La migliore zona dove comprare casa a Milano (è decisamente cambiata)

ABC delle cerchie di una Milano che sposta i confini delle zone borghesi, converte la gentrification etc etc...

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Caleb Stokes su Unsplash

Trasferirsi a Milano quando la tua adolescenza si è conclusa da una manciata di anni, quando il cosa fare da grande è un interrogativo più buio del Medioevo, quando hai vissuto in un perimetro popolato al massimo da 50 mila abitanti, è cosa comune alla maggioranza di persone che vivono le gioie e i dolori della quotidianità all’ombra della Bella Madunina. Compiere l’arduo passo di cambiare casa, dopo che ogni antro dei Navigli e delle Colonne di San Lorenzo non ha più segreto alcuno, è cosa assai più comune fra le persone che Milano hanno imparato ad amarla, hanno saputo quando era il momento di resistere e quando quello di abbandonarsi completamente al suo accogliente (parliamone...) tran-tran. Tutti questi, in quel preciso istante in cui il Naviglio Grande sembra piccolissimo, la domanda quale sia la migliore zona dove comprare casa a Milano se la pongono con la stessa frequenza con cui ripetono a se stessi che non parteciperanno mai più ad un happy hour a 9 euro. Archiviata l’idea da parvenu, da universitario, da new entry del tessuto sociale milanese, di prendere una stanza in affitto in quel triangolo scaleno che va da Porta Genova a Viale Col di Lana spingendosi fino a Carrobbio, la ricerca adulta della migliore zona dove comprare casa a Milano si divide tra: quartieri emergenti in stile Pippo Baudo alla “l’ho inventato iooo, prima che tutti ci si trasferissero”, quartieri che sono la Wisteria Lane meneghina ovvero dove tutto è quieto, tutto tace eccezion fatta per il suono costante di passeggini spinti per le vie dello shopping dagli sciùri del futuro, quartieri che sono top, certezza di coolness social-e… e di dimezzamento dello stipendio prima ancora che questo ci venga accreditato. Così, mentre ci domandiamo (e domandiamo ai nostri simili) quale sia il miglior compromesso vivibilità/viabilità/viveur-ità nel comprare una casa a No-Lo, Wagner, Porta Venezia (nell’ordine dei sopracitati usi&costumi di quartiere), il tempo scorre, i cataloghi Ikea si ingialliscono, le ditte di trasloco riempiono gli spazi liberi delle loro agende.

Rebe Adelaida su Unsplash

“La zona più dinamica si conferma Repubblica / Stazione Centrale”, si legge su un’analisi del mercato immobiliare milanese redatta dal sito per chi cerca casa e per i professionisti del Real Estate, Casa.it. “L’area Umbria / Rogoredo è, invece, quella con il maggiore incremento delle visite”. Questo secondo i big data elaborati da CasaLab per il IV trimestre 2018, ovvero la fotografia dei principali trend del mercato immobiliare in base alle dinamiche di oltre 900 mila annunci. Fidandosi un po’ meno del passaparola e incontrando agenti immobiliari con dati ufficiali à la main, risulta che la migliore zona dove comprare casa a Milano per risparmiare “sembra essere Baggio / Forze Armate / Quinto Romano, dove le abitazioni costano mediamente 1.673 euro al metro quadro”. La più cara? La sospettabilissima Centro Storico / Brera, un’area dove i picchi di prezzo al metro quadro raggiungono gli 8.223 euro. Subito seguita dalla seconda zona più cara di Milano (5.442 euro al metro quadro), l’area Buenos Aires / Indipendenza / Porta Venezia, che è però anche tra le più dinamiche e prescelte dagli abitanti. Se i place to be/live/love meneghini risultano essere i perimetri che contengono le aree di Repubblica, Stazione Centrale, Garibaldi, Isola, Maciachini e Monumentale, i quartieri meno considerati (forse perché altamente residenziali) sono quelli di De Angeli e Washington, seguiti poi dalla triade Lotto, San Siro e Vercelli. E mentre bilocali e trilocali continuano a essere le soluzioni abitative preferite (con una domanda di mercato del 79%), le zone su cui si sono concentrate le ricerche dei traslocanti dell’ultimo periodo sono V Giornate, Porta Romana, Umbria, Lodi e Forlanini… Quest’ultima, forse, è una scelta che nasconde il desiderio di essere quanto più vicini possibile all’aeroporto che (ci) riporterà tutti a casa. La prima in cui abbiamo mai abitato.

Michele Bitetto su Unsplash

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