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Il primo amore non sarà MAI potente come il secondo. E la ragione è molto semplice

Indimenticabile, ma così così. La prima persona della vita è anche quella che la rovinerà per sempre?

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Lo abbiamo pensato tutti, almeno una volta nella vita. Il primo amore è indimenticabile, ma così così. Soprattutto se a quella cotta clamorosa è seguito un cocente addio (deciso dall’altro), l’opera di autoconvincimento (tipo: «è stato il primo ma come lui, beh chissà quanti altri…») dura da una vita. Ma c’è chi, nonostante gli anni trascorsi, e i cambiamenti radicali di vita, in qualità di eterni sognatori e romantici fino al midollo, a quella bellissima prima persona ci pensano ancora. Oggi in soccorso ai quei cuori riparati ma compromessi, arriva la storia di Guendalina Pope, ripresa dall’Huffington Post USA. Un racconto a cuore aperto di una ragazza del Colorado che potrebbe trasformarsi nel manifesto delle seconde volte. Nettamente (a suo dire) migliori delle prime.

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Perché? Lo spiega lei stessa. «La mia prima storia d’amore», racconta, «è stata unica. Mi dicevo: "ecco, ho trovato il mio Romeo". Ok, ero poco più che una ragazzina, ma i miei sentimenti erano proporzionati alla me di allora. Ma quella prima esperienza è coincisa con la fase più delicata della crescita: l’adolescenza. E in breve tempo da favola si è trasformata in un dramma. A ciascuna incomprensione, e ce n’erano parecchie, si scatenava una lite furibonda, e alla fine di ogni litigata finivamo per allontanarci sempre di più. Potevamo stare lontani per mesi. Ma lui tornava sempre. Eravamo giovani e insieme stavamo diventando grandi. Quella storia è stata piena di turbolenze e credo mi abbia segnato per tutta la vita». Il costume, la società, le grandi storie raccontate nei libri o nei film, ci insegnano a credere che non esiste cosa più romantica del continuare a ricordare con piacere il primo amore.

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Ma se non fosse così? Se il primo amore contenesse tutte le perplessità e le fragilità di quell’età così complessa? «Joe», così si chiamava il primo amore di Guendalina, «è sempre stato presente nella mia vita, perché lo voleva lui, e forse anche io. Anche se la nostra storia era finita, continuavamo ad avere bisogno l’uno dell’altra. Ma questo limitava le nostre esperienze, la nostra crescita. Poi la notte del mio 24esimo compleanno ho deciso: dovevo andare avanti. Feci i conti con il mio cuore malconcio. Da una parte avevo il terrore di fare la scelta sbagliata, perché Joe era (stato) il mio più grande amore, e forse lasciarlo andare poteva rivelarsi l’errore più grande che potessi commettere; dall’altra la paura di vivere con il rimpianto di non aver aperto il mio cuore a nessun’altro, mi tormentava. "Chissà", mi chiedevo, "forse il mio principe azzurro è ancora là fuori che mi aspetta”». E così è stato. La seconda persona più importante della vita di Guendalina è diventato suo marito.

Il primo amore è innocente, si va alla cieca, tutto quello che viene dopo è una bellissima incognita da vivere tutta d’un fiato.

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