Forse un giorno un bicchiere di plastica del caffè varrà più dell'oro

L'Unione Europea ha deciso: dal 2021 saranno vietati moltissimi oggetti di uso comune che stanno lentamente uccidendo l'ambiente (e che potrebbero diventare reliquie di valore).

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Martino Pietropoli/Unsplash

Scommessa aperta: un giorno quelle forchette di plastica che stiamo gettando via potrebbero essere esposte in un museo, potrebbero pendere da un avveniristico collier di Vivienne Westwood o di Stella McCartney in eco-memoria del passato. Quelle schiscette (per i non nordici: le vaschette con il cibo portato da casa in ufficio) che laviamo la sera a casa potrebbero finire in un museo. Tutto ciò potrebbe prendere anche un certo valore di modernariato. L’Unione Europea e il Consiglio hanno infatti compiuto un passo avanti nel percorso che porterà all’estinzione e al divieto della plastica monouso con un accordo importante, che dovrà ora essere approvato dal Parlamento Europeo, e poi pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Ue. Subito dopo, gli Stati membri dovranno recepirlo entro due anni e dovranno iniziare da subito a mettere i fabbricanti in condizione di riadattarsi nella produzione di qualcos’altro. Morale: quello della plastica vietata nel 2021 è un sogno (per gli ecologisti) che sta per diventare realtà.

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Prima di sbuffare, tenete conto che si è calcolato che se tutto il pianeta non prenderà misure adeguate, imitando l’Unione Europea, nel 2050, nei mari ci saranno più pezzi di plastica che pesci, senza contare la microplastica invisibile che già si sta insinuando nelle acque che beviamo e persino le lenti a contatto gettate nel water, invece nella spazzatura, che si depositano sul fondo degli oceani sopprimendo l’ecosistema nella profondità. La mobilitazione sta smuovendo anche le coscienze di testimonial spontanei come la principessina Eugenie di York, che ci a tenuto a far sapere a tutto il mondo che le sue nozze sono state plastic-free: un gesto simbolico perché è improbabile che alle nozze di un membro della famiglia reale ci siano stoviglie di plastica, ma comunque ha permesso di parlarne. Ma oltre alle forchette di plastica (e a tutte le stoviglie di plastica), quali saranno gli oggetti messi al bando, che è bene sapere fin da ora per abituarci a dirgli addio? Si tratta di dieci oggetti diversi, di cui in prima fila ci sono i bastoncini cotonati (okay, i Cotton Fioc). Poi le cannucce, che Starbucks ha già deciso di mettere al bando spontaneamente dai suoi caffè. La lista comprende dei misteriosi “miscelatori per bevande” che non sono altro che i bastoncini con cui giriamo lo zucchero nel caffè, ad esempio. I micidiali bastoncini con cui si reggono i palloncini. I contenitori monouso del fast food (già alcune catene stanno cominciando ad adottare quelli biodegradabili).

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Interessante che nella normativa UE sulla plastica ci siano anche i mozziconi di sigarette, perché pochi sanno che occorrono 12 anni per smaltire i filtri. Noi dobbiamo avere il buonsenso di non gettarli a terra, o nel water, o peggio ancora in mare d’estate, ma i produttori di tabacco dovranno prendersi carico anche della loro raccolta e smaltimento (cosa che probabilmente li spingerà a produrne un tipo compostabile). Per alcuni oggetti in plastica ci sarà una proroga fino al 2025, per dare modo alla ricerca di proporre delle alternative, ad esempio per le vaschette in cui vengono vendute frutta e verdure a supermercato (evviva la busta di carta del negozietto!), ma anche le vaschette dei gelati (se ci installate nei supermercati dei distributori automatici per riempire le vaschette di vetro portate da casa, per noi va benissimo). E attenzione perché anche alle bottiglie di plastica dell’acqua minerale prima o poi dovremo dare l’addio. Nel frattempo, subentra l’obbligo di riciclarle TUTTE, almeno il 90% di quelle che escono dal negozio devono essere conferite per il riciclo. Niente di complicato, e si fa di tutto pur di non tuffarsi, fra qualche anno in vacanza, nella spazzatura.

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