Eventi a Roma: il Maxxi Bulgari Prize punta sui millennial

Talia Chetrit, Invernomuto e Diego Marcon. Sarà uno di loro l'artista vincitore del MAXXI BVLGARI PRIZE

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Courtesy photo

Segnatevi questi tre nomi: Talia Chetrit, Invernomuto e Diego Marcon. Sarà uno di loro il vincitore del prestigioso Maxxi Bulgari Prize, il progetto-mostra griffato dal più importante museo d’arte contemporanea della Penisola, che punta tutto sui giovani artisti italiani (e non solo), grazie alla partnership con Bulgari. «L’arte si alimenta e costruisce come se fosse una collana di perle. Sostenere i giovani significa investire sulla creatività del nostro tempo», ha spiegato Jean Christophe Babin, Ceo della maison, che garantirà il suo supporto all’iniziativa per i prossimi 6 anni.

A scegliere il vincitore del premio sarà un dream team di addetti ai lavori: Hans Ulrich Obrist, direttore artistico della Serpentine Gallery di Londra, Hou Hanru, direttore artistico del Maxxi di Roma, Yuko Hasegawa, direttore artistico del Mot di Tokyo e Bartolomeo Pietromarchi, direttore dell Maxxi Arte. «C'è un grande fermento fra i giovani artisti italiani, che sono fra i più vitali di tutto il panorama mondiale - ci ha raccontato Obrist, curatore star, considerato quasi una divinità fra gli addetti ai lavori (c'è chi lo ha definito una sorta di Giorgio Vasari contemporaneo) - Ecco perché un premio con queste caratteristiche riveste una grande importanza. Ma il dinamismo creativo nel vostro Paese coinvolge non solo l'arte ma anche il mondo dell'editoria artistica, che produce continuamente nuove pubblicazioni e progetti innovativi. In questo l'Italia è davvero all'avanguardia. Un modello da seguire».

Hans Ulrich Obrist
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L'esposizione (1 giugno-28 ottobre), a cura di Giulia Ferracci, è un viaggio a volte crudo, a volte poetico attraverso la visione del mondo di tre artisti nati negli anni 80. Il tour inizia con un lavoro di Invernomuto: il duo mette in scena un’opera inquietante, sensoriale e multimediale, composta da un film che fonde i conflitti di ieri e di oggi, un’installazione sonora, una scultura e un profumo, mixando linguaggi ancora una volta diversi, vero e proprio trademark della loro poetica.

Poi è il turno di Marcon, che presenta Ludwig, video dal loop ipnotico in cui un bambino intona un canto accendendo un fiammifero all’interno di una nave in balia di una tempesta.

The flintlock (Dick the Stick’s saga), 2016 Diego Marcon. Photo: Paco Gómez
Courtesy Art Situacions

L’ultimo atto, infine, è firmato dalla fotografa americana, Talia Chetrit che attraverso scatti fatti di sesso, intimità, amicizia, trasgressione, reinterpreta il rapporto tra corpo, sguardo e identità.

Ever (Wet), 2018 Talia Chetrit
Courtesy the artist, Kaufamnn Repetto Milano / New York and Sies + Höke, Düsseldorf

Save the date: il 13 ottobre quando la giuria annuncerà il vincitore. L’opera presceltya entrerà a far parte della collezione del Maxxi.

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