Perché gli italiani non si fidano ancora dell’e-banking (e forse fanno bene?)

Diffidare da strumenti bancari online ci rende meno moderni / meno al passo coi tempi / sempre più italianisssimi?

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Samuel Zeller su Unsplash

Pensi all’e-banking in molti Paesi del "mondo moderno" e ti trovi di fronte l’immagine di un fenomeno ormai consolidato nella vita di tutti i giorni. Pensi all’e-banking in Italia e lo scenario che si configura è molto diverso. In crescita, certo, ma ancora in una fase “di curiosità”, per dirla con i dati che emergono dalle ricerche di mercato focalizzate sull’utilizzo degli strumenti bancari online. Sembra che il principale freno all’adozione da parte degli italiani delle funzioni per gestire per via elettronica il loro denaro sia il timore di subire furti o rimanere vittima di frodi.

Scorrendo i dati di una recentissima ricerca realizzata dalla digital company Friendz sui 6 mila utenti della sua community, si capisce un po' meglio di quale sia la situazione italiana. Si capisce, innanzitutto, che a utilizzare le app di mobile payment, cioè l’oggetto principale della digital transformation che riguarda questo settore, sarebbe soltanto il 3,7 per centro del campione, a fronte di un 42,6% e di un 20,2% che, rispettivamente, utilizza le carte di debito e di credito. Entrando più nel merito, sempre secondo la ricerca, ad aver scaricato sul proprio device almeno una app per il trasferimento di denaro sia il 29,1% del panel, una percentuale significativa, che però scende drasticamente quando si tratta di effettuare acquisti veri e propri: ecco che vediamo emergere ancora una volta una certa curiosità panel verso le nuove frontiere digitali di mobile payment, alla quale fa però da contraltare la diffidenza e alla fine il processo non giunge a conclusione e si preferisce affidarsi ai classici metodi di pagamento.

Non stupisce quindi che, tra coloro che hanno scaricato una app per il trasferimento di denaro, un buon 22% affermi “sono comode ma non mi fido troppo, cerco di usarle il meno possibile” mentre il 18,6% si ferma di fronte a commissioni troppo alte: “sono comode e sicure, ma hanno commissioni troppo alte. Le uso giusto il necessario.” La principale qualità - evidenziata dal 49% degli utilizzatori - è la comodità: un servizio pratico e veloce, che chissà se sarà in grado nel prossimo futuro di convincere sempre più italiani ad adottarlo, abbandonando la tradizione del contante.

A queste evidenze è strettamente correlato il fatto che, chi fa acquisti sul web, in larga maggioranza (61,6%) usa una carta ricaricabile prepagata, per aggirare il rischio di vedere intaccato il proprio conto corrente da eventuali furti o truffe online. Dopo la prepagata, ma staccati di parecchi punti percentuali, troviamo la carta di credito (25%), la carta di debito (20%), le giftcard (13%), con addirittura un 5% che afferma di chiedere ad altri di acquistare online per loro conto. Ma la paura, si diceva, è ancora tanta. E genera freni. Sempre dall’indagine, emerge come 4 persone su 10, tra coloro che effettuano abitualmente acquisti online, non sanno o non sono informate su come proteggersi da eventuali truffe e/o furti online. Il 41,6% di coloro che effettuano abitualmente acquisti online dichiara di affidarsi al sistema di tutela degli acquisti delle app che usano, l’8,5% si affida al sistema di tutela degli acquisti proposto dalla sua banca, il 7% a quello proposto dalla carta di credito e soltanto lo 0,9% ha sottoscritto un’assicurazione privata a questo proposito.

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