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In che modo gli ecosessuali vogliono salvare la terra

La nuova pratica sessuale green abbracciata, per ora, da 100mila persone nel mondo.

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Innamorarsi di un'onda, prendersi una sbandata per un albero, flirtare con l'erba, accarezzare e lasciarsi accarezzare dalla sabbia. Se per una parte del mondo la natura è vista come un territorio da conquistare e depauperare per un'altra piccola, ma crescente, parte, è come come un abbraccio che ci ha avvolti alla nascita e che dobbiamo tenere stretto fino all'ultimo respiro, o sospiro. È quello che sostengono gli ecosessuali, 100mila più o meno tra uomini e donne nel mondo, che vogliono salvare la terra dal disastro ecologico e la amano a un livello tale da volerla "possedere".

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Ma come è nato il movimento ecosessuale? La sua nascita risale al 2008, ma è nel 2010 che Annie Sprinkle ed Elizabeth Stephens, artiste, attiviste e coppia, pubblicano l'ecosex manifesto sul loro sito SexEcology. Sempre nel 2008, Stefanie Iris Weiss, scrittrice e attivista con sede a New York, scrive il libro Eco-sex: Go Green Between the Sheets and Make Your Love Life Sustainable, pubblicato nel 2010, in cui spiega come avere una vita sessuale sostenibile. Dalla nascita del movimento molti sono stati gli incontri tra i suoi seguaci. Tra gli ultimi uno si è tenuto, come si legge su Vice, lo scorso novembre durante il Sydney LiveWorks Festival dove è stata allestita l'installazione interattiva Ecosexual Bathhouse, «una bizzarria che vuole dissolvere le barriere tra le specie proprio quando ci siamo infilati nel tunnel senza ritorno», come la descrivono i suoi creatori, gli artisti Loren Kronemyer e Ian Sinclair di Pony Express.

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Jennifer Reed, dottoranda in sociologia presso l'Università del Nevada che sta scrivendo una tesi sull'ecosessualità, afferma che il numero di persone che si identificano come ecosessuali è aumentato notevolmente negli ultimi due anni e le ricerche su Google ne testimoniano il crescente interesse. Amanda Morgan, anche lei della UNLV School of Community Health Sciences, ed ecosex, afferma che l'appartenenza al movimento potrebbe essere misurata secondo la scala Kinsey: «a un estremo ci sono le persone che usano sex toy ecosostenibili o cui piace passeggiare nude in mezzo alla natura, all'estremo opposto ci sono le persone che vogliono avere orgasmi in mezzo al fango, che hanno rapporti sessuali con gli alberi e che si masturbano sotto le cascate».

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