Siamo davvero pronti a cambiare le nostre abitudini per l'ambiente?

Ne abbiamo parlato con una scrittrice e una conduttrice tv con le idee molto chiare: il climate change è una questione non solo ecologica ma anche di salute, rispetto, ma soprattutto educazione. Partendo dalla cura delle cose più semplici.

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Rasmus Smedstrup Mortensen su Unsplash

«Ci preoccupiamo troppo del cibo e quasi per niente del pianeta che ci ospita»

Caterina Balivo. Nata a Napoli 38 anni fa, debutta nel mondo dello spettacolo da teenager partecipando a Miss Italia. Ha appena pubblicato il suo primo libro, Gli uomini sono come le lavatrici (Mondadori). Conduce tutti i giorni dalle 14 su Rai1 il programma Vieni da me, del quale è anche autrice.
Assunta Servello

«Mi meraviglia che le persone facciano tanta attenzione a quello che si mangia senza interessarsi all'ambiente. Ci sono dati allarmanti sulle morti precoci, mi stupisco di come ci sia una tale disinformazione sul tema. Se la gente non si sveglia non ci sarà più tempo. Consiglierei di usare il riscaldamento solo quando fa freddo. Avere la casa troppo calda fa male. Io a Milano non uso la macchina, mentre a Roma non posso non farlo. Ho insegnato a mio figlio a chiudere l’acqua in doccia quando non serve. Me lo hanno insegnato i miei genitori e io lo trasmetto ai miei figli. Non compro l’acqua in bottiglia, semmai uso quella del rubinetto. Ho iniziato a farlo da quest’estate, al mare, e spero di poterlo fare nella mia casa di Roma. Sono positiva, vedo che nella scuola di mio figlio sui temi ambientali si fa informazione. Ogni anno c’è la Giornata Mondiale dell’Ambiente. Mi meraviglia che ci sia un presidente degli Stati Uniti che non presta attenzione a questo tema, catapultandoci cent’anni indietro. Cambiare abitudini, per me, come per la protagonista del mio primo romanzo, è fondamentale. Ti dà voglia di fare altro, di vivere in modo adrenalinico. È una ragazza spiritosa, magnetica e sincera che ha deciso di cambiare città, lavoro e fidanzato, visto che è alla costante ricerca del vero amore. Il suo atteggiamento la porta a cambiare uomo piuttosto spesso, anche perché quello si può sempre cambiare. In fin dei conti, l’unico suo punto fermo rimane la lavatrice».

Yuri Arcurs peopleimages.comGetty Images

«Si può partire dal proprio terrazzo disastrato per fare la differenza»

Ilaria Bernardini. Milanese, 41 anni, sceneggiatrice e autrice, ha scritto diversi romanzi intimisti tra cui Faremo foresta (Mondadori). Top secret il titolo del suo prossimo romanzo, di cui Fremantle ha comprato i diritti cinematografici.
Alessia Bernardini


«Sento che la presa di coscienza è reale, concreta, mai come in questo momento. La chiamata è chiarissima ed evidente. Vedo molti segni di cambiamento, nelle mie abitudini e in quelle delle persone che mi circondano. Certo, è una lente microscopica su un mondo microscopico, però può contribuire a fare la differenza. Paradossalmente non siamo mai stati così circondati da cose orrende e nello stesso tempo non siamo mai stati così consapevoli. Viviamo iperconnessi, ci scambiamo miriadi di informazioni. È impossibile fare finta di niente. Andiamo al lato pratico. È intollerabile che nei supermercati ci sia ancora così tanta plastica: guanti, involucri per frutta e verdura. Io non li uso più, vado alla cassa con lo scontrino applicato su ciò che acquisto, senza nessun sacchetto. Funziona. Sulla plastica le nuove generazioni hanno una percezione completamente nuova del disastro reale, soprattutto rispetto a chi come me è cresciuto negli anni 90. Non è più soltanto un problema ecologico, è un serissimo problema per la nostra salute. Partire dalla cura delle cose più semplici aiuta. Accudendo le proprie piante su un terrazzo disastrato, in un momento disastrato della propria vita, si può rinascere. Le piante creano legami anche umani. E Milano in questo senso sta dando una grande lezione alle altre città».

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