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«Il mio fidanzato guadagna quattro volte me e paga i miei conti. E mi sta bene così»

Stile di vita, stipendio e sogni. Sono queste le variabili (alias le tre esse) che influiscono di più sul rapporto?

Quando lui guadagna più di lei ma a lei non dà fastidio
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La solita vecchia storia. Lui guadagna più di lei e di lei paga i conti. E a lei non dispiace affatto. Un siparietto abusato, logoro e quasi compromesso - a causa dell’altro siparietto suo competitor che vede lei sempre più facoltosa di lui. Ma la solita vecchia storia interessa ancora, a Refinery29 soprattutto, che l’ha voluta approfondire intervistando una giovane donna americana che non guadagna male, ma molto meno rispetto al compagno e che, a patto di restare anonima, ha deciso di parlare di entrate (d’altronde, vergognarsi di rivelare quanto si guadagna è ancora un tabù?), possibilità, sogni e stili di vita. Una coppia e due stipendi molto diversi, come si trova l’equilibrio (economico?)

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«Ho 26 anni e il mio ragazzo 29, siamo fidanzati da quattro anni e viviamo a San Francisco. Io mi occupo di marketing e oggi guadagno circa 75mila dollari l’anno. Lui lavora in banca, nel ramo investimenti, e arriva a guadagnare anche 300mila dollari l’anno. Quando ci siamo conosciuti, più di cinque anni fa, però la situazione era diversa. Io guadagnavo meno della metà di quello che guadagno oggi e non conoscevo la situazione di lui. Dopo circa un anno di relazione siamo andati a convivere ma a causa delle mie entrate scarse e delle spese costanti, mi concedevo pochissimo e rinunciavo a un sacco di cose. Lui se ne accorgeva e per sollevarmi da qualche pensiero mi propose di dividere il costo dell’affitto in proporzione alle entrate di ciascuno. Fu allora che mi resi conto di quanto in realtà guadagnasse. Mooolto più di me. Per lui, con divario sui guadagni simile, dividere equamente le spese con un era impensabile. Io ero incerta, ma dopo aver pensato molto alla sua proposta, ho accettato. Se questo ha influenzato il nostro rapporto? Affatto, anzi. Più chiarezza e praticità di così!

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Oggi la divisione delle spese quotidiane, uscite e vizi compresi, è quasi equa. A turno paghiamo per l’altro. Abbiamo l’abitudine di mangiare fuori il fine settimana e capita spesso che io pago la cena del venerdì e lui quella del sabato, o viceversa. La spartizione del denaro invece cambia quando lui mi propone (come fa almeno una volta l'anno!) uno dei suoi folli viaggi in Europa con la famiglia. La maggior parte delle volte lui paga anche la mia parte perché io non potrei permettermi una spesa simile, e sarei costretta a rinunciare. Ma lui lo vuole fare perché sono trasferte alle quali tiene molto e ha piacere che partecipi anche io, quindi l’investimento (per lui minimo) mia parte compresa, non gli pesa affatto. E se devo essere sincera non pesa nemmeno a me. Non capita spesso, sono ricorrenze speciali, quindi se mi vuole con lui e le condizioni sono queste, non ci vedo niente di male.

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Per pareggiare le spese cerco di proporgli più viaggi negli Stati Uniti, in questo modo anche io posso dare il mio contributo, e poi amo fargli i regali! Per il suo compleanno o per San Valentino, non bado a spese! Ok, accetto che mi paghi qualche extra perché se grazie alle sue possibilità può concedersele, è giusto che non si limiti per causa mia. Non voglio essere un peso, non voglio che lui ridimensioni le sue possibilità perché non coincidono con le mie, non voglio che modifichi il suo stile di vita in base al mio, per questo, nei limiti, gli concedo di fare anche per me. Quello che invece non ho mai accettato è il suo denaro come prestito, anche in un momento molto complesso della mia vita lavorativa, ho preferito chiedere aiuto alla famiglia, non a lui. Lo amo e gli sarà sempre grata per tutto quello che fa per me, però perché approfittarne quando posso cavarmela benissimo da sola?».

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