"Alle mie figlie spiego che sulla luna ci andranno loro" Matteo Frigerio Country Manager di Airbnb Italia

Il 53% degli host della piattaforma di house sharing è donna. Il guadagno? Intelligenza, senso pratico ed empatia.

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PIOTR NIEPSUJ

Quando arriva una parola dal passato il risultato può essere un boomerang, ma se torna e colpisce sugli stinchi è davvero un ritorno inutile. In un clima primaverile in cui la parola sisterhood sta tornando come un boomerang dagli anni 70, dalle t-shirt alle parole manifesto di Robin Morgan che in quella parola ha costruito un popolo di donne, c’è già una buona notizia: con il termine sisterhood nessuno si farà male, anzi. Ma come si prende una parola e la si porta altrove? Su campi pratici, scrivanie, desktop e app? Qualche settimana fa, prima che Dior portasse quella t-shirt con la scritta Sisterhood a spasso nel mondo (virtuale e di atelier) eravamo a chiacchierare con Matteo Frigerio, country manager di Airbnb Italia, durante il primo Talk di casaMC. Il tema era un titolo provocazione: lo spazio delle donne. Le donne hanno uno spazio fisico che, a partire dagli anni Cinquanta, le ha rese protagoniste di campagne pubblicitarie che oggi indicheremmo come shockvertasing e che allora facevano vendere concentrato di pomodoro e aspirapolvere. Oggi, invece, parlare con un uomo come Matteo di spazio delle donne significa parlare di un 55% di donne che mantengono alti qualità e servizio delle case di Airbnb, la piattaforma di house-sharing più usata al mondo. Di questa maggioranza, che si è stancata di essere decodificata come quota rosa, vi è un 53% di host donne italiane. E se le donne sanno (stra)vincere nel condividere il luogo che un tempo era un’ovattata routine a rischio reclusione, ora da quelle case le donne di Airbnb arrivano a guardare più di 10 miliardi (500 milioni in Italia). Matteo Frigerio, marito e padre di due figlie, non ha mai il tono di chi si fregia di un titolo tout court. In equilibrio tra voce pacata e la velocità digitale di una community che alimenta dialogo, commercio e innovazione la sua è una visione genderless. E se la parola sisterhood incontrasse la sua evoluzione formato mobile che risponde al termine di community?

Quanto è cambiato il ruolo delle donne in Airbnb da che sei entrato in azienda?
Molto, ma senza strappi. L'azienda ha sempre riconosciuto il ruolo chiave delle donne e ha inserito i propri piani di gender equality nel contesto più generale di lavoro sulla diversità, non solo di genere ma anche di etnia, talenti, background, disabilità. Oggi abbiamo raggiunto la quota di 41% di donne in azienda e assoluta parità di salario: non male, ma non ci accontentiamo. In Italia sono contento di poter contare sul 50% di donne nel mio team.

Qual è la caratteristica femminile che apprezzi di più sul posto di lavoro?
Mi piace pensare alle caratteristiche personali di ogni donna che lavora con me, non cerco un talento di genere perché farei un torto alle professioniste incredibili nel mio team. Di loro noto certamente la grande profondità di pensiero e la capacità di cogliere la vita e il lavoro da molti angoli.

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E nella pratica cosa hai imparato da una o più di loro?
Ho imparato a dare molto peso alle parole. A volte tendo a essere "1-0, acceso/spento", mentre le donne del mio team sono molto più sofisticate e mi insegnano a leggere le reazioni delle mie parole nei comportamenti degli altri.

Dati alla mano: il 64% di host in Nuova Zelanda è donna, il 61% in Australia, il 59% in Sud Africa mentre nella classifica di guadagni le host italiane sono seste dopo le colleghe usa, francesi, inglesi, spagnole e australiane. Insomma Airbnb ha molto di rosa oltre al logo?
Come ti dicevo, in Italia abbiamo raggiunto la perfetta parità di genere, sia nel gruppo di lavoro Italia che nel leadership team che ho creato. Nel mondo puntiamo allo stesso obiettivo, con l'ambizione di assumere donne nei team che risentono di più di percorsi tradizionalmente meno scelti dalle donne come quello di programmatori e ingegneri.

Come spiegheresti alle tue figlie il gender gap?
Lo faccio molto spesso in realtà! La miglior spiegazione è portarle nei negozi di giocattoli: guardiamo il reparto bambino dove si trovano costruzioni e razzi spaziali e quello bambina dove al massimo vediamo ferri da stiro. Spiego loro che il mondo è cambiato e sulla luna o a costruire razzi andranno loro, mentre i papà non se la cavano poi così male a stirar camicie.

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