L'ordine di nascita influisce, e molto, sulla nostra personalità

Quanto essere il primo, quello di mezzo, l'ultimo o il solo figlio, può cambiare la tua vita e le tue scelte?

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Photo by Kyle Nieber on Unsplash

Leonardo da Vinci era figlio unico. Giovanna d’Arco fu l'ultima di cinque figli di cui tre maschi. La principessa Diana nacque dopo due femmine e un maschio, morto alla nascita. Tre anni dopo la sua nascita arrivò un fratellino. Primogeniti famosi sono Richard Branson e Oprah Winfrey. Se il loro ordine di nascita fosse stato diverso queste persone avrebbero avuto la stessa personalità e lo stesso successo? Avrebbero svolto la stessa professione? Avrebbero avuto gli stessi compagni e gli stessi amici? Domande che lasciano il tempo che trovano, ma sulle quali psicologi, antropologi e sociologici ragionano, ipotizzano e sondano dalla notte dei tempi.

"Valutare il modo in cui vi rispecchiate nel profilo dell’ordine di nascita e in cui, invece, vi diversificate costituisce un potente stimolo che vi spinge a pensare al passato, a come siete stati cresciuti, al vostro rapporto con i fratelli e con gli altri, agli sconvolgimenti nella vita familiare. Intraprendendo questo processo riuscirete a capire più chiaramente come siete stati influenzati, nonché come e quando siete cambiati crescendo", spiega Linda Blair, prima di sei figli di età ravvicinate, in Birth Order edito in Italia con in titolo In ordine di nascita da Edizione Il Punto d'Incontro. Un libro che inevitabilmente porta il lettore a fare un tuffo nel proprio passato o una sorta di autoanalisi nel proprio presente di madre o di padre - ammettiamolo, tutti i genitori hanno un figlio preferito - ritrovandosi, arrabbiandosi, intenerendosi, vittimizzandosi o colpevolizzandosi. I sondaggi e le statistiche parlano chiaro: le caratteristiche principali degli individui in base all'ordine di nascita trovano molto spesso conferma nella realtà.

I figli maggiori o primogeniti. La nascita di un figlio è unica, ma le emozioni dei genitori sono particolarmente intense quando si tratta del primo frutto del loro amore. "Pensate, per esempio, al numero di fotografie e di ricordi che i vostri genitori hanno del loro primogenito e paragonatelo a quello degli altri figli in famiglia. Possiamo tranquillamente concludere che la maggior parte dei primogeniti inizia la vita accudita da genitori che ne hanno visto l’esistenza come un felicissimo miracolo. Tuttavia, l’unicità della situazione avrà conseguenze sia positive sia negative. In positivo, il tempo e le attenzioni extra che i vostri genitori vi hanno dato implicano che vi hanno coccolato, accudito e parlato parecchio, quasi sicuramente più di qualunque altro fratello minore. Avete avuto più opportunità di udire il linguaggio e osservare le interazioni sociali adulte, cioè più mature. In negativo, tuttavia, occorre ricordare che i vostri genitori erano alle prime armi. Questo inevitabilmente implica che nell’accudirvi si sono sentiti più insicuri e dal momento che bambini e neonati sono estremamente sensibili allo stato d’animo di chi li accudisce, è assai probabile che a un qualche livello siate stati consapevoli della loro ansia", spiega Blair.
Quali sono quindi le caratteristiche principali dei
figli maggiori? Avendo iniziato la vita in compagnia di soli adulti sono bravi comunicatori. Hanno aspettative alte, hanno un forte desiderio di ottenere l’approvazione degli altri, accettano le regole, sono responsabili, esigenti, attenti, premurosi, ben organizzati, amano assumere posizione di comando e sono più bravi a scuola.

I figli di mezzo. Questa categoria sembra essere la più difficile. "I figli di mezzo sono spesso definiti “la pecora nera della famiglia”, ma se esaminiamo le statistiche e parliamo con queste persone, il quadro in realtà è decisamente diverso. Benché alcune di queste descrizioni stereotipiche possano occasionalmente essere vere, per la maggior parte i figli di mezzo sono stati fraintesi... Quelli di voi che sono nati come figli di mezzo possiedono un grande vantaggio sui primogeniti, perché sono stati allevati da genitori più esperti. La nascita del primo figlio riceve sempre più attenzione rispetto a quella degli altri figli, perciò il vostro arrivo ne ha ricevuta meno di quella di vostro fratello maggiore, è assodato. Nello stesso tempo, però, i vostri genitori erano più rilassati e sicuri di ciò che stavano facendo, molto più di quanto non lo fossero con il primo figlio, per cui siete stati trattati senza dubbio in maniera più tranquilla e oggettiva. Questo vuol dire che andate soggetti a una minor ansia rispetto a vostro fratello o vostra sorella maggiori", scrive Blair.
Quali sono le caratteristiche principali dei
figli di mezzo? Sono socievoli, sensibili ai bisogni degli altri più che ai propri, sono esperti nel trovare compromessi, vedono con realismo la portata delle loro capacità, ma spesso non hanno ben chiaro cosa vogliono dalla vita, sono portati a fasi in cui si vestono o comunque si presentano in maniera insolita o estrema, soprattutto da giovani, tendono a eccellere in ambiti non accademici, sono portati ad andarsene di casa in età più giovane rispetto ai fratelli.

Gli ultimogeniti. Se potesse scegliere, la maggior parte delle persone vorrebbe essere nata in questa categoria. "Come individuo più giovane in famiglia, siete sempre “il piccolino”, quello che tutti adorano accudire. Qualunque sbaglio o inettitudine tendono a essere scusati. Se chiedete aiuto in genere lo ottenete e nessuno vi assilla ripetendovi di “crescere e arrangiarvi”. Quando gli altri membri della famiglia agiscono in maniera immatura, di solito vengono ignorati oppure guardati con disapprovazione, ma quando siete voi a comportarvi esattamente allo stesso modo, probabilmente venite assecondati, circondati di premure e viziati. Inoltre, in genere ottenete l’aiuto di cui avevate bisogno", prosegue Blair.
Quali sono le caratteristiche tipiche degli
ultimogeniti? Sono affascinanti ed estroversi, desiderano essere al centro della scena nelle situazioni sociali, coltivano una tendenza alla manipolazione, sono spesso disorganizzati e con obiettivi meno chiari rispetto agli altri, sono più creativi e innovativi, sono ribelli e pronti a mettere in discussione l’autorità, sono vulnerabili a un senso di scarsa autostima e siete insicuri e tendono a sentirvi facilmente delusi o traditi dagli altri.

I figli unici. "In passato era inusuale e in alcune comunità considerato persino inaccettabile scegliere di avere soltanto un figlio. I figli unici erano ritenuti disadattati, strani o eccentrici e spesso venivano derisi o subivano prepotenze. Oggi le donne possiedono un maggiore controllo sul fatto di avere dei figli e su quanti vorrebbero averne, molto più di qualunque altra epoca passata. Di conseguenza, un numero significativo di donne sceglie di avere meno figli, per potere continuare ad avere tempo per altri interessi, diventando nel contempo genitore. Notiamo, quindi, come quante delle caratteristiche attribuite a una particolare posizione dell’ordine di nascita vengano influenzate dalle opinioni dell’epoca, oltre a quanto vi è di intrinseco negli individui da esse descritti. In questo caso, il quadro negativo dipinto a proposito dei figli unici riguardava più l’atteggiamento e le credenze in generale che l’effettiva posizione di per sé. I figli unici, che in passato avevano una grande tendenza a sentirsi emarginati e soli perché erano così pochi, sono oggi parecchio più diffusi, per cui tendono a essere più felici e più abili nelle interazioni sociali rispetto a un tempo", conclude Blair.
Quali sono le caratteristiche associate ai
figli unici? Hanno buone capacità di studio e grandi doti comunicative, alti livelli di fiducia in se stessi, preferiscono la compagnia di individui più anziani e spesso provano imbarazzo durante la socializzazione con i propri pari e tendono a sentirsi incompresi da loro, amano trascorrere del tempo da soli, hanno buone capacità logiche e doti organizzative, tendono al perfezionismo e non tollerano molto il disordine.

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