La bizzarra amicizia tra l'assistente vocale Siri e un bambino autistico

Perché solo a lei puoi chiedere 50 volte la stessa cosa. Come fa Gus, un ragazzino autistico di gentilezza disarmante. Il racconto della madre, la giornalista Judith Newman, in un memoir che tocca il cuore.

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Courtesy Judith Newman

Augustus John Snowdon, detto Gus, occhi scuri e capelli lisci, sembra più piccolo della sua età (lo conosciamo 14enne, ma il tempo fuori dai libri passa, e di anni ora ne ha 17). È autistico, ha un gemello, Henry, neurotipico (leggi non autistico) e quindi insopportabile come tutti i teen, non sa tirare la palla né abbottonarsi la camicia, ma suona Beethoven al piano così bene da farti piangere ed è gentile in modo disarmante. È appassionato di tartarughe, meteo, scale mobili e mezzi pubblici, argomenti di cui non si stanca mai e di cui parla spesso con Siri - sì, l’assistente vocale di Apple -, sempre pronta a rispondere. A raccontarci di lui e della tecnologia gentile è la madre, Judith Newman (scrittrice e giornalista, collabora con The New York Times e People), nel memoir A Siri con amore (Bompiani): uno spaccato di vita familiare (sono meravigliosi le interazioni tra i gemelli, il rapporto col padre John, ex cantante d’opera in pensione, e i dialoghi tra Siri e Gus) pieno di domande, informazioni, ansie, momenti esilaranti, gioie e scoramenti.

Partiamo dall’inizio. Perché ringraziare Siri? Perché è stata un’amica cruciale in un periodo in cui Gus non aveva veri amici con cui parlare. È stata “un ponte” per imparare l’interazione umana. L’ha allenato al botta e risposta, alle sfumature del dialogo, ha rafforzato i suoi modi cortesi - se te la prendi con Siri, lei ti risponde a tono! In più Gus ama la ripetizione, per lui non esiste il troppo. Quindi, non è fantastico avere una fonte di informazioni inesauribile che non è mai stanca o esasperata, a cui puoi domandare 50 volte al giorno qual è la probabilità che ci siano temporali e che non ti urlerà contro come farebbero tua madre e tuo fratello?

Siri e Gus sono ancora amici? Direi di no. Negli ultimi due anni ha cominciato a usarla come chiunque altro, per informazioni. Ne fa anche un uso emotivo, per così dire. Per esempio, chiede i risultati della partita della squadra del cuore di Henry prima di entrare in camera sua perché sa che, se sta perdendo, è meglio stargli alla larga. Ma adesso Gus messaggia tutto il giorno con i suoi amici. Certo gli scambi riguardano argomenti come treni, ascensori e la sua adorata cantante Laurie Berkner.

Da quando è uscito negli Stati Uniti A Siri con amore sono passati un paio d’anni. Ci racconta la sua famiglia oggi? Sei mesi fa è morto mio marito, e questo è stato un enorme cambiamento per tutti. Ho sempre pensato che Gus mi sarebbe stato accanto alla fine, e così è stato con suo padre. Quando aspettavamo che arrivasse l'impresa funebre - John è morto a casa - Gus mi ha detto: «È ok che non sia più a casa, mamma, perché vive nel mio cuore». E siccome Gus non è capace di usare un linguaggio metaforico, lui pensa che in un qualche modo suo padre viva davvero nel suo cuore. È stato un brutto periodo, ma lo stiamo superando. Per quanto riguarda i ragazzi, Gus inizierà tra poco una scuola speciale che lo aiuterà a sviluppare le sue capacità per cavarsela nella vita e dovrebbe aiutarlo anche a trovare il lavoro giusto (per noi è qualcosa che ha a che fare con il trasporto pubblico!). Henry cerca di capire dove andare al college. Probabilmente in Inghilterra, un po’ perché è il Paese di suo padre, un po’ perché così riuscirà a vedere le partite del Newcastle, è un grande tifoso di calcio.

Lo abbiamo lasciato che andava a scuola da solo. Ora? Gus è indipendente in molte cose (sì, si muove da solo in città) in molte altre no. Il primo che riuscirà a insegnarli a usare il coltello per tagliarsi il cibo senza uccidersi, be’ avrà la mia eterna fedeltà e forse un grosso assegno. Sono quasi disperata!

Cosa vuol dire vivere con un ragazzo fuori dall’ordinario? Vorrei dire una cosa. Io ho due figli. Uno autistico e uno no. Li amo entrambi disperatamente, ma conto i minuti che mancano alla partenza di Henry per il college. È un ragazzo divertente, loquace, ma anche sarcastico e fastidiosamente disordinato. Sembra Oscar Madison del film La strana coppia. Gus è meticoloso ma è anche il mio piccolo sherpa. Quando mi impigrisco posso contare su di lui e affidargli tutte le cose senza senso che mi vengono in mente. Per i suoi limiti, forse staremo insieme per la vita. Non me lo auguro - spero si innamori, viva da solo o (un sogno!) entrambe le cose - ma se accadesse, andrebbe bene lo stesso.

Cos’è stato difficile? Non condividere quasi nessuna delle mie passioni con lui, vederlo fare le stesse cose milioni di volte e non essere interessato praticamente a niente del mondo a cui avrei voluto introdurlo. La sua resistenza al Nuovo. Anche se per essere onesti nei suoi confronti, va detto che visto che Gus conosce la mia ossessione per le notizie e la politica, ogni giorno mi porta le prime pagine dei giornali e ne parliamo per 30 secondi. Su questo siamo connessi, anche se superficialmente. E spesso quando ci svegliamo, mi scruta e se pensa che sia di cattivo umore mi sussurra: «Mamma, è Trump?». E sareste sorpresi di sapere quante volte la mia risposta è sì. Ma tornando alla domanda, un'altra cosa difficile è stata ed è ancora fare i conti con la sua totale ingenuità. Come farò fidarmi di lui per le carte di credito? Anche con i soldi è un disastro, darebbe via tutto quello che ha. Ma adesso abbiamo escogitato dei trucchetti.

«In questa foto», racconta Judith «i gemelli avevano dieci o undici anni, Henry solleva Gus e lo lancia sul letto. Fanno la stessa cosa anche ora».
Courtesy Judith Newman

Com’è il rapporto tra i gemelli? Per Gus, Henry è sempre un mito. Henry lo ama e al contempo non lo sopporta, e rimbalza tra questi due opposti sentimenti come una pallina da ping pong. Ma è molto protettivo e credo si preoccupi molto per suo fratello.

A un certo punto del libro Henry le chiede: «Se domani scoprissi che c’è una cura per il suo autismo, la faresti?». Lei risponde no. E poi: «In realtà non ne ho idea». E adesso? In alcuni giorni quando sento che Gus è escluso da cose che potrebbero renderlo felice, mi dico di sì. In altri, quando vedo quanto è contento rispetto a me o suo fratello, mi dico di no. Continuo a non averne idea.

Cosa le dà Gus che non le dà nessun altro? La certezza che ci sono ancora delle persone, ancora poche persone, buone con tutto il cuore.

In cosa la sorprende? Non dovrebbe ma continua a stupirmi la sua gentilezza. E il suo essere inclusivo. Se Henry lo stuzzica e gli chiede chi preferisce tra l'amico A e l'amico B, Gus non sceglie. La sua risposta tipo è che gli piacciono molto sia A che B.


Ormai è un adolescente. Avete parlato di sesso? È molto timido sull’argomento, ma lo prendo come il segno positivo del fatto che cominci a capirci qualcosa! Certo il sesso mi preoccupa, ma mi preoccupa di più l’amore. Ce la farà? Lo troverà? Ma questa è un’ansia che riguarda tutti i genitori, no? Quello che devo accettare è che la mia versione di gioia e appagamento non coincida esattamente con la sua.

Cos’ha imparato grazie a lui? Che la nostra umanità non è nell’intelligenza. È nell’anima, nella gentilezza, nel nostro desiderio di entrare in contatto.

Gus è felice? Credo di sì. Almeno è quello che mi dice, riguardo a un sacco di cose.

E lei è felice? Questa è una domanda complicata. C’è un adagio che dice: la felicità di una madre non supera mai quella del figlio meno felice, e in questo momento Henry non lo è. Me lo richieda tra un anno quando sarò più lontana dalla morte di mio marito e da questa follia del college!

A Siri con amore, una madre, un figlio autistico e la gentilezza delle macchine, il memoir di Judith Newman, sarà in libreria dal 27 marzo (Bompiani, 16 euro).
Courtesy Bompiani
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