Il nuovo cinema della Fondazione Prada è il più democratico di Milano

Grandi classici e blockbuster, opere d'avanguardia o d'antan, sotto la Torre di Koolhaas c'è spazio per tutti (i fotogrammi).

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Per le settimane che iniziano con caldi tropicali e finiscono con il farci riprendere i maglioncini di cachemire che avevamo rintanato nel posto più nascosto dell’armadio. Per i giorni che partono NO e finiscono con un gran SÌ, lo voglio (vedere) il film che non vedevo da una vita. Per i momenti in cui abbiamo solo voglia di prendere il motorino e non pensare a nulla, solo alla via con meno semafori per arrivare più velocemente in Largo Isarco. Dopo aver issato la torre più urban della città durante il Salone del Mobile 2018, la Fondazione Prada di Milano aprirà le porte del suo cinema, l’unico presente nella Zona 5 del capoluogo lombardo.

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Il nuovo cinema Pradadiso ops il nuovo cinema della Fondazione Prada di Milano avvierà la sua programmazione cinematografica (in lingua originale, ovvio!) a partire dal prossimo 3 maggio, dal giovedì alla domenica, con dieci proiezioni settimanali. La gestazione del progetto? Deve moltissimo alla profonda riflessione sul significato della presenza di un cinema all’interno di un’istituzione meravigliosamente votata alle arti visive. E che ha promosso attività da mille e un’occasione in partnership con (giusto per fare due nomi...) il Tribeca Film Festival, la Mostra del Cinema di Venezia o registi internazionali come Roman Polanski e Alejandro González Iñárritu.

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I classici possono convivere con i blockbuster, le opere d’avanguardia con quelle d’antan, gli emergenti con i mostri sacri. Il cinema della Fondazione Prada è un multi-sala multi-identitario e, per questo, smaccatamente e cinematograficamente democratico. Spontanei curiosi, esperti per finta o per davvero, studenti di cinema/architettura/agronomia… famiglie bimbi al seguito, coppie col desiderio di tenersi la mano all’ombra della Torre di Koolhaas. Il cinema di Auguste e Louis Lumière non amava le gerarchie, nasceva piuttosto per formare, far incontrare, comunicare e far comunicare la pluralità. E qui sta la quintessenza di una delle poche istituzioni in Italia che continua ad interrogarsi sull’impegno culturale del Paese. Bravò.

P.S. Post proiezione? Il bicchiere della staffa e della Luce, nel bar più simmetrico di tutta Milano…

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