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È ufficiale, stare a casa è il nuovo uscire

Dal party-monster ai pigiama party, dalla pista al post. Ma una costante resta: cameretta place to be.

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Per essere cool questo inverno bisogna essere (o fare) Hygge. Un termine che sintetizza un concetto danese ben più complesso traducibile nello “stare insieme in un posto accogliente”. Ma anche gli oggetti possono essere Hygge, quelli che garantiscono l’effetto cocoon come le sciarpone over amatissime dallo streetstyle di New York ad esempio, ma anche i pullover giganti di lui o le coperte tricotatte. Per essere cool questo inverno bisogna stare a casa. È ufficiale, dopo il giovedì che diventa il nuovo venerdì, ora il non uscire è il nuovo uscire. I Millennials confermano, il loro divertissement è totalmente diverso da quello di qualsiasi altra generazione (chissà cosa penserebbero dell’adolescenza sognante di Damien Chazelle, regista 32enne di La La Land, che ai tempi del college formò una band con il suo amico del cuore e autore delle musiche del film Justin Hurwitz. Insieme suonavano in uno scantinato sognando Broadway. Quella era la loro comfort zone, il loro Hygge). Le loro abitudini sono distanti anni luce da quelle di chi era adolescente negli anni Novanta, oggi tra loro e il desiderio di stare fuori di casa il maggior tempo possibile si sono intromessi almeno CINQUE fattori.

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I Millennials e il wellness I Millennials e lo yoga, i Millennials e la meditazione. Dall’America è in arrivo uno tsunami di tranquillità e di ricerca di equilibrio che sta già contagiando anche gli europei under 30. Se negli anni Novanta la massima forma di ribellione degli adolescenti cresciuti nella noia profonda delle periferie era avvicinarsi al proibito, oggi ci si allontana dalla frenesia della maturità chiudendo gli occhi e facendo grandi respironi. Dalla panchina del parchetto al tappetino da yoga. Ma una costante resta: cameretta place to be.

I Millennials e il lavoro I Millennials e il lavoro agile. Inutile, in bilico tra aspettative e realtà. La maggior parte di loro abbandona il primo impiego. Colpa loro e delle loro preteste spropositate? Forse basterebbe dare loro occupazioni sensate. In ogni caso: preferiscono lavorare da casa.

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I Millennials e l’ossessione healthy Da popolo di poeti a tribù di corridori. I Millennials sono runner, vestono completini sporty e bevono smoothies verdi. Una generazione informata su tutto che vuole vivere senza sensi di colpa, senza olio di palma e senza glutine.

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I Millennials e lo streaming “Facciamo il dritto”, si diceva una volta. Lo dicono ancora ma si riferiscono alle maratone della serie tv del cuore (da vedere con le amiche del cuore). Stesse notti insonni, sogni diversi, stesso hangover ma diverso mal di testa.

I Millennials e i social Dalla pista al post la condivisione è immediata. Dai privé inaccessibili ai profili privati. Perché uscire quando per farsi notare basta connettersi e postare? Perché uscire con gli amici se si può essere aggiornati su tutto grazie a Snapchat? Per alcuni è una benedizione, per esserci basta una connessione agile. Pigrizia 2.0.

Un dubbio resta: se ai Millennials piace così tanto stare a casa come mai le statistiche li danno come generazione in assoluto meno attiva sessualmente? Bah.

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