, non hanno nessuna chance di favorire davvero la cresciuta dei nostri figli. Meglio puntare sulla buona educazione, sulle mosse giuste e sull’organizzarsi bene», spiega Daniele Novara, tra i più autorevoli pedagogisti italiani, counselor, autore, formatore e fondatore del Centro Psicopedagogico per l'educazione e la gestione dei conflitti.

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10. Non creare un punto di collegamento quando si è lontani. Come colmare quei momenti di vuoto affettivo e/o di magone? Per esempio facendo il pieno di coccole, mantenendo più o meno le stesse abitudini soprattutto nei momenti più delicati come la messa a nanna e il risveglio, comunicando il tempo della lontananza, lasciando un messaggio che gli scalderà loro il cuore, indossare una maglietta, un braccialetto, un foulard... uguale.

Crediti foto: Getty Images

Credito foto di apertura Edward Jenner’s Smallpox Discovery by Alexia Sinclair (artofsavingalife.com)

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