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«Da hostess vi dico cosa non dovreste mai mangiare in aereo»

Il caffè dimenticatelo, il panino imbottito non appoggiatelo (mai), il braccio alzato per chiamare l'attenzione...anche no.

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Una delle scene più trash e belle di Una hostess tra le nuvole con Gwyneth Paltrow (filmone in cui Gwyn avrebbe sì meritato l’Oscar simpatia) vede la Paltrow sognare di servire riso basmati e gamberi scottati in prima classe su un volo di linea New York - Parigi. Un sogno, appunto perché è innegabile che il cibo in volo, anche quando cucinato da chef eccellenti (basti pensare al servizio di prenotazione Book the Cook di Singapore Airlines che permette di prenotare il menu a bordo, tra gli chef anche Carlo Cracco) sia un’esperienza che non include per forza l’espressione WOW. Anzi. Soprattutto perché, e Gwyneth Paltrow nel film insegna, non si vola sempre in prima classe: il 95% dell’umanità vola in economy e mangia economy. Che siano panini imbottiti di cetriolini e formaggio all’aglio, che sia un polletto saltato nei peperoni, il problema dell’economy è che mangiare in aereo ha più effetti collaterali del bere il quarto margarita di fila. A confermarlo a Design Taxi via Huffington Post UK è stata la ex hostess e ora travel blogger Kelly Payne che ha attraversato il mondo servendo piatti non sempre da prima classe. «Prima cosa: mai-mai-mai bere il caffè in aereo. L’acqua con cui viene preparato non proviene da una bottiglia di acqua minerale, non ce ne sarebbe a sufficienza in volo, è acqua potabile…discutibile» racconta la ex hostess «le valvole per pulire i rifiuti delle toilette e quelli per riempire l’acqua pulita con cui fare il caffè sono molto vicini e talvolta serviti dalle stesse persone». Ps. Sull'igiene in volo si apre un altro, lunghissimo, capitolo.

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Volo intercontinentale: sicuri di voler alleviare i nervi con un drink rinforzato? Pensateci «proprio perché è gratis non pensiate che si tratti di un vero rum e coca. Spesso è solo coca (e magari neppure Coca-Cola ndr) con un filo di rum messo sul bordo del bicchiere per dare l’effetto immediato…ma poi». La questione delle hostess alias cameriere in volo è un cliché duro a morire. Anche in tempi di compagnie low-cost dove il bicchiere d’acqua minerale costa due euro. Per questo nella lunga confessione su quello che accade in aereo la Payne ha rivelato che le hostess odiano essere trattate come cameriere o colf tutto fare «gli assistenti di volo non sono lì per essere i vostri camerieri. Certo lo facciamo e nelle migliori maniere possibili ma siamo persone accuratamente addestrate per la sicurezza, vostra e del veicolo». Postilla non da poco perché se fate innervosire oltre misura un cameriere l’incognita all’arrivo del piatto è abbastanza prevedibile. Idem per la hostess che poco prima vi ha chiesto di allacciarvi la cintura di sicurezza.

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