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Se non trovate lavoro su LinkedIn è (anche) perché non conoscete questi 10 trucchi

How to: punto per punto gli errori da correggere per farsi rintracciare dai recruiters delle aziende

Usare Linkedin
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Tempo fa su Facebook circolava una clip di The Jackal in cui un ragazzo veniva convocato da un’azienda che aveva selezionato il suo profilo su LinkedIn. E lui, basito, commentava «Nessuno trova lavoro con LinkedIn!». In realtà non è vero. Anche se vi sembra che il vostro nome venga ignorato da tutti (oppure vi arriva la notifica “il tuo profilo sta riscuotendo successo! Guarda chi lo ha visitato!” ed era solo una vostra amica), le più importanti agenzie di cacciatori di teste rastrellano attentamente il social network nato - e cresciuto - per lo sviluppo di contatti professionali. Allora perché i selezionatori non sono mai interessati al vostro contatto? La risposta è semplice: il profilo ha qualcosa che non va. Secondo ###i

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10. Compilare bene alla voce "informazioni". Sembra paradossale, ma spesso nei profili manca il settore preciso di appartenenza attuale, la funzione aziendale, la localizzazione geografica è assente o generica. Questi sono invece tra i filtri più utilizzati dai recruiter, di sicuro i primi. Non inserirli, o non aggiornarli, esclude da molte ricerche.

9. Inserire solo il job title. Può essere poco significativo: molto meglio invece descrivere nell’apposito campo le attività, i progetti svolti, le responsabilità sostenute, i risultati ottenuti.

8. Informazioni reali rispetto al curriculum. Sembra assurdo, eppure succede anche questo. Il recruiter trova nel campo “esperienze” cose diverse da quelle riportate nel profilo. Date diverse, nomi di aziende assenti in uno e presenti nell’altro. Il profilo deve essere totalmente coerente con il CV.

7. Includere una biografia di sé (breve, please). Scrivere una breve storia in meno di 15 righe che racconti qualcosa in più di voi rispetto alle esperienze riportate sul profilo, e in cui parlare dei propri obiettivi professionali, aiuta i recruiter a farsi un’idea più completa della vostra esperienza e delle intenzioni.

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6. Referenze nell’apposita sezione PLEASE! Non avere nessuna referenza leva credibilità al profilo, impedisce di mostrare come gli altri, amici e colleghi, riconoscono i nostri punti di forza. Per ottenerle si può iniziare rilasciandone a persone più vicine o stimate professionalmente.

5. Candidarsi in fretta! Presentare subito la propria candidatura non appena si entra in contatto con qualcuno. Fa tanto stalker e disperato. Prima di proporsi,invece, è meglio creare una relazione con la persona, cercando di capire con qualche domanda il motivo del contatto e se ci siano opportunità in linea con il proprio profilo.

4. Avere una rete di contatti non troppo selezionata. Chi mostra vende, diceva un vecchio adagio, e su LinkedIn i contatti derivano dalle connessioni. L’eccesso di privacy qui è controproducente perché una rete troppo ristretta rende un candidato difficilmente raggiungibile dai recruiter. È importante però connettersi soprattutto con profili con cui si hanno interessi professionali in comune. Se il vostro ambito di competenza è la profumeria e vi chiede il contatto un commerciante di salumi, è probabile che voglia solo broccolare (nel posto sbagliato).

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3. Vietato usare LinkedIn solo come vetrina del proprio CV.Essere un utente passivo impantana il profilo. Ciò che aumenta la propria visibilità è l’uso attivo: partecipare alle discussioni nei gruppi riguardanti il contesto professionale di interesse, commentare e condividere post altrui e pubblicare almeno due post a settimana.

2. Azzeccare la fotografia. Occhiali da sole, selfie, foto di gruppo. O peggio ancora, in costume da bagno in Sardegna o in piena bisboccia a Ibiza. Sì, c’è gente che pubblica su Linkedin foto con la lingua di fuori o la bocca a becco d’anatra. O con le mani nel gesto dell’I love you. Evitate. LinkedIn è una vetrina professionale. Un bel primo piano sorridente (senza cane o gatto!) andrà benissimo.

1. E in cima alla classifica degli errori più comuni: usare LinkedIn come fosse Facebook. I due social network hanno scopi completamente diversi. LinkedIn permette di far conoscere e riconoscere la propria sfera personale, quindi i contenuti condivisi devono rimanere attinenti a questo aspetto. E bisogna tenerlo sempre presente.

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